The Sidh – Nitro (Artists Record, 2014)

Gruppo giovane e dinamico, The Sidh, nascono dall’incontro tra quattro musicisti, Iain Alexander Marr (flauto), Federico Melato (piano, synth, percussioni), Salvatore Pagliaro (chitarra elettrica), e Michael Subet (Basso), tutti provenienti da esperienze musicali diversificate, ma accomunati dal desiderio di rileggere la tradizione musicale irlandese, attraverso sonorità contemporanee. Combinando strumenti come whitle, cornamuse e percussioni, con tastiere e beat machine, il gruppo ha plasmato un sound originale ed innovativo in cui le melodie tradizionali si fondono in modo sorprendente con i colori ritmici del dubstep e dell’hip hop. Dopo l’esordio discografico con “Follow The Flow” del 2013, che li ha lanciati verso il successo, li ritroviamo alle prese con il loro secondo disco “Nitro” inciso presso gli Abnegat Records Studio e prodotto da Jean Charles Carbone. A differenza del disco precedente, questo nuovo lavoro presenta nove brani, frutto di rivisitazioni di materiali tradizionali, in cui flauto e cornamusa sono la voce melodica principale, a cui si aggiungono la chitarra elettrica, il basso, e una potente ritmica elettronica. Durante l’ascolto si comprende come questo album sposti ancora più avanti il confine della loro ricerca sonora, arrivando quasi ad estremizzarlo come nel caso dell’iniziale “#Contempo”, in cui il whistle traccia la linea melodica su una base ritmica da dancefloor, o della title track in cui fa capolino la chitarra elettrica distorta di Salvatore Pagliaro. Durante l’ascolto piacciono la melodica “Clichè”, la divertente “Party Bounce”, ma soprattutto la lirica “4 Little Words”. Nel complesso il disco farà certamente storcere il naso ai puristi della irish music, ma andando più a fondo si comprende come nella cifra stilistica di The Sidh ci sia talento e coraggio da vendere, e non è un caso che “Nitro” si sia guadagnato una nomination come miglior album i recenti “Australian Celtic Music Awards 2014”. 


Salvatore Esposito