N.O.W. Nomadic Orchestra Of The World – Diario Nomade Tracce Italiane (Materiali Sonori, 2014)

Raccontare le vicende che hanno caratterizzato la nascita del progetto Nomadic Orchestra Of The World significa toccare con mano non solo la passione per la musica, ma anche il desiderio di costruire un ponte tra l’Occidente e l’Oriente, abbattendo distanze e differenze, di lingue, culture e religioni. Complice un viaggio in India nel 2007 per raggiungere Laura De Nitto impegnata nella realizzazione di un documentario con il filmaker Meenakshi Vinay Rai, Andrea Camerini, frontman e fondatore di Nuove Tribù, entrò in contato con alcuni cantastorie della comunità dei Bhopa, e pian piano cominciò una frequentazione sempre più intensa, fatta di tanta musica senza bisogno di parole, che sfociò nella nascita della Nomadic Orchestra Of The World, progetto musicale che univa in un supergruppo la band romana, ed alcuni musicisti indiani. L’anno successivo grazie anche al supporto di Paolo Camerini e Roberto Berini, il progetto si rafforzò e dall’India prese il via una lunga serie di concerti, che nel 2009 raggiunse anche l’Italia, raccogliendo grandi successi, coronati dall’importante riconoscimento del premio Premio Suoni di Confine 2009 come miglior live per l’integrazione culturale. Per quell’esplosivo “jugalbandi” sonoro che mescolava la musica tradizionale delle comunità nomadi del Rajasthan e dell’Haryana con l’incrocio tra folk, rock, elettronica e world music di Nuove Tribù Zulu, mancava però ancora un tassello, ovvero un disco, che arrivò puntualmente nel 2012 con l’apprezzato “Banjara”, in cui erano raccolti tredici brani cantati in inglese ed Hindi frutto di quel sorprendente incontro musicale. A distanza di due anni, la Nomadic Orchestra Of The World ha dato alle stampe recentemente “Diario Nomade. Tracce Italiane”, disco che rappresenta il perfetto compendio per il loro primo album, compendiando sei brani reintepretati in italiano e quattro inediti provenienti dalle stesse session di “Banjara”. Rispetto al disco precedente ciò che colpisce è il modo armonico in cui si fondono i testi in italiano con quelli in Hindi, il tutto colorato dall’intreccio tra i suoni della tradizione indiana e quelli più moderni della band romana. Aperto dal serrato rock in chiave world di “Boom Boom Lehirei”, ispirata al canto devozionale a Lord Shiva della comunità Kalebelya, il disco spazia dalla solare e colorata “Damu Damu Di Din Dara”, alla splendida ballata “Zingara”, fino a toccare la poesia evocativa di “Jaipur Pushkar” e “Moriya Achho Bolyo Re”. L’improvvisazione “Dididididada” in cui è protagonista il been di Kesar Nath, ci conduce poi verso il finale con gli inediti “Verso l’India” per la quale è stato realizzato un bel videoclip girato tra Pondicherry e Mumbai, “Caravan”, e Quanto Amore, tre canzoni che rappresentano altrettante pagine di un diario di viaggio in musica che Nuove Tribù Zulù ha realizzato per raccontare la loro esperienza nel Rajastan. Raccontando dalla prospettiva italiana l’esperienza vissuta in India con i musicisti locali, “Diario Nomade. Tracce Italiane” è chiude così una fase importante della Nomadic Orchestra Of The World, ma siamo certi che nel prossimo futuro arriveranno altre importanti sorprese. 


Salvatore Esposito