Aria – Stormi (Autoprodotto, 2014)

Gli Aria sono un duo composto da Piergiorgio Graglia (chitarra e voce) e Michela Manera (organetto), due musicisti con alle spalle una solida esperienza maturata in ambiti artistici differenti, ma accomunati dal desiderio di rileggere la tradizione musicale piemontese, proponendo brani originali ad essa ispirati. Dopo aver dato alle stampe l’ottimo disco di debutto “Valzurka”, ad appena un anno di distanza, li ritroviamo con il loro secondo lavoro “Stormi”, nel quale per la prima volta si misurano con brani composti e cantati in italiano, oltre ai loro classici strumentali. Abbiamo intervistato Piergiorgio Graglia per ripercorrere con lui le tappe essenziali della vicenda artistica del duo, soffermandoci sulla loro cifra stilistica e compositiva, senza tralasciare il loro rapporto con il palco. 

Partiamo da lontano, cosa vi ha spinto a dare vita agli Aria? 
Gli Aria nascono dalla voglia di far musica, di far ballare le persone, di raccontare delle cose, e di divertirsi facendo tutto ciò. 

Qual è il vostro background musicale ed artistico? 
Michela ha militato in diversi gruppi di musica tradizionale mentre io, avendo parecchi anni in più di lei, ho maturato esperienze in vari campi musicali, spaziando dalla musica classica al jazz, per arrivare ad appassionarmi di musica folk circa vent’anni fa. 

Com'è nata la vostra passione per la musica tradizionale? 
Suonare la nostra musica tradizionale è un incontro profondo con noi stessi, con quello che siamo, con le nostre radici. Pensiamo che sia da questo che è nata la nostra passione per questo tipo di musica. 

Qual è stato il vostro percorso di ricerca? 
Siamo partiti dalle danze tradizionali delle nostre terre per poi ampliare il discorso a quelle di altre culture. Da ultimo abbiamo cercato di sviluppare un nostro linguaggio musicale, rimanendo all'interno del contesto di musica da ballo tradizionale. 

Quali sono i vostri riferimenti a livello stilistico? 
I riferimenti sono quelli della musica tradizionale della nostra terra, ma anche della musica classica del periodo barocco e della ambient music. Per le liriche dei brani cerchiamo di indirizzarci verso quelle modalità espressive proprie della poesia Haiku, che coglie i momenti poetici della quotidianità attraverso parole sobrie ed essenziali. 

Come nascono i vostri brani? Quali sono le ispirazioni? 
Le canzoni nascono nelle maniere più disparate. A volte le note dei brani arrivano come gocce di pioggia dal cielo, ed a noi non resta che raccoglierle. Altre volte si cerca di comunicare un’emozione provata, ma se le gocce piovute sono poche, bisogna lavorarci su. E’ un lavoro bellissimo in cui ogni piccolo dettaglio è importante. Ci sentiamo come dei piccoli artigiani che cercano di trasmettere in musica quello che ci è stato dato di sentire fabbricando canzoni come se fossero dei cofanetti di legno. 

Avete da poco dato alle stampe il vostro nuovo album "Stormi", come nasce questo nuovo lavoro? 
Avevamo in mente di scrivere dei brani che descrivessero l'atmosfera e le emozioni della fase iniziale dell'innamoramento. Da questa idea sono nati quelli cantati come “L'appuntamento”, “Margheritina”, “Primavera”, e poi gli altri strumentali a completamento dell'opera. 

Come descrivereste il vostro nuovo album? 
È un album intimo, delicato e discreto. E' come un piccolo libro che racconta di emozioni recondite, ma è anche un disco da ballare. Ci piaceva esaltare questa ambivalenza. 

Quali sono i brani che sentite di consigliare per un ascolto più attento? 
Noi siamo affezionati in maniera differente, ma in ugual misura, ad ogni nostro brano. Nessuno è stato inserito nel disco per fungere da riempitivo, perché in tutti c’è la stessa passione e lo stesso amore. In questo senso è logico che qualcuno sia riuscito meglio di altri, per cui, non diciamo nulla, lasciamo questa scelta a chi ascolta il disco. 

Cosa differenzia questo nuovo album dal precedente "Valzurka"? Come si è evoluto il vostro sound? 
Due sono le differenze principali. La prima è che per questo nuovo disco abbiamo pensato di scrivere i testi in lingua italiana, per dar modo ad una schiera più ampia di ascoltatori di capirli. La seconda è che lo abbiamo registrato cercando di dargli un colore molto acustico e trasparente, con pochissime sovraincisioni, solo quelle strettamente necessarie. 

Come proporrete "Stormi" dal vivo? Come saranno i vostri concerti? 
A noi piace pensare che una serata in nostra compagnia è una serata in compagnia della danza della musica e soprattutto dell’amicizia, i brani del nuovo disco si affiancheranno a quelli che già suoniamo per fare da colonna sonora a queste serate. 



Aria – Stormi (Autoprodotto, 2014) 
Quando lo scorso anno il duo Aria, composto da Piergiorgio Graglia (chitarra e voce) e Michela Manera (organetto), diede alle stampe “Valzurka” ci colpì molto la capacità di uscire dagli schemi classici del balfolk per approdare ad una scrittura originale, coniugando la passione per la tradizione coreutica e musicale occitana, con quella per la canzone d’autore. Forte di una intensa attività dal vivo, che li ha segnalati tra i protagonisti della scena musicale piemontese nell’ultimo anno, il duo Aria prosegue il percorso tracciato nel disco precedente con il loro secondo album “Stormi”. Inciso presso lo studio “Stanza Ribelle” di Boves (Cn), il disco raccoglie sette brani più una bonus track, che allargano il raggio della loro ricerca musicale, con il riuscito esperimento di alcune composizioni in italiano. Sin dal primo ascolto, ciò che emerge in modo più evidente è senza dubbio la maturazione sotto il profilo compositivo, in quanto le strutture musicali dei vari brani sono più ricercate, senza però perdere quella spontaneità e quella freschezza che aveva contraddistinto il loro primo disco. Dal punto di vista prettamente sonoro piace la scelta di arrangiamenti eleganti, quasi cameristici, uniti ad un approccio genuinamente artigianale nella scelta di incidere il tutto in presa diretta, limitando le sovraincisioni. Ad aprire il disco è la burrée in due tempi “Rugiada” che avvolge l’ascoltatore con la sua trama elegante, per condurlo allo splendido scottish impari della solare “L’Appuntamento”, brano dal testo semplice ma allo stesso tempo romantico. Il tema dell’amore che lega i vari brani come un filo rosso permea il volteggiare spensierato del valzer-polka della title track, ma anche la dolcissima “Margheritina”, un delizioso valzer in cinque tempi in cui spicca l’eccellente linea melodica tracciata dall’organetto di Michela Manera. Se il valzer in otto tempi “Bagliori” vibra nella sua poetica evocatività, “Primavera” è senza dubbio il brano più intenso del disco, non solo dal punto di vista compositivo ma anche per il suo eccellente arrangiamento. Chiudono il disco la gustosa mazurka “Mazurkella”, e la bonus track una versione in francese di “Margheritina”. Insomma se “Valzurka” era stata una bella sorpresa perché ci aveva fatto scoprire il duo Aria, “Stormi” è la conferma di come la scelta di imboccare la via difficile dell’originalità stia dando loro le soddisfazioni che meritano, e siamo certi che nel futuro seguiranno altre splendide sorprese.


Salvatore Esposito