La Notte del Caffè, Cavea dell’Auditorium Parco della Musica, Roma, 2 Agosto 2014

Chiusura in grande stile per la rassegna “Luglio Suona Bene”, con la festa in musica “La Notte del Caffè”, evento organizzato dall’etichetta romana Helikonia, e che ha visto protagonisti sul palco della Cavea dell’Auditorium Parco della Musica, Nando Citarella e Tamburi del Vesuvio, Stefano Saletti e Piccola Banda Ikona, Pejman Tadayon e Sufi Ensemble. Ispirata alla particolare atmosfera che si respirava nell’antico Cafè Loti di Istanbul, dove i viaggiatori si fermavano a parlare, si conoscevano, suonavano e annullando le differenze tra Nord e Sud del mondo, la serata ha regalato al folto pubblico presente un viaggio sonoro attraverso le coste del Mediterraneo spaziando dalla Spagna con le sue cantigas, alla Francia dei trobadours francesi, da Napoli e le sue tammurriate, al canto in Sabir e i canti di libertà dei popoli mediterranei, e attraversando le antiche vie della seta raggiunge la Persia, per trasformarsi in un linguaggio musicale nuovo, dai tratti mistici, in cui al ritmo della tammorra si intrecciano il bouzouki greco, il saz, il setar e l’oud accompagnando il marranzano e il canto a tenore. 
Ad aprire il concerto è il Cafè Loti Trio, inedita formazione a tre composta da Stefano Saletti, Pejman Tadayon e Nando Citarella, con quest’ultimo che, prima di imbracciare i suoi inseparabili tamburi a cornice, mette sul fuoco una macchinetta del caffè, una di quelle napoletane antiche. Mentre nell’aria comincia a diffondersi l’intenso aroma del caffè, il Cafè Loti Trio ci regala una splendida suite in cui sono mescolate il madrigale seicentesco di Giulio Caccini “Amarilli” e il tradizionale calabrese “Amante Mia” in cui brilla l’intreccio tra il bouzouki di Saletti e il bamtar, strumento della tradizione afgana, suonato da Tadayon. Si passa poi a “Haft”, brano tradizionale persiano in 7/4, in cui Citarella impreziosisce la linea melodica con i contrappunti di un marranzano siciliano. Le storie di briganti della suite “Brigante Do Sabir”, cantata a tre voci da Gabriella Aiello, Barbara Eramo e Nando Citarella, ci introducono poi al set della Piccola Banda Ikona, con Stefano Saletti, assoluto protagonista insieme alla splendida voce di Barbara Eramo, che interpreta magistralmente lo struggente canto canto sefardita “Hija Mia Mi Querida”, con i fiati klezmer di Gabriele Coen che evocano l’espulsione degli ebrei dalla Spagna nel 1492. 
Si prosegue con altri due brani tratti da quel gioiello che è “Folkpolitik” ovvero il canto della guerra civile spagnola “El Ejercito del Ebro” e la toccante ed attualissima “Piazza Tahrir”, che ci porta nel cuore della primavera araba, rivoluzione necessaria in Nord Africa, ma tradita dal fondamentalismo religioso. E’ la volta poi di Nando Citarella e i suoi Tamburi del Vesuvio, in cui spiccano la voce di Gabriella Aiello, Paolo Petrilli alla fisarmonica, Valerio Perla alle percussioni e Claudio Monteleoni alla chitarra. Il vulcanico musicista campano, da abile alchimista di sincretismi sonori qual è, regala subito una delle perle della serata ovvero la suite che mescola “Reveille Toi” di Maurice Ravel e il tradizionale napoletano “Scetate”, tratta da “Magna Mater”. Nando Citarella ci porta poi alla scoperta dei canti devozionali con il tradizionale di San Nicandro Garganico “A San Michè”, a cui segue “Palummella Zompa e Vola”, declinata a partire dall’originale de “La Palummella” di Niccolò Piccinni, e conclusa con una incursione nelle sonorità klezmer con Gabriele Coen al clarinetto a guidare la linea melodica. 
Pregevole è poi “La Suite Costiera de L’Avvocata”, tratta da “Vaffaticà”, in cui splende la melodia antica di “Fenesta Ca Lucivi”, interpretata con grande trasporto dalla Aiello, ed impreziosita dai tamburi a cornice dell’Ensemble Cymbalus. Da Napoli si toccano poi le sonorità della lontana Persia e della tradizione sufi con Pejman Tadayon e il suo Sufi Ensemble, in cui spicca la voce di Martina Pelosi, le percussioni di Simone Pulvano, il santur suonato da Massimiliano Barbaliscia, e i fiati di Alessio Artoni. I tre brani eseguiti sono accompagnati dalle danze del corpo di ballo femminile, che con il loro volteggiare evocano la trance delle danze dei sufi, ed invitano il pubblico ad abbandonarsi alle sonorità oniriche del lontano oriente. Il finale è di grande emozione con tutti i venticinque musicisti sul palco che eseguono una straordinaria versione di “Cuncti Simus Concanentes”, brano tratto dal Llibre Vermell, e nel quale Stefano Saletti suona il suo bouzouki con le spazzole, mentre le percussioni, e i fiati avvolgono il canto. Insomma “La Notte del Caffè” è stata non solo l’occasione per ascoltare tre eccellenti musicisti con i loro rispettivi ensemble, ma è stata soprattutto l’incontro tra tradizioni e culture differenti, nel segno dell’amore per la musica, la pace, e la condivisione. 



Salvatore Esposito