Italian Sounds Good: Vessel, Marmaja, Macadam, Pablo e Il Mare, Radio Babylon

Vessel - Le Difese (Santeria, 2014) 
Il progetto Vessel nasce nel 2009 allorchè Corrado Nuccini ed Emanuele Reverberi, entrambi membri dei Giardini Di Mirò, decisero insieme ad Alessandra Gismondi di unire le forze e dar vita ad un side-project concretizzatosi inizialmente con due Ep in inglese “Tales Of Memento Island” e “Melodies Of Cupido Island” pubblicati dalla 42 Records. Uscita dal gruppo la Gismondi, Nuccini e Reverberi hanno inteso proseguire il loro percorso e dopo una lunga gestazione durata dal 2006 al 2013, hanno dato alle stampe “Le Difese”, disco che raccoglie otto brani originali composti da entrambi, più due riletture ovvero il canto di lotta “Battan L’Otto” e il tradizionale romanesco “Sinnò Me Moro”, proposta come bonus track. Registrato al Bunker Studio di Rubiera (Reggio Emilia), e prodotto da Andrea Rovacchi, il disco si caratterizza per la presenza di alcuni ospiti come Enrico Pasini (tromba e tastiere), Riccardo Sgavetti (contrabbasso e chitarra) e Ulisse Tramalloni (batteria), nonché per la presenza di un ampio cast di voci femminili composto: da Alessandra Gismondi che canta nel brano di apertura “La Bussola”, Sara Love che ritroviamo in “Cefeidi, Supernove”, “Il Soffio” e “Città D’Inverno, Angela Baraldi che è ospite in “Non Sei Più Tu”, nella già citata “Battan L’Otto” e in “Nudisti su Marte” in cui fa da voce recitante, e Laura Loriga (già con I Giardini Di Mirò). Rispetto ai due precedenti Ep, questo nuovo disco rappresenta una vera e propria svolta nel percorso dei Vessel, che abbracciano con convinzione un cantautorato fatto di liriche raffinate e di atmosfere acustiche in cui si intreccia la canzone d’autore italiana e la chanson francese. Durante l’ascolto spiccano, senza dubbio, gli spoken word di “Cafeidi, Supernove” e “Nudisti su Marte” in cui si mescolano l’ultimo Guccini e il teatro canzone di Gaber, il valzer colorato di suoni world “Non Sei Più Tu” e la pianistica “Città D’Incanto”. Insomma il progetto Vessel è da tenere d’occhio, non solo per l’alta qualità del songwriting, ma anche e soprattutto per la capacità di Nuccini e Reverberi di muoversi con agilità attraverso sonorità differenti. 

Marmaja - Come Le Pagine Dei Libri Letti (Latlantide, 2013) 
Folk-rock band tra le più interessanti ed innovative del panorama musicale italiano i Marmaja nel 2013 hanno festeggiato il loro ventesimo anno di attività artistica con la pubblicazione di “Come Le Pagine Dei Libri Letti”, quinto album della loro discografia, e primo capitolo del più ampio progetto “Al Cuore, Marmaja Al Cuore… ”. Guidati dall’ormai storico trio composto da Maurizio Zannato (voce, percussioni), Guido Frezzato (chitarra, fiati, percussioni, cori), Cristiano Vincetti (basso, percussioni, cori), i Marmaja si presentano con una line up rinnovata e composta da Moreno Prearo (batteria, percussioni), Enrico Ghetti (chitarre, percussioni), e Giovanni La Terza (fisarmonica, tastiere), e mettono in fila dodici brani di pregevole fattura in cui la migliore tradizione cantautorale italiana sposa le sonorità del folk rock, il tutto senza far ricorso mai alla facile retorica tipica del genere, ma anzi svelando a pieno la loro raggiunta maturità artistica. Aperto dalla splendida “Stella Cadente” caratterizzata da un testo denso di poesia, il disco attraversa sonorità e atmosfere differenti spaziando dai ritmi in levare del reggae di “Replay” e “Hammersmith” al torrido blues dylaniano di “Stai Giù” fino a toccare le sonorità roots rock made in usca con il singolo “Sorridi”, “Vedi Cara” e il country “Pillola”. Sul finale arriva la vera sorpresa del disco, ovvero la superba rilettura di “Pastore di Nuvole” di Luigi Grechi, il quale per l’occasione duetta con Maurizio Zannato. Chiude il disco il talkin’ blues “Fernet” in cui Natalino Balasso si fa carico dei titoli di coda, citando ora Pier Vittorio Tondelli ora il poeta bolognese Gilberto Centi, mentre chitarra, fisarmonica e percussioni improvvisano a tutto campo. 

Macadam – Latitudini Incrociate (Autoprodotto, 2014) 
I Macadam sono un trio pavese nato nel 2002 come evoluzione del progetto Big Time dall’incontro tra Betty Verri (voce, piccole percussioni), Ivano Grasselli (voce, chitarre acustiche) e Marco Sannella (contrabbasso), i quali hanno inteso proporre un interessante repertorio di composizioni originali dalle atmosfere acustiche in cui si intrecciano influenze jazz e world che spaziano dall’Africa al Mediterraneo fino a toccare il Sud America. Dopo aver debuttato nel 2005 con l’Ep omonimo, quest’anno hanno dato alle stampe il loro nuovo album “Latitudini Incrociate”, in cui hanno raccolto dodici brani che, come suggerisce il titolo, nel loro insieme compongono un viaggio sonoro immaginario che attraversa continenti differenti, accompagnato dalla poesia dei testi di Grasselli. Ad accompagnarci per mano verso i porti sconosciuti è la suggestiva “Mare A Vela” a cui segue la struggente “La Bambina e Il Mare”, la cui lunga coda strumentale impregnata di sapori world ci conduce a “Lisbona”, che con la sua melodia sinuosa evoca la poesia del fado. “Mediterraneo” ci riporta nelle acque del Mare Nostrum, ed introduce alla splendida “Ça Me Dit”, cantata da Betti Verri e in cui spicca la fisarmonica di Paolo Malusardi e la chitarra elettrica di Maurizio Vitagliani. Le gustose “Il Cuore Di Chi Balla” e “Neve” ci conducono alla melodia più leggera di “Senza Te”, ma è solo un momento perché subito dopo arriva il jazz di “Topo Mario” in cui spicca tutto il talento vocale di Betti Verri. Chiudono il disco l’immaginifica “L’Acqua” e la programmatica “Musica Ruvida”, in cui è condensato un po’ il Macadam-pensiero, e che rappresenta la ciliegina sulla torta per un lavoro da ascoltare con attenzione, cogliendone ogni sfumatura. 

Pablo E Il Mare – Miramòr (IMD/Blumusica, 2014) 
Pablo E Il Mare sono una band a geometria variabile di base a Torino, composta da Paolo Antonelli (voce, chitarra classica ed acustica), Andrea Ferraris (pianoforte), Francesco Coppotelli (violino, bouzouki e cori), Marco Ostellino (percussioni), Fabrizio Cerutti (contrabbasso e basso elettrico), la cui cifra stilistica è un cantautorato pop dai toni acustici, caratterizzato da contaminazioni sonore in chiave mediterranean world. Il loro percorso musicale è stato caratterizzato da grandi apprezzamenti e soddisfazioni come la vittoria al festival “Rock Targato Italia”, e da una intensa attività dal vivo, sfociata nella pubblicazione del loro album di debutto “Onde” nel 2006. Punto di svolta importante della loro carriera è il loro secondo album “Miramòr”, nel quale hanno messo in fila undici brani di impronta cantautorale, caratterizzati dal eleganti sonorità acustiche permeate da echi folk e world. Durante l’ascolto piacciono “Fidelina”, il folk pop di “Ora lo sai”, e la più movimentata “Farfalle”, ma il vero cuore del disco è rappresentato da brani come “Immaginario” in cui spicca il bell’intreccio tra archi e chitarra acustica, la cinematografica “Pesci Tropicali” e quel gioiellino che è “Franco Ciccio e la Sirena”. Non manca qualche divagazione in chiave folk-rock come nel caso di “Migrante” o nel pop più puro come nel caso dell’iniziale “Avvampa”. In buona sostanza “Miramòr” è un disco di piacevole ascolto che non mancherà di appassionare quanti sono alla ricerca di belle melodie e testi non banali. 

Radio Babylon – Babyloneria (Latlantide, 2014) 
Attivi dal 1997 nella scena ska italiana, i Radio Babylon nell’arco di oltre quindici anni di attività hanno raccolto grandi apprezzamenti con i loro dischi “Buska” del 2002 e “Lei Non Sa Chi Sono Io” del 2007 nel quale spiccava la collaborazione con l’indimenticato Freak Antoni. A sei anni di distanza dal loro ultimo album in studio, li ritroviamo con “Babyloneria”, disco che raccoglie undici brani di cui nove originali e due cover. Frutto di tre anni di lavorazione, proseguita in parallelo con la loro intensa attività dal vivo, il disco si caratterizza per un sound solore e diretto, che mescola le sonorità dello ska e del reggae con influenze che spaziano dai ritmi latin alla world music, il tutto condito da spruzzate di pop e hip hop. Ad aprire il disco è la trascinante “Regga Regga” che ci conduce dritto al sole della Giamaica, ma subito dopo i fiati di “Signorina” ci portano allo ska dei Madness. Spettacolare è la title track un reggae in chiave latin dall’immenso potenziale radiofonico, il cui refrain entra in circolo al primo ascolto, così come piacciono le successive “Perché” e “Quanto Meno Te Lo Aspetti”. Gustose sono la versione reggae di “Storia D’Amore” di Adriano Celentano, riletta con quel mood che ha fatto grandi i Bluebeaters di Giuliano Palma, “Bluesman” ed “Expo”. Completano il disco la love regge song “L’Amore Onnipotente”, lo ska di “Un’Altra Possibilità” e la bella rilettura di “Se Vuoi Goder La Vita” di Bixio e Cherubini. Insomma, “Babyloneria” sarà la colonna sonora perfetta della vostra estate, ovviamente se amate le solari sonorità del reggae e dello ska. 



Salvatore Esposito