mercoledì 21 maggio 2014

L’Oriente Mediterraneo dei Monsieur Doumani

Se prendi il traghetto dall’Italia, attraversato il mar Adriatico, superati i Balcani con le isole greche e l’Asia Minore, ti troverai nel punto più orientale dell'Europa, a Cipro. Un’isola con una ricca storia fin dall’antichità, un passaggio di culture diverse, un luogo dove Oriente e Occidente si fondono dando vita ad una miscela inebriante che qualcuno può “odorare” passeggiando tra i vicoli della città vecchia di Nicosia o seduto in uno dei tradizionali caffè, ascoltando il canto dell’imam dal minareto, nella zona turca. Così, una mattina di primavera, ho incontrato Antonis Antoniou e Dimitris Giasemidis dei Monsieur Doumani e abbiamo parlato di musica e non solo, godendo il nostro caffè cipriota nel centro storico di Nicosia. I Monsieur Doumani sono un giovane trio che suona chitarre, tzouras (sembra un piccolo bouzouki) e una varietà di strumenti a fiato. Un assaggio lo avevamo avuto con l’EP “Cyfolk” (2012), in cui rileggevano otto canzoni dalla fonte della tradizione musicale cipriota. Sperimentatori, in questo primo album di lunga durata, intitolato “Grippy Grappa”, si cimentano nel rimodellare undici brani popolari isolani (comprese una canzone d’amore di taglio umoristico dal titolo nonsense, “Tsiakkara makkara”, e una marcia processionale nuziale che chiude il disco… fino all’arrivo di una ghost track) e propongono tre proprie composizioni dal temperamento eclettico. Difatti, la loro scrittura rivela una robusta verve e una capacità di combinare stili folk greci e nativi, suoni jazz, funky, bluesy (ci infilano anche una slide in “I Mouzourou Tou Morfou”, vale a dire “Ragazza bruna di Morfou”). La formazione rivela notevoli armonie vocali e buona tecnica strumentale, arrangiamenti vivaci ed incalzanti, con un efficace intreccio degli strumenti (“Tillirkotissa”, ossia la Ragazza di Tillyria”). 
Abbondano i passaggi ruggenti e l’ironia acuta che domina in “O Ahaparos” (più o meno significa “L'inconsapevole” o “L’ignaro”), “O Dasonomos” (Il forestale), e ancora nell’irresistibile “Peàkin Myroaton” (Il maleducato profumato), sarcastico commento alla crisi finanziaria di Cipro, in cui partecipano la cantante Maroulla Konstantinou e il clarinetto di Symis Soukiouroglu. Sorprendono trombone o flauto nei pezzi tradizionali, come “To Sìstima” (“Il sistema”), “Syrtos Mavrommatis” (“Il sirto dell’uomo con gli occhiali neri”), “I Vraka”' (“Pantaloni alla zuava”), non meno coinvolgenti le danze “Kofto Zeibekiko” e “Cypriot Sousta”, quest’ultimo un ballo di coppia presente sia in Grecia che nell’isola. Diamo la parola ad Antonis e Dimitris. 

Chi sono i Monsieur Doumani? 
Dimitris Giasemidis : Il trio è stato creato nel 2011 a Nicosia da Antonis Antoniou al tzouras, Angelos Ionas alla chitarra e Dimitris Giasemidis agli strumenti a fiato. Musicisti provenienti da diverse aree musicali, ma con un elemento comune, l’influenza della tradizione folclorica cipriota. I Monsieur Doumani si sono concentrati sulla rielaborazione di canti tradizionali ciprioti, aggiungendo un suono unico e di colore moderno, e sulla composizione di canzoni che traggono ispirazione dalla moderna società cipriota. 

Perché il nome Monsieur Doumanì? 
Antonis Antoniou : La parola doumàn proviene dalla parola turca ''duman'' che significa fumo denso, ma è anche la nebbia. Passata nella lingua greca, originariamente significava l’atmosfera all'interno delle tekkes, con tanto fumo che difficilmente potevi vedere cosa stava succedendo all’interno della stanza. Questo è il modo in cui percepiamo la musica. La musica deve essere ascoltata con le orecchie. L'occhio ti distrae e così perdi la musica. Solo quando sei dentro il denso fumo, dove la visione non è possibile, puoi dedicarti alla musica. 
Dimitris Giasemidis : Perché no? Non volevamo un nome che sembrava serio, perché era contro la filosofia del gruppo. 

Tzouras, chitarra, strumenti a fiato come trombone, flauto e ney. Come li avete combinati? La scelta della musica tradizionale è avvenuta spontaneamente o è stata una vostra scelta? E quanto è stato difficile far uscire qualcosa di fresco e contemporaneo? 
Dimitris Giasemidis : La combinazione degli strumenti è qualcosa che si è realizzata dopo diverse prove. Abbiamo iniziato a comunicare musicalmente e ognuno di noi ha trovato il suo ruolo nella band. Nella strumentazione abbiamo sostituito il violino, il laouto e le percussioni con tzouras, chitarre e fiati. L’esperimento con la musica tradizionale cipriota è stata una nostra scelta. Con uno stato d’animo abbastanza rilassato ma sempre con rispetto, abbiamo cominciato a rielaborare alcuni pezzi tradizionali. Grazie alla nostra amicizia e all’immancabile buon umore durante le prove, la maggior parte dei pezzi sono stati creati senza troppe difficoltà. Certo, le varie e diverse musiche che ognuno di noi ama e ascolta ci hanno aiutato a prevenire un’estetica vintage, priva di freschezza. 

È la rivincita della musica tradizionale? Perché vedendo la vostra età, siete cresciuti in un periodo in cui la musica tradizionale veniva snobbata, considerata piuttosto come qualcosa di antiquato, o spesso di ideologia nazionalista. 
Antonis Antoniou : Questo è vero. La musica tradizionale è stata completamente messa da parte ed i pochi musicisti coinvolti nella ricerca e nell'esecuzione venivano considerati quasi pittoreschi. Le cose, però, sono cambiate ed ora possiamo vedere molti musicisti che sono interessati alla musica tradizionale – anche se alla maggior parte dei musicisti interessa la musica tradizionale greca e non tanto quella cipriota. Come Monsieur Doumani, noi non intendiamo riprodurre la musica cipriota come veniva suonata negli anni passati, ma vogliamo mescolare varie influenze e creare qualcosa di nuovo che si basa ancora su quella musica. 

Cipro ha il vantaggio di essere situata in un punto nodale tra Oriente e Occidente. Come vi influeza questo? 
Dimitris Giasemidis : È impossibile non essere influenzati dalla posizione geografica di Cipro. Come abitanti di Nicosia, sentiamo l’imam ogni giorno chiamare i fedeli alla moschea, e questo è un esempio di quanto siamo vicini a ciò che chiamiamo Oriente. Siamo cresciuti con la musica “occidentale”, ma nel corso degli anni abbiamo girato la testa verso l’est, trovando una ricchezza culturale che per anni ci è stata ignota. La musica di Monsieur Doumani è chiaramente influenzata dalle culture musicali occidentali e orientali. 

Come si vive nell'ultima capitale divisa d’Europa? I vostri rapporti con la comunità turco-cipriota e la loro musica? 
Dimitris Giasemidis : È davvero una strana sensazione. Fino al 2004 non avevamo neanche la possibilità di vedere i nostri compatrioti turco-ciprioti, poiché il passaggio dall’"altra parte" era molto difficile. Con l’apertura dei posti di blocco, la comunicazione tra le due comunità è diventata finalmente più facile. Si sono sviluppate diverse collaborazioni, anche musicali. Le nostre relazioni con la comunità turco-cipriota sono eccellenti e tutti noi conosciamo molti musicisti che sono attivi in tutte le due comunità. La propaganda che nelle scuole ci ha “bombardato” contro i nemici che abbiamo a fronte di noi è stata abbattuta, ed oggi come oggi vediamo a Nicosia e generalmente in tutta Cipro molte collaborazioni tra artisti turco-ciprioti e greco-ciprioti. 

Così è nato il disco “Grippy Grappa”… 
Antonis Antoniou : Il nostro primo album di lunga durata è stato il normale risultato di un lavoro iniziato due anni fa. Inizialmente, l’idea era quella di sperimentare con alcune canzoni tradizionali cipriote. Il risultato è stato soddisfacente, così abbiamo continuato a costruire su questa logica. Quando abbiamo deciso di presentare il nostro lavoro ci siamo resi conto che i brani rielaborati hanno avuto un impatto positivo sul pubblico. Le numerose reazioni positive e il nostro entusiasmo hanno portato alla creazione di "Grippy Grappa". 
Dimitris Giasemidis : L’accoglienza del pubblico è stata entusiasmante e questo ci ha sorpreso, perché avevamo molti dubbi sulla reazione del pubblico ad un approccio alla musica tradizionale cipriota completamente diverso da altri tentativi che ci sono realizzati. Nei concerti che abbiamo fatto per la presentazione del disco, il pubblico era molto caldo e incoraggiante e queste reazioni ci hanno dato la fiducia per continuare. 

Avete ricevuto un’ottima recensione dalla rivista britannica di world music ''Songlines''. D
Dimitris Giasemidis : Il nostro disco ha ricevuto recensioni lusinghiere da varie riviste internazionali. Una di queste è la rivista “Songlines”. Nella sua lista delle migliori uscite di musica world, Top of the world albums, c’era anche il nostro disco. Questo è qualcosa di cui siamo molto onorati, perché questa rivista è specializzata in musica etnica, e la nostra gioia è stata incontenibile quando abbiamo visto il nostro disco tra i più grandi nomi del settore. La rivista organizza ogni anno il “Music Awards Songlines” in quattro categorie: migliore artista, miglior gruppo, miglior artista o band emergente e migliore cooperazione tra musiche diverse. Dopo il voto del pubblico abbiamo avuto l’onore di essere nei primi quattro posti nella categoria del miglior gruppo emergente. 
Antonis Antoniou : Ma di noi non ha parlato solo “Songlines”, recensioni positive le abbiamo ricevute anche da “fRoots” dal “Guardian”, sempre nel Regno Unito e da “Sing Out” negli Stati Uniti, per non dire di altre riviste di Francia, Germania, Svizzera. 

Progetti futuri? 
Antonis Antoniou : Attualmente siamo in una fase creativa, stiamo lavorando ad alcune nuove canzoni per il nostro prossimo album, che sarà composto principalmente da nostre composizioni e da alcune cover. Abbiamo anche un certo numero di concerti e ci siamo preparando per un tour nei paesi nordici. Infine parteciperemo al festival internazionale WOMAD in Inghilterra il prossimo luglio.
Dimitris Giasemidis : Dobbiamo dire che se tutto andrà bene nel 2015 sarà pronto il nostro lavoro. Su questo nuovo album, sperimentiamo con tante musiche diverse: dal country al tsiftetèli e perfino alla tarantella. 

In Italia vi sentiremo? 
Antonis Antoniou : In Italia abbiamo avuto il piacere di essere ospiti nel 2012 al Ferrara Buskers Festival. Inoltre ci siamo stati la scorsa estate, questa volta più al sud, nei pressi di Napoli, ad Avellino e a Montefredane, dove abbiamo partecipato ad un festival lo scorso anno. Certamente ci sono alcuni piani per questa estate. Ci piacerebbe suonare al “Festival Mediterraneo” di Genova, ma non sappiamo se qualcuno ci inviterà mai! 


Konstantinos Kokologiannis 
ha collaborato Ciro De Rosa