FolkAurora, Circolo Culturale Arci Aurora, Arezzo, 25 Marzo – 25 Aprile 2014

Betti Zambruno
Come ogni primavera, da ben nove anni, è tornata sul palco del Circolo Culturale Arci Aurora di Arezzo la rassegna "FolkAurora”. Diretto da Silvio Trotta, in collaborazione con l’A.C. Musicanti del Piccolo Borgo e il Circolo Arci Aurora, FolkAurora è uno dei tre appuntamenti annuali aretini dedicati alla musica etnica e, insieme a EtnicArezzo che si svolge a Luglio, e all’ormai consolidato festival dicembrino “Pifferi, Muse e Zampogne”. La rassegna rappresenta la realizzazione di un percorso tra le culture tradizionali italiane e non, attraverso l’ascolto di musica “altra”, quella che non passa alla radio, o che è difficile ascoltare in televisione e può trovarsi solo nei festival specializzati, spesso su grandi piazze e grandi palchi. FolkAurora è da nove edizioni qualcos’altro: è l’ascolto intimo, quasi privato, in un’atmosfera magica, dove gli artisti suonano in acustico con la possibilità di far ascoltare, all’attento pubblico, i suoni particolari degli strumenti e delle voci tradizionali che riempiono la sala. Questa tipologia di concerti ricorda molto le serate del Folk Studio di Roma, del mitico Giancarlo Cesaroni, dove l’attenzione era solo esclusivamente sull’artista e sulla musica e dove all’ingresso c’era un cartello scritto a penna che diceva: ”Se volete bere portatevelo da casa, qui si ascolta la musica!”, e infatti sulla porta della sala del Circolo c’è un avviso chiaro: “Entra solo se ti interessa!”. 
Mimmo Martino (Mattanza)
Il gruppo Mattanza ha aperto la rassegna martedì 25 marzo con un ricco repertorio tradizionale principalmente legato alla cultura musicale calabrese. Hanno presentato lo spettacolo “Storie…” , un mondo di favole immortali che il gruppo rinnova nel rispetto di una tradizione antichissima, dando la possibilità alle nuove generazioni di avvicinarla e conoscerla. La voce di Mimmo Martino si è imposta quale filo conduttore del concerto con i canti magistralmente interpretati ma anche con proverbi e filastrocche, testimonianze di una cultura di un popolo da non dimenticare. Accompagnato da un nutrito gruppo di musicisti e dalla bella voce di Rosamaria Scopelliti, Mimmo ha fatto immergere il pubblico aretino in una dimensione piena di straordinaria emozione che si è trasformata in tripudio quando sul palco è salito un ospite d’eccezione Gabin Dabirè! La seconda serata di FolkAurora sabato 5 aprile ha visto protagonista una delle voci femminili più belle del folk italiano: Betti Zambruno. L’ artista piemontese ha presentato il suo nuovo album “Sguardi”, una personale selezione di canzoni, incontrate, scoperte ed amate durante il suo lungo percorso musicale e che, come scrive Roberto Sacchi nella presentazione: “le ha volute portare con sé, per averle più vicine ogni giorno, per poterle rivivere. Note e parole eterogenee ma fatte proprie, scelte con amore e interpretate con raro sentimento”
Gabin Dabirè
La sua voce, accompagnata, in questo progetto in trio, da Piercarlo Cardinali (chitarra e cornamusa), e Gianpiero Malfatto (trombone), trova tutto lo spazio necessario ad esaltare sia i testi sia le stupende timbriche che l’hanno consacrata da anni quale “voce” rappresentativa del Piemonte. E’ proprio l’arrangiamento adottato dal Trio che, costruendo un suono semplice ed allo stesso tempo molto elegante e operato per “sottrazione”, ha valorizzato, insieme alla forte personalità di Betti, tutta l’esibizione. Assolutamente originale! La serata del 12 aprile ha ospitato il gruppo “In Direzione Ostinata e Contraria” in un concerto tributo a Fabrizio De Andrè. L’ ensemble di musicisti aretini, capitanati dalla voce di Alessandro Ristori, davvero molto bravo nel calarsi nelle corde dell’indimenticabile Faber, ha ripercorso le fasi salienti della carriera tra musica e poesia del grande cantautore genovese, in un viaggio intenso e appassionato tra le sue più belle canzoni. Fabio Roveri chitarra e cori, Alessandro Moretti fisarmonica, Mauro Maurizi contrabbasso/basso elettrico, Andrea Nocentini batteria e Lorenzo Nocentini alle percussioni, hanno supportato la voce di Ristori e immergendosi nella magia poetica di un repertorio di grande profondità e bellezza lo hanno reso al pubblico con forza e convinzione. Per il secondo anno FolkAurora ha offerto un “concerto/cover” di grandi cantautori italiani che hanno saputo leggere e attingere dalla tradizione e dalla world music con molto anticipo, per fonderla nei loro brani, ecco quindi nelle ultime due edizioni la presenza di “Confessioni di un musicante - Silvio Trotta canta Branduardi” lo scorso anno e di “In Direzione Ostinata e Contraria – tributo a Fabrizio De Andrè” quest’anno. 
Morrigan's Wake
In Direzione Ostinata e Contraria in perfetta sintonia con il Circolo Aurora e con il direttore artistico della rassegna Silvio Trotta che scelgono spesso proposte ostinate e contrarie ma sempre e comunque in direzione culturale. Ad arricchire la rassegna di quest’anno la presenza di uno storico gruppo di musica celtica i Morrigan’s Wake, che sabato 19 aprile ha chiuso il FolkAurora con un entusiasmante concerto nel quale ha ripercorso trentatré anni di carriera sui palchi italiani ed europei, spesso insieme a grandi nomi come Alan Stivell, John Rembourn, Donovan, Carlo Nunez e The Chieftains. La voce di Tiziana Ferretti ha incantato il numeroso pubblico e la riproposta, mai scontata, di classici irlandesi è risultata sempre ornata di fantasia compositiva. Interessante e riuscitissimo il lavoro di ricerca delle possibili analogie musicali tra l’area celtica del nord Europa e quella celtico-padana. Davide Castiglia, violino, nickelharpa, Francois Gobbi, basso elettrico, Maurizio Lumini, fisarmoníca, Barbara Mortarini, flauti e Massimo Pirini alla chitarra, hanno supportato magistralmente la Ferretti e presentando il loro nuovo album “Mirrors” hanno fatto assaporare al pubblico le atmosfere magiche di una cultura millenaria ancora oggi illuminata dai sacri fuochi del popolo celtico. A chiudere ufficialmente il FolkAurora c’è poi stata l’esibizione spettacolare di Ciacciabanda una street band di fiati e percussioni che con abilità e convinzione ha sfidato le gocce di pioggia animando la festa del 25 aprile nella adiacente piazza Sant’Agostino con un repertorio bandistico originale composto per la maggior parte dal maestro Andrea Nardone. FolkAurora ha rappresentato ancora una volta un’occasione unica di incontro tra la musica popolare e la gente dimostrando come un ascolto raccolto e condiviso possa valorizzare repertori oggi troppo spesso urlati e “saltellati” nelle grandi piazze. 


Gloria Sereni