Quinteto Porteño - Rinascimento (AlfaMusic/Egea/Believe, 2014)

Il Quinteto Porteño nasce nel 2006 dall’incontro tra Nicola Milan (fisarmonica), Daniele Labelli (pianoforte), Nicola Mansutti (violino), Roberto Colussi (chitarra) e Alessandro Turchet (contrabbasso), cinque musicisti di talento accomunati dal desiderio di esplorare e studiare il tango argentino, partendo dal repertorio del grande compositore Astor Piazzolla. Dopo il debutto con l’omaggio a Piazzolla di “Decarisimo”, il Quinteto Porteño ha affinato sempre di più la sua cifra stilistica, caratterizzata da una grande vivacità di espressione nel dilatare e restringere le forme, ma soprattutto nell’improvvisazione di introduzioni ed assoli, il tutto innestato su composizioni originali in cui si intrecciano tra sonorità latin, improvvisazione jazz, musica classica e la vena cantabile tipica della tradizione italiana. A distanza di quattro anni dal loro secondo disco “Desiderata”, segnalatosi tra i cinque migliori dischi jazz con fisarmonica agli Orpheus Music Award, li ritroviamo con “Rinascimento” disco composto da nove brani che, nel loro insieme, compongono una sorta di viaggio sonoro attraverso culture, tradizioni e sonorità diverse, alla ricerca di una nuova speranza per la nostra società, una sorta di ancora di salvezza dalle ansie, dalle tensioni, dalla mancanza di tempo, che caratterizza l’uomo moderno. Tutto ciò emerge con forza in brani come “Milonga Dell’Incoerenza”, dedicata alla dissennata classe dirigente italiana, o “Songo Abbandonato”, che stende un ponte tra presente e passato per raccontarci quegli italiani che scappano dalla propria terra alla ricerca di migliori fortune all’estero, e trova il suo vertice nella splendida “Ciò Che Muove Il Mondo” dedicata all’amore, come unica chiave per un futuro diverso. Non mancano, tuttavia, spaccati più leggeri ma non meno interessanti dal punto di vista musicale come nel caso della sinuosa “Milonga De Porto”, in cui spicca la superba linea melodica tracciata dalla fisarmonica di Milan, o della fascinosa “Tango 7” della quale si apprezza l’eccellente interplay tra con il pianoforte di Labelli. Ascoltare questo disco è così un occasione preziosa per scoprire le splendide trame sonore tessute da Quinteto Porteño, che aprendosi ad una globalizzazione del linguaggio, ci invita a riportare di nuovo l’uomo e la sua autenticità al centro del mondo, riscoprendo l’energia della vita attraverso la musica.



Salvatore Esposito