Franco Battiato & Pino “Pinaxa” Pischetola, Auditorium Parco Della Musica, Sala Sinopoli, 23 Marzo 2014

Franco Battiato non avrebbe potuto festeggiare in modo migliore il suo sessantanovesimo compleanno, se non dedicando il giorno del suo compleanno al suo pubblico, dapprima presenziando alla proiezione del documentario incentrato sulla sua carriera “Temporary Road (una) vita di Franco Battiato” al Rome Indipendent Film Festival, e poi salendo sul palco della sala Sinopoli dell’Auditorium Parco Della Musica, per un concerto sperimentale, con la complicità del produttore ed amico di lunga data Pino “Pinaxa” Pischetola. Il concerto, inserito nella rassegna “Fonèka”, ideata e diretta da Agata Lombardo, e dedicata ad una riflessione sulle capacità espressive della voce umana, è stato un vero e proprio viaggio tra passato e futuro, nel quale Franco Battiato ha riproposto alcune riletture e riscritture del suo repertorio di musica elettronica e sperimentale degli anni settanta, dando vita ad un percorso di ricerca sonoro d´avanguardia attraverso interventi di acustica vocale e strumentale. Prima di immergersi nella lunga cavalcata sonica, il cantautore siciliano ha precisato al pubblico, quasi scusandosi, che il concerto avrebbe riguardato qualcosa di diverso rispetto al solito, e sebbene la sua intenzione fosse quella di suonare più a lungo, per non annoiare troppo gli spettatori, aveva deciso di ridurre ad un ora al massimo la sua performance. 
Così, dopo una breve introduzione didattica sul pedale tonale del pianoforte, Franco Battiato, dividendosi tra pianoforte e sintetizzatore, e in perfetta simbiosi musicale con Pino “Pinaxa” Pischetola (ritmiche e computers), ha costruito una lunga suite prettamente strumentale della durata di circa un’ora, suddivisa in diversi movimenti, ispirati da frammenti, linee melodiche, ed intuizioni sonore tratte dalle sue opere più sperimentali, lavori spesso poco noti al grande pubblico, ma senza dubbio non privi di fascino, al pari della sua produzione pop. Partendo da una semplicissima melodia suonata al pianoforte, usata per spiegare il lavoro di looping da parte di Pinaxa, il cantautore siciliano ha dato vita ad un lavoro di destrutturazione dei vari frammenti melodici, nel quale spesso è la sola melodia a sopravvivere, in un contesto di ricostruzione e riscrittura, operata con l’aggiunta di ritmi sintetici, improvvisazioni al sintetizzatore, e variazioni sul tema, a cui si aggiunge ora il piano ora la voce, che ora canta ora salmodia testi inediti, brani in arabo, e materiali già noti. 
Quasi tutti i movimenti prendono le mosse da frasi melodiche già note, su cui Battiato improvvisa variazioni melodiche, scale e sequenze, che Pinaxa mette in loop, offrendo al cantautore siciliano la possibilità di aprire la strada ad una sorta di dialogo con se stesso. L’orecchio più attento, nel corso del concerto ha così colto frammenti di “Inneres Auge”, la coda strumentale della ben nota “Shakleton” da Gommalacca, brevissimi accenni ad opere come “Genesi”, “Gilgamesh”, citazioni dalla musica per il balletto “Campi Magnetici”, o suggestioni melodiche ora da ghost track come quella di Fleurs (“Sai Dire Addio Ai Giorni Felici”) ora da brani storici come “New Frontiers”. Le grandi sorprese della serata però sono state senza dubbio la riscrittura di “Novena”, brano ancora inedito risalente alla metà degli anni settanta, il movimento ispirato da uno dei brani della colonna sonora di “Cellini – Una Vita Scellerata”, ma soprattutto il bis finale con la superba quanto breve versione di "Propiedad Prohibida", tratta da “Click”. Insomma un concerto di grande pregio a livello musicale, che non ha mancato di entusiasmare i tanti fans presenti, ma che certo un pizzico di delusione avrà lasciato in chi (con un pizzico di superficialità) si sarebbe aspettato il più classico dei suoi concerti con “La Cura”, “Centro Di Gravità Permanente” e tutti i suoi principali classici. 


Salvatore Esposito