Artisti Vari - Azerbaijani Love Songs (Traditional Music Of Azerbaijan)(Felmay, 2014)

Il ricco panorama musicale azero conserva un ricco e significativo corpus di antichi canti popolari lirici d’argomento amoroso, basati sulla forma poetica delle quartine, e caratterizzati da diverse sfumature poetiche che spaziano dalla passione al desiderio, dal dolore per una perdita alla lontananza, fino all’ammirazione per la bellezza femminile e la solitudine del cuore. Sebbene cantati prevalentemente in lingua azera ed ormai entrati di diritto nel repertorio nazionale, canti d’amore come “Sari Gelin” (Blonde Lady), “Gubaninag Almasi” (Mele bianche di Guba), “Ujadagbashinda” (Sulle alte montagne), e Ayberi Bakh (Guardare indietro) sono diventati parte integrante anche del patrimonio culturale comune di tutti i popoli caucasici. Ad interpretare e a comporre questi canti erano e sono solitamente i cantanti Mugham i khanende, gli ashiq ovvero i portatori della tradizione bardica nazionale) e o ancora gli strumentisti sazende. Tra i compositori storici più importanti che si ispirarono a questo genere vanno certamente menzionati i russi Glinka, Rimskij e Korsakov, che nel XIX spesso utilizzarono nelle melodie popolari azere per caratterizzare le loro opere con temi che evocassero l’Oriente. Solitamente il termine popolare viene utilizzato per definire i canti di autore sconosciuto, ma nella tradizione azera sono considerate come tali anche le composizioni di cui è noto sia l’esecutore sia il compositore, e questo perché il linguaggio e gli stilemi adoperati nella scrittura sono molto vicini alle melodie tradizionali, come nel caso di alcune partiture risalenti tra il 1940 e il 1970. Interpreti di questi brani sono abitualmente gli uomini, in quanto il pubblico azero ama le voci maschili acute che si adattano meglio al gusto nazionale per le ottave alte, mentre per le donne vengono preferite quelle dotate di un timbro medio e più caldo. Per quanto attiene invece all’aspetto esecutivo, i cantanti azeri sono soliti introdurre o integrare con un mugham i distici del canto d’amore, che viene eseguito con l’accompagnamento di strumenti tradizionali quali tar, kamancha, gaval, naghara, balaban, e ud, tuttavia durante le feste per i matrimoni al cantante è affiancato un gruppo, che rimpiazza la strumentazione tradizionale con quella più moderna ovvero con tastiere, chitarre elettriche, clarinetto e batteria. Capita spesso però anche di assistere all’esecuzione di tali canti anche da parte di ensemble da camera o orchestre sinfoniche di stampo europeo, in contesti più colti dal punto di vista concertistico. Ad offrirci una esaustiva panoramica sui canti d’amore azeri è “Azerbaijani Love Songs (Traditional Music Of Azerbaijan)” interessante antologia, curata da Felmay, che raccoglie una selezione di diciassette brani, incisi prevalentemente nel febbraio del 2013. Si tratta di una raccolta che nel presentare alcuni dei più suggestivi e popolari canti d’amore del repertorio azero, ci offre la possibilità di scoprire un ulteriore caratteristica poco nota della tradizione musicale di questo paese. Durante l’ascolto scopriamo splendide esecuzioni come “Gubanin Ag Almasi (White Apples Of Guba” e “Evleri Var Khana-khana (There Are Many Rooms In Their House”, interpretate da Miralam Miralamov ed entrambe caratterizzate dall’uso di frammenti di mugham, o come l’antico canto Ay Beri Bakh (Hey Look Back)” cantata da Nazaket Teymurova con l’accompagnamento dell’Orchestra da Camera di Stato, o ancora “Gurban Oldugum (The One To Whom I Would Sacrifice Myself)” del compositore Haji Khanmammadov, proposta da Zakir Aliyev, tuttavia il vertice del disco lo si tocca con la voce di Eldaniz Mammadov, che propone “Banovsha (A Violet)” e “Niya Gelmez Oldu (Why She Never Arrived”, due canti di grande potenza lirica e poetica. Di pari pregio sono altresì anche le riletture di “Getme-getme (Don’t Go Away)” di Ravana Arabova, e “Alagoz (Gray-Eyed)” di Almaz Orujova, due talentuose voci femminili, che offrono due interpretazioni molto sentite e suggestive. Completano il disco altre due piccole perle ovvero la dolcissima “Ninne, Yarim (Lull, My Love)” e l’intensa “Sary Gelin (Blonde Lady)”, interpretate rispettivamente da Gochag Askarov & Almaz Orujova e Kamila Nabiyeva. 


Salvatore Esposito