Massimo Mattera, Passeggiate Ischitane. Le Più Belle Escursioni Nell'Isola Dei Verdi Vulcani, Imagaenaria, pp. 240, Euro 9.90

Geologo ischitano, Massimo Mattera qualche tempo fa ci aveva condotto alla scoperta della storia della sua isola con il saggio “Il Vulcano Ischia. Miti. Storia, Scienza”, nel quale uscendo dallo schema classico della letteratura turistica, ci offriva un punto di vista nuovo dal taglio scientifico, facendo emergere l’intreccio tra vulcanesimo e antropizzazione dell’isola. A completare la sua preziosa opera divulgativa arriva adesso l’interessante volume “Passeggiate Ischitane. Le Più Belle Escursioni Nell’Isola Dei Verdi Vulcani”, una guida che raccoglie dieci affascinanti itinerari da percorrere a piedi, o in bici, ma anche in pullman, partendo da Posta Lubrano, fino al Monte Epomeo, passando per Fondo Ferraro, Piedimonte, Campagnano, Vatoliere, Serrara, Maronti, Santa Maria al Monte, Falanga, Ischia Porto, Cartaromama, San Francesco, San Montano, per concludere il percorso con due giri dell’isola in barca ed in auto. Ogni itinerario è corredato da un corposo apparato di dati geologici e tecnici, ed arricchito da cartine dettagliate, ma il vero pregio di quest’opera è quello di svelare con dovizia di particolari un patrimonio di dati, testimonianze e risorse geologiche dell’isola d’Ischia, forse poco noto, ma senza dubbio di grande interesse. L’isola d’Ischia, infatti, emerse dal mare 150.000 di anni fin seguito ad una violentissima eruzione vulcanica, ma con il passare degli anni la sua bellezza e il suo fascino crebbe sempre di più, man mano che il verde la copriva, addolcendola ed armonizzandola. I greci fondarono lì Pithecusa, la loro prima colonia in Occidente, mentre i romani ne fecero una cittadina fiorente con il nome di Aenaria, entrambe come alcuni villaggi preistorici e successivamente alcuni insediamenti di epoca medioevale vennero sepolte dalle ceneri delle eruzioni vulcaniche. Le tracce di questa attività eruttiva sono ancora visibili, nelle colate che, in mare, formano splendide baie, come nei depositi di fossili e ciottoli di antiche spiagge, che un bradisismo ha portato a centinaia di metri di quota. Oltre al vulcano e alle sue manifestazioni, Mattera ci porta alla scoperta anche di fascinosi borghi, mura di cittadelle, posti di vedetta, chiesette, eremi, foss ‘a nev e cantine scavate nel tufo, ma soprattutto del Castello Aragonese e del Museo Archeologico di Villa Arbusto. Entriamo così nel vivo di questa meraviglia del Golfo di Napoli, scoprendone le sue bellezze paesaggistiche ed artistiche, senza tralasciare quel senso magico-religioso che la caratterizza nella natura come nelle sue antiche tradizioni. Sospesa tra il tellurico caos e la bellezza armonica della natura Ischia ci viene raccontata da Mattera nel suo intreccio unico di storia, mito, scienza ed arte, un unicum strettamente legato a quel vulcano che l’ha generata, e che ancora oggi la rende una perla rara. 


Salvatore Esposito