Lou Tapage – Finisterre (LT Records/Audioglobe, 2013)

Gruppo folk-rock di base nel cuneese, i Lou Tapage, nascono alla fine degli anni Novanta, come un gruppo di musica tradizionale da ballo occitana, e pian piano, pur avendo estrazioni artistiche differenti, hanno dato vita al loro sound che coniuga le comuni passioni per i suoni e le melodie della loro terra, con il rock inglese, quello d’oltreoceano, la irish music e la musica francese. Nel corso degli anni hanno dato alle stampe ben quattro dischi, tra cui spicca una sorprendente rilettura in occitano di “Storia Di Un Impiegato” di Fabrizio De Andrè. Proprio quest’ultimo lavoro è stato per il gruppo occitano la rampa di lancio verso il loro quinto album, “Finisterre”, concept album che ruota intorno al tema del viaggio e le nuove mete da raggiungere, ispirato dal cammino verso Santiago de Compostela compiuto da uno dei componenti del gruppo. Il disco raccoglie dodici brani, composti in occitano, catalano, provenzale, francese, ed italiano, e caratterizzati da arrangiamenti in cui si sposano perfettamente rock e sonorità tradizionali delle valli occitane. Voce e chitarra del gruppo è Sergio Pozzi, mentre le linee melodiche si reggono sull’intreccio tra la chitarra elettrica di Dario Littera, il violino di Chiara Cesano, e la cornamusa, il flauto e il mandolino suonati da Marco Barbero, il tutto supportato in modo impeccabile dalla sezione ritmica composta da Nicolò Cavallo (basso) e Daniele Caraglio (batteria). Ad aprire il disco è lo strumentale “Finisterre” in cui la cornamusa ci conduce in un atmosfera antica, quasi senza tempo, ma siamo già alle porte di “Avignone” che con le sue ritmiche travolgenti si lascia scoprire tra le sue strade affollate e le danze in Piazza Dei Papi. Si fa poi tappa a “Marselha”, in cui i Lou Tapage ci raccontano l’amore di un marinaio per una donna che lo aspetta al suo ritorno. Sulle banchine del porto incontriamo “L’Uomo In Nero” e con lui il viaggio al termine della vita, ma la commozione giunge con la toccante “L’Inconnu De La Limoise”, la storia di un suonatore e della sua inseparabile cornamusa. Il trascinante folk-rock di “Libertà”, il cui ritornello rimanda direttamente a “I Carbonari”, brano tratto dalla colonna sonora di Giorgio Calabrese e Armando Trovajoli del film “Nell’Anno Del Signore”, apre poi la strada ai ricordi del Cammino di Santiago della suggestiva “Il Ne Reviendra Pas”. Si torna poi di nuovo in Francia con “Nice”, in cui viene descritta Nizza con il suo fascino e le sue contraddizioni, e prima di approdare in “Rue De Notre Dame” dove incontriamo una donna di facili costumi, c’è il tempo per una suonata con gli anziani suonatori occitani de “La Frema Dei Bancun”. Chiudono il disco il gustoso strumentale “Mistrau-Exaloc” e la splendida “Com La Brancha De L’Abelspi”, in cui i Lou Tapage rileggono un componimento del poeta trovatore Guglielmo IX D’Aquitania. Giunti ormai alla piena maturazione artistica, i Lou Tapage con “Finisterre” hanno aperto una nuova fase della loro vicenda artistica, e siamo certi che il prosieguo ci regalerà ulteriori belle sorprese. 


Salvatore Esposito