La Chiarastella - I Canti Di Natale Nelle Tradizioni Popolari, Sala Sinopoli, Auditorium Parco Della Musica, Roma, 5 Gennaio 2014

Dopo il successo riscosso dal progetto “Taranta d’Amore”, presentato a Budapest e Cracovia il 16 e 18 dicembre 2013, il nuovo anno per l’Orchestra Popolare Italiana diretta da Ambrogio Sparagna si è aperto con il ritorno all’Auditorium Parco della Musica di Roma, per la settima edizione del concerto “La Chiarastella – I Canti Di Natale Nelle Tradizioni Popolari”, divenuto ormai un appuntamento imperdibile del periodo natalizio per gli appassionati di musica popolare. Seguendo la ormai collaudata formula, ben documentata anche dal disco omonimo uscito nel 2008, anche l’appuntamento di quest’anno ha visto protagonisti sul palco della Sala Sinopoli dell’Auditorium, oltre venti tra strumentisti e voci, provenienti da varie regioni italiane, che hanno arricchito ed impreziosito il repertorio di canti, dando vita ad un vero e proprio viaggio attraverso le tradizioni popolari della nostra penisola. 
Spiccano sul palco le presenze della siciliana Eleonora Bordonaro, il violino e la voce di Maddalena Scagnelli degli Enerbia, il napoletano Gianni Aversano, ma anche le launeddas di Orlando ed Eliseo Mascia, padre e figlio di Maracalagonis (Cagliari), le zampogne “melodiche” di Marco Iamele e quelle “giganti” del maestro costruttore Marco Tomassi di Cassino (Fr), nonché gli immancabili ed eclettici polistrumentisti Raffaello Simeoni ed Erasmo Treglia, Diego Micheli (contrabbasso), Clara Graziano (organetto) e Cristiano Califano (chitarra e chitarra battente), e Riccardo Laganà (tamburelli). Ad arricchire ulteriormente l’organico ci sono poi il grande Coro popolare diretto da Anna Rita Colaianni, e i giovani suonatori di Arpicelle lucane, (l'antica arpa popolare diffusa nella Val d'Agri) provenienti da Viggiano (Potenza). 
Ad aprire il concerto sono le zampogne di Iamele e Tomassi, che ci introducono al tradizionale marchigiano del maceratese “Natu Natu Nazzarè” interpretato con grande energia e trasporto da Raffaello Simeoni ed impreziosito da una coda strumentale delle launeddas dei Mascia. La voce di Eleonora Bordonaro ci regala poi “La Verginità Di Maria”, canto di Borgetto (Pa) legato ad una storia che lo vuole ispirato alla richiesta di un turco di farsi raccontare la storia della Madonna. Uno dei vertici del concerto è poi l’interpretazione di Maddalena Scagnelli di uno dei canti più antichi della cristianità il “Puer Natus”, proposto in una versione elegante e allo stesso tempo toccante ed intima nel dialogo tra il violino e l’organetto di Ambrogio Sparagna. 
Particolarmente intenso è stato anche il breve set dei giovani suonatori di Arpicelle Lucane, che hanno incantato il pubblico romano con le loro melodie popolari suonate ora a quattro arpe ora a tre in dialogo con l’organetto. Seguono il canto di novena del Basso Lazio “Venite A Ritrovà” cantato da Anna Rita Colaianni, accompagnata da Ambrogio Sparagna all’organetto, e le launeddas dei Mascia, che ci introducono poi ad un altro brano dei giovani suonatori dei Apricelle lucane. Particolarmente coinvolgente è stata poi l’esibizione di Gianni Aversano che ha interpretato dapprima il canto di novena dell’Appennino Laziale “Venite alla Capanna” e poi il canto di questua campano “Quanno Pullecenella Addeventaje Re Magio”, proposto in una versione particolarmente coinvolgente anche sotto il profilo teatrale, con la complicità di Raffaello Simeoni, Erasmo Treglia e Cristiano Califano. 
Torna poi sul palco Eleonora Bordonaro per una superba interpretazione della ninna nana in arbereshe “Këndime Për Të Ljert’e Krishtit”, mentre Maddalena Scagnelli e Cristiano Califano ci regalano il tradizionale piemontese “Gesù Bambin L’è Nato”. Ambrogio Sparagna imbraccia poi la zampogna e accompagnato da Erasmo Treglia e Raffaello Simeoni alle, scende in platea per proporre un brano tradizionale, ma è solo un breve spaccato per permettere al Coro Popolare di prendere posto sul palco, e che è subito protagonista dapprima della filastrocca milanese “Santa Clara” e poi con “Verbum Caro Fastumes”, tratto dal prologo del Vangelo di San Giovanni, tipico della liturgia natalizia. Il Coro Popolare è ancora protagonista de “La Pasqua Epifania”, canto di questua del cassinate, di una intensa versione della novena di Merine (Le) “Ni Manca Pane” e del “Kyie Eleison” cantato da Raffaello Simeoni. Sul finale arrivano poi il tradizionale di Maranola (Lt) “Il Canto Dell’Usignolo” cantata da Ambrogio Sparagna, il canto ben augurale “I Due Angeli” in cui lo stesso Sparagna duetta con Erasmo Treglia, al violino a tromba, coinvolgendo tutto il pubblico. Chiudono il concerto il canto di novena di Mazzara del Vallo (Tp) “Quannu Diu S’Havia ‘Ncarnari” interpretata da Eleonora Bordonaro, e “E Ninnillo Mio Si Tu” attribuita a Sant’Alfonso Maria de’ Liguori e cantata da Gianni Aversano, con tutta l’orchestra protagonista di un arrangiamento particolarmente trascinante. 


Salvatore Esposito