Foja - Dimane Torna ‘O Sole (Fullheads/ Audioglobe, 2013)

Per chi non è aduso alla lingua partenopea, diciamo che ‘a foja è foga, slancio, energia, passione. Qui stiamo parlando del quartetto napoletano che presenta il seguito del disco d’esordio, “Na storia nova”, targato 2011. Formati da Dario Sansone (testi, voce, chitarra), Ennio Frongillo (chitarra, tromba), Giuliano Falcone (basso), Gianni Schiattarella (batteria), i Foja pubblicano “Dimane torna ‘o sole”, contenente una tracklist di tredici ballads dal sapore folk-blues-rock-alt country, cantante in napoletano. Di reminiscenze se ne avvertono tante, soprattutto provenienti d’oltreoceano, non meno forte è il richiamo a storiche esperienze di quella fertile interazione tra idiomi e odori dei vicoli, blues e rock. Quelle dei Foja sono canzoni scritte bene: scorrevoli e immediate, che acchiappano alla grande, a cominciare da “’A Malìa”, che fa rima con la appucundrìa di danielana memoria: è il singolo inserito nella colonna sonora del film d’animazione “L’arte della felicità” di Alessandro Rak (che è anche autore dell’artwork del CD). Il brano è aperto dalle note asciutte e brillanti dell’ukulele – strumento in gran voga di questi tempi – e inframmezzato dai nitidi fraseggi della tromba. Si vena di blues il canto di speranza “E po’ succere”, partecipi Francesco di Bella dei 24 Grana e Mattia Boschi dei Marta sui Tubi. Invece, Donna Maria”, ancora sulla scia dell’estetica dell’autore Nero a Metà, è la storia di un’anziana rimasta sola, animata dal desiderio di tornare indietro nel tempo, quando amore e passione le riempivano l’anima. È rock solare quello di “Da quale parte staje”; sprazzi latini pervadono l’attesa del sole (si rinnova la metafora dell’addà passà a’nuttata) in “’A notte”, con la chitarra di Giuseppe Fontanella (24 Grana). Parte lenta, adagiata sulle corde della chitarra acustica e del basso “Dimme ca è overo”, per poi assumere una fisionomia più grintosa, con gli interventi del pianista Francesco Villani e degli archi di Mattia Boschi. Via al rock-blues di “Marzo adda passà”: mese capriccioso che simboleggia il mutamento imprevisto. Arpeggi di oud aprono “Fesso e cuntento”, intrisa di melodia napoletana. Sulle corde di un banjo si snoda la ballata marina “Maletiempo”, che non si fa mancare echi western, e nella quale si ascolta la voce di Ilaria Graziano. Si ritorna al rock di matrice USA in “Chell ca ce stà”. Segue un’altra superba ballad, “Nun te scurdà ‘e chi vene”, featuring Claudio “Gnut” Domestico (che è anche coproduttore artistico del disco). È un’impennata country “Cca niente se fa”, con in bella mostra l’ugola di Libera Velo e gli inserimenti vocali del comico Gino Fastidio. Tutto finisce con “’A canzone do tiempo”, arricchita dal contributo di Maurizio Capone. “Dimane torna ‘o sole” è un disco senza artifici e smargiassate: deliziosa conferma della vitalità della indie band partenopea. 


Ciro De Rosa