Circo Abusivo – Magica Balera (Autoprodotto, 2013)

Abbiamo seguito con attenzione il percorso artistico dei valtellinesi Circo Abusivo, a partire dal demo “Circo Shoòoòoòoòoòwwww” di qualche anno fa, e già allora evidenziammo come la loro peculiarità ed originalità risiedesse nell’abilità di saper “rubacchiare abusivamente” qua e là canzoni, suoni, melodie, rileggendo la musica balkan con vivacità e spensieratezza. Dopo aver debuttato ufficialmente nel 2008 con l’ottimo “Valtellazija Revolucija”, in questi anni il gruppo valtellinese ha macinato concerti in tutta Italia raccogliendo apprezzamenti e successi, e nonostante alcuni cambi di formazione, il loro cammino di maturazione non ha conosciuto battute di arresto, ma anzi hanno cominciato pian piano a prendere forma nuovi brani in cui la musica dei Balcani veniva contaminata da quella delle loro valli. E’ nato così “Magica Balera”, disco che vede il Circo Abusivo rinnovarsi completamente nella line-up, sotto la guida di Alex De Simoni (voce, fisarmonica e chitarra), con gli innesti di Martino Pellegrini (violino, mandolino, cori), Ivan Azzetti (batteria, cori), Fausto Tagliabue (tromba, percussioni non convenzionali, cori) e Valerio Della Fonte (contrabbasso, cori), quest’ultimo sostituito dal vivo da Lele Palimento (contrabbasso). Rispetto al disco precedente, questo nuovo album si caratterizza per una maggiore tensione verso la canzone d’autore, e questo fa sì che nel suo insieme sia quasi un concept, in cui i brani nel loro insieme raccontano di una balera immaginaria dove può accadere di tutto, anche di imbarcarsi in un viaggio senza coordinate, che dai Balcani riporta a casa il Circo Abusivo nella natia Valtellina. Ad accoglierci all’ingresso della “Magica Balera” è la title-track, un invito al ballo, al divertimento, che sfocia nella travolgente e scanzonata “Avantpunk (All’Osteria Del Santo)” in cui la chitarra elettrica e i fiati si danno battaglia senza sosta. Le atmosfere da festa di paese, con tanto di sonorità che evocano le fanfare balcaniche sono poi gli ingredienti di “Banda Katanè”, mentre divertentissima è la parodia di “Just A Gigolò” ambientata in Valtellazija. Dai Balcani veniamo prepotentemente condotti in Spagna con “Killer Gazpacho” in cui fanno capolino sonorità galiziane incrociate con un trascinante ritmo ska, ma è solo un momento, perché sulle note della fisarmonica si torna nell’Est Europa con “Hungry And Angry In Hungary”. Se le atmosfere desertiche quasi western caratterizzano l’ironica “Lost In Brianza”, la successiva “Milonga Immaginaria” ci riporta all’interno della Balera, dove le danze sono animate da “Rural Underground Polka”, gustosa rilettura/stravoltura in chiave balkan-punk di un classico dei Valtellina Folk, e dalla bella versione de “Il Pittore” dal repertorio dei Romantici Vagabondi. L’aver omaggiato due formazioni storiche valtellinesi, è qualcosa di più che una sorpresa in questo disco, ma è quasi un voler tracciare un nuovo percorso futuro, magari guardando ancora verso le loro radici. Completano il disco “Lugar Magico” ispirata ad Alejandro Jodorosky, e la scoppiettante “Valtellanzija Bum Bum”, in cui tornano ad essere protagonisti i ritmi balkan. Insomma “Magica Balera” è la chiara dimostrazione di come Circo Abusivo sia ormai una band matura, dal solido bagaglio esperienziale, in grado di spaziare con disinvoltura attraverso generi e tradizioni musicali differenti. 


Salvatore Esposito