Graziella Antonucci – E Mo’ Cantammo (Autoprodotto, 2013)

Cantante e ricercatrice dal lungo percorso musicale, Graziella Antonucci, ha di recente dato alle stampe “E Mo’ Cantammo”, disco che documenta la sua personale ricerca e il format dal vivo, dedicato ai canti politici e di lotta, fra l’Età Napoleonica e la Resistenza. Si tratta di una sorta di documentario in musica, attraverso quattordici brani, in cui emerge come il popolo racconti e commenti i fatti della storia dal suo punto di vista, facendo trasparire in parallelo la sua determinazione nel cambiare il corso degli eventi, lottando e combattendo in difesa dei suoi diritti. A caratterizzare i brani sono arrangiamenti scarni, ma allo stesso tempo particolarmente incisivi in cui al fianco della voce della Antonucci troviamo solamente la chitarra di Marco Quintiliani e il mandolino di Enzo Pitta, e questo contribuisce in modo determinante a valorizzare l’aspetto storico al pari di quello musicale. Si tratta dunque di un disco concettuale che prende le mosse dai fatti della Repubblica Partenopea del 1799 con il “Canto Dei Sanfedisti”, e che ci conduce fino alla resistenza con “Siamo I Ribelli Della Montagna” e “Bella Ciao”. Nel mezzo troviamo perle dimenticate, o peggio ancora trascurate dai repertori della riproposta come “Partirò Partirò” in cui si racconta dell’introduzione della leva obbligatoria da parte di Napoleone nel 1802, il canto d’Indipendenza “La Bella Gigogin”, o le strofette del cantastorie cieco Alessio Tarantoni “Abbasso Li Francesi” scritti all’epoca della difesa di Roma da parte delle camice rosse garibaldine. Non mancano però anche brani molto noti come “Brigante Se More” di Eugenio Bennato e Carlo D’Angiò, gli “Stornelli D’Esilio” di Pietro Gori, “Sento Il Fischio Del Vapore”, e la bella versione de “Il Tragico Naufragio Della Nave Sirio”. Sebbene caratterizzato da una registrazione, che non rende piena giustizia alla bontà delle reinterpretazioni, “E Mo’ Cantammo” è un lavoro che merita un ascolto approfondito, non fosse altro che per riascoltare e riscoprire canti che hanno fatto la storia della nostra nazione, una storia spesso mai condivisa e mai conosciuta abbastanza. Da lodare la scelta di corredare il disco di un ricco libretto con i testi e la storia di ogni brano, dettaglio non trascurabile questo, in un epoca in cui troppo spesso si ci dimentica di contestualizzare quanto si canta. 


Salvatore Esposito