Gabriele Coen Quartet, TramJazz, Roma, 6 Ottobre 2013

Metti, un sera nel centro di Roma, un vecchio tram perfettamente funzionante riadattato a ristorante, e uno dei gruppi più interessanti degli ultimi anni della scena jazz italiana. Il risultato sarà certamente un esperienza difficile da dimenticare. Tutto questo è successo, lo scorso sabato a Roma, quando a Piazza di Porta Maggiore siamo saliti a bordo del TramJazz, il grande e leggendario Stanga 1947, ristrutturato e trasformato in un jazz club viaggiante, e diventato un vero e proprio fiore all’occhiello della preziosa collezione di Trambus, l’azienda di trasporto pubblico romana. Ad accoglierci, mentre ci viene offerto un prosecco come aperitivo, sono le note del Gabriele Coen Quartet, che ci apre la nostra serata con un piccolo assaggio di quella che sarà la Klezmer Night attraverso le vie di Roma. Dopo il primo spaccato musicale, il nostro tram si mette in movimento e, mentre attraversiamo S. Lorenzo, e Viale Regina Margherita, viene del raffinato finger food curato dalla Glamour Personal Chef "La Rospa in Cucina". Giunti a Valle Giulia, il tram si ferma proprio di fronte alla Galleria di Arte Moderna e Contemporanea, e si torna alla musica con Gabriele Coen che destreggiandosi tra clarinetto, sax soprano e tenore, ci conduce alla prima parte del nostro viaggio attraverso gli intrecci tra tradizione musicale klezmer e jazz. 
Al suo fianco, oltre all’impeccabile sezione ritmica composta da Marco Loddo al contrabbasso e Luca Caponi alla batteria, c’è Pietro Lussu al pianoforte, con il quale sviluppa un continuo interplay fatto ora di dialoghi ora di fraseggi e contrappunti. Si riparte poi alla volta del Colosseo e mentre ci vengono servite le altre portate attraversiamo S. Croce in Gerusalemme, S. Giovanni e i Fori Romani, fino al binario-sosta nel Parco del Celio, dove il nostro tram si ferma, per il set conclusivo di Gabriele Coen. Protagonisti della serata sono ovviamente i brani del suo ultimo disco in studio il pregevole Yiddish Melodies In Jazz, che in questa dimensione acustica, si svelano in tutta la loro bellezza e il loro fascino, nonostante l’assenza della chitarra di Lutte Berg, ormai un vero e proprio marchio di fabbrica del gruppo di Gabriele Coen. In questo senso come vertici della serata ci piace citare la superba versione di “Bei Mir Bist Du Schoen”, e quel gioiellino anche è “Der Shtiler Bulgar” ma in generale il livello è restato altissimo durante ogni brano. La bellezza del luogo, e gli ottimi dolci de La Rospa In Cucina, ci accompagnano durante il nostro ritorno in Piazza di Porta Maggiore. La serata è stata splendida, il tempo sembrava quasi essersi fermato, sospeso in un atmosfera senza tempo, ammaliati dalla musica di Gabriele Coen, e dall’ottima proposta culinaria. 


Salvatore Esposito