Daniele Ronda & Folklub - La Sirena Del Po (JM Production, 2013)

Lasciatosi alle spalle la lunga esperienza in ambito pop e dance, nel corso della quale ha collaborato con Neck, Massimo Di Cataldo, ma anche con Pasquale Panella, Daniele Ronda nel 2007 ha fatto ritorno alla sua Piacenza, per dare vita ad un proprio percorso musicale come solista, e complice gli incontri con il fisarmonicista Sandro Allario, e il bassista Carlo Raviola, ha dato ai Folklub, band folk-rock a cui ben presto si sono aggiunti anche Lorenzo Arese alla batterie e Gianni Satta alla tromba e alle tastiere. In breve tempo mettono insieme il loro disco di debutto, “Daparte In Folk”, impreziosito dai duetti con Davide Van De Sfroos e Danilo Sacco, e che raccoglie subito grandi consensi di pubblico e critica. A distanza di cinque anni, Daniele Ronda e i Folklub hanno di recente dato dalle stampe il loro secondo disco di inediti, “La Sirena Del Po”, che raccoglie tredici brani inediti, prodotti da Johnny Malavasi. Tra echi di feste popolari, suoni da balera, e suoni folk-rock, l’album ci regala un pugno di storie semplici, che mescolano nostalgia, amore, con allegria e gioia di vivere in un intreccio travolgente. Il folk-rock padano di Daniele Ronda ha un sapore genuino, e in ogni brano si apprezza la particolare cura per la melodia, che colpisce sin dal primo ascolto. In questo senso fondamentale è l’apporto di tutta la band, che in pochi anni ha macinato chilometri ed esperienza dal vivo, ma su tutti determinante è l’apporto di Allario, che destreggiandosi tra fisarmonica, piano, organo e cornamusa, rappresenta un vero e proprio valore aggiunto. Rispetto al disco di debutto più marcato è l’utilizzo del dialetto piacentino, segno evidente di come la ricerca di Daniele Ronda si muova sempre di più verso la tradizione della sua terra. Durante l’ascolto a colpire è subito la title-track, un singolo perfetto che ha fatto da traino al disco e che ne sintetizza molto bene tutte le istanze sonore, tuttavia di pregevole fattura sono anche “Al Rolex” in cui brilla l’intreccio tra violino e fisarmonica, ma anche la bella ballata acustica “Fidati Di Me”. Non manca qualche brano in cui è più marcata l’influenza della musica tradizionale della dorsale appenninica come nel caso de “La Me Pell” impreziosita da un bell’intro di cornamusa, o la delicata “Brassam Fort”, o ancora il country trascinante de “L’Avucat Dal Diavul”, in cui le sonorità made in usa fanno da sfondo ad una storia di amori e tradimenti. Il disco non stanca mai, ma anzi coinvolge per tutta la sua durata l’ascoltatore, anche quando si apre alla danza con “La Birra e La Musica” o ammicca ai suoni irish con “L’Irlanda”. “La Sirena Del Po” è dunque il disco della maturità artistica di Daniele Ronda, cantautore in grado di muoversi con agilità tra sonorità e generi musicali differenti, spaziando da brani dalle sonorità più pop a quelli in cui maggiormente si avvertono le radici musicali della propria terra. 


Salvatore Esposito