Claudia Crabuzza i Claudio Gabriel Sanna – Un Home Del Paìs, Cançon i Records De Pino Piras (Autoprodotto, www.tronosdigital.it, 2012)

Claudia Crabuzza, già voce e leader dei Chichimeca, e Claudio Gabriel Sanna, fondatore dei Càlic, sono due cantanti ed interpreti algheresi con alle spalle un intenso percorso musicale che li ha condotti negli anni non solo a lavorare con i rispettivi gruppi, ma anche a seguire personali progetti artistici. In particolare il loro sodalizio nasce dall’intento di valorizzare e recuperare l’opera musicale e letteraria del cantautore e commediografo algherese Pino Piras (1941-1989), partendo dallo studio di materiali sonori e manoscritti inediti. Su fronti diversi da molti anni sono impegnati in questa attività, e laddove Sanna si è occupato della realizzazione di un archivio digitale di tutte le opere e della pubblicazioni due libri con i risultati delle sue ricerche, la Crabuzza si è fatta promotrice del “Premio Pino Piras”. Dopo il grande successo riscosso nel 2007 in occasione del concerto di inaugurazione della piazza intitolata al cantautore algherese, il duo ha continuato ad esibirsi dal vivo cantando le sue canzoni, fino a dicargli un intero disco che le raccogliesse. E’ nato così “Un Home Del Paìs, Cançon i Records De Pino Piras”, che mette in fila dodici brani dal repertorio di Piras, arrangiati da Claudio Crabuzza (voce, chitarra e mandola), e da lui stesso interpretati con Claudia Crabuzza, ed incisi presso lo studio AudioAl di Alghero con il supporto di alcuni eccellenti musicisti come Salvatore Maltana (contrabbasso), Gianpaolo Sanna (chitarra), Dario Pinna (violino e viola), Paolo Zuddas (percussioni) e Beppe Pelazza (tromba). Il disco nel suo insieme fa emergere a pieno il senso profondo della poetica del cantautore algherese, capace come pochi di interpretare in modo unico lo spirito di questa città, mescolando leggerezza e divertimento, ma anche denuncia sociale e lotta contro le ingiustizie. Piras cantava la gente dei quartieri popolari, a cui lui stesso apparteneva, e lo faceva con l’acume tipico del dialetto catalano di Alghero, ora sferzante, ora commovente, ora dolce, ora amaro. Nelle splendide versioni confezionate da Crabuzza e Sanna, emerge chiaramente come il tesoro delle composizioni di Piras sia ancora tutto da scoprire nella sua profondità, perché nel corpus delle sue canzoni non ci sono solo stornelli pungenti contro le autorità locali come “La Ginqueta” (“Quanta gloria è passata sopra la pietra rotonda/la ginqueta parla di storia, la ginqueta ne è perfino consumata/e quanti versi mi regala quando vado a raccogliere poesia/ l’antica ginqueta ritorna a raccontare versi di gioventù/racconta di baroni, carrozze e cavalli/ passi di piede scalzo”), ma anche canzoni d’amore struggenti, malinconiche e dense di nostalgia come “La Vida Nostra”, e “Qui Trista Que Es La Tarda”. Non mancano spaccati caratterizzati da cruda ironia come nel caso di “Una Espècie de Companyó” o momenti più apertamente satirici e dissacranti (“La Falsa Iglésia” e “Lo Pare Espiritual”), tuttavia il vertice del disco arriva con quel capolavoro che è “Passa Jesus Crist”, uno dei momenti più alti della tradizione musicale algherese. “Un Home Del Paìs, Cançon i Records De Pino Piras” è insomma un disco prezioso che contribuisce a valorizzare e a far conoscere le canzoni e le opera di Pino Piras, un patrimonio riconosciuto della cultura popolare delle minoranze linguistiche sarde. 


Salvatore Esposito