Cyril Neville - Magic Honey (Ruf Records, 2013)

Lui è il più giovane dei Neville, l’aristocrazia del sound di New Orleans derivata dai Meters. Quando si parla di musica e si nomina New Orleans, bisogna mettersi ad ascoltare con orecchie spalancate. New Orleans è una vera culla del suono, e i Neville Brothers sono l’espressione più compiuta del fare musica di quel luogo. Ho avuto modo di vedere un concerto straordinario dei Neville Brothers, al purtroppo chiuso Rolling Stone di Milano nel 2005, ed ho imparato di più in quelle quasi tre ore di spettacolo, che in tanti anni di studio del mio strumento. Conservo gelosamente nel cuore il luogo al quale mi sono elevato grazie alla musica espressa quella sera. Inciso con la partecipazione di Dr.John e tanti altri ospiti d’eccezione come l’immenso Allen Toussaint, “Magic Honey”, il recente disco solista di Cyril, racchiude molto bene il senso di quanto sia radicata la bellezza in luoghi come la Louisiana, luoghi ricchi di storie ora amare, ora meravigliose. Fuori da ogni retorica a basso presso, credo che l’unico parallelo che si possa fare con New Orleans, sia quello con Napoli, due città diversissime tra loro, ma caratterizzate dalla stessa esplosione di sensazioni uniche e allo stesso tempo assurde contraddizioni. Il disco si muove groovando su coordinate tipicamente blues progressive, è l’idea di blues swamp della Lousiana. Il modo che questi musicisti eccelsi hanno di trattare il tempo di una canzone, di danzarci sopra, di cantarci con l’anima spalancata ha un appeal unico. Insomma questo disco è un capolavoro fuori dal tempo.


Antonio "Rigo" Righetti