Rodrigo Leão – Songs (2004-2012) (Glitterhouse/Goodfellas, 2013)

Dopo essere stato al lungo il leader dei Madredeus, che a fine anni novanta incantarono il pubblico con la loro sublime ed originale rilettura del fado, il pianista e compositore portoghese Rodrigo Leão nel corso della sua carriera solista ha dato vita ad uno stile cantautorale originale, nel quale si confondono pop, rock e suoni neoclassici, che lo ha segnalato tra i compositori e i performer più apprezzati degli ultimi anni. A tre anni di distanza dall’eccellente “A Mãe” con il quale ha scalato le classifiche di vendita in mezza europa, lo ritroviamo alle prese con “Songs (2004-2012)” disco che raccoglie le canzoni in inglese contenute nei suoi ultimi dischi in studio, con l’aggiunta di due brani inediti posti in apertura e chiusura del disco. Ne è nata una splendida raccolta di canzoni nella quale spiccano le partecipazioni di alcune delle voci più belle della scena rock europea a partire dalle connazionali Ana Vieira e Sónia Vieira passando per Joan As Police Woman, e Beth Gibbons fino a toccare Neil Hannon e Stuart A. Staples dei Divine Comedy e Scott Matthew. Scopriamo così brani di grande potenza poetica come l’inedita “The Long Run” posta in apertura ed impreziosita dalla voce di Joan As Police Woman, la struggente “Deep Blue” in cui emerge tutta la carica emotiva della scrittura di Leão, e l’evocativa “Lost Words” in cui spiccano l’elegante arrangiamento. Non manca qualche concessione al pop come nel caso di “Sleepless Heart”, cantata da Ana Vieira ma si tratta solo di un bell’esempio di come si possa far musica orecchiabile mantenendo intatta la qualità. Pur essendo stati registrati in epoche differenti, i brani nel loro insieme compongono un disco omogeneo, pieno di splendide canzoni che non mancheranno di appassionare quanti vi si avvicineranno all’ascolto. 


Salvatore Esposito