Peter Rowan – The Old School (Compass Records, 2013)

Titolo paradigmatico per il nuovo album di Peter Rowan. Rowan fa parte dell’epopea del bluegrass; superfluo, pertanto, in questa sede, ripercorrerne le res gestae. Diciamo, dunque, che i dodici brani – in realtà, undici più la reprise di “Keepin’ it Between the Lines (The Old school)” che è la bonus track contenuta solo nel CD fisico – ci presentano il settantunenne artista in ottima forma (al di là di un po’ di segni dell’età nella voce), coadiuvato da un cast di musicisti di fama. Oltre ai componenti della band di Rowan (Keith Little, Mike Witcher e Paul Knight), troviamo: Del McCoury, Bobby Osborne, Jesse McReynolds, JD Crowe, Buddy Spicher, Jason Carter, Bryan Sutton, Michael Cleveland, the Traveling McCourys, Stuart Duncan, Dennis Crouch, Jeremy Garrett, Don Rigsby e Chris Henry. Prodotto da Alison Brown, l’album procede con un repertorio di canzoni inedite e di un tradizionale; tutto è perfettamente aderente all’imperdibile feeling di questo veterano, in più ben registrato, magnificamente suonato, con un’attenta ricerca di brani d’atmosfera e di largo respiro, in modo da mettere in risalto gli artisti coinvolti, ma anche di riprendere il suono classico del “padre” Bill Monroe, senza dimenticare l’affiorare di reminiscenze di un altro nume tutelare del genere come Jimmie Rodgers. Insomma, un disco tutto da ascoltare, di umore prossimo all’eccellente "Legacy", del 2010. 
La canzone di apertura “Keepin’ it…”, come si usa dire, segna la strada: suono diretto, netto, ineccepibile. Tripudio di plettri e violino in classico stile bluegrass con “That’s All She Wrote”. Sulla stessa scia si attestano anche “Ragged Old Dream”, “Drop the Bone” e “Letter from Beyond”, onestamente non tutti di pari livello, ma comunque molto oltre la media. Brilla, invece, “True Love to Last”, che mette in scena Don Rigsby alle armonie vocali e al mandolino, e l’ottimo banjo di J.D. Crowe. Il tributo al maestro Arthel “Doc” Watson (“Doc Watson Morning”) è un numero di alta classe, dove Rowan duetta con la chitarra di Bryan Sutton. Altra accoppiata riuscita quella con Bobby Osbone in “Stealin’ My Time”. Sorprende la struttura gospel di “My Saviour is Callin’ Me”, interpretata con Bobby Osborne, Jesse McReynolds e Jason Carter. Ben costruita, ma con qualche trovata ad effetto, è “A Mountain Man’s Dream”. Infine, a chiudere l’album è un bel rifacimento di "Oh Freedom", uno degli anthem del Movimento per i Diritti Civili, brano risalente agli anni successivi alla Guerra Civile, registrato in origine ad Odetta nel 1956, intrepretato anche da Joan Baez, che lo cantò anche la mattina del 28 agosto 1963, quando Martin Luther King Jr. tenne lo storico discorso a Washington, D.C. 


Ciro De Rosa