Artisti Vari - Greek Rhapsody Instrumental Music from Greece 1905-1956 (Dust To Digital, 2013)

Che cosa è più esemplificativo, più intrigante e specifico della musica? La nazione che ha dato origine a buona parte della cultura per come la conosciamo, sta attraversando una crisi senza precedenti. Questo lavoro d’amore parla della ricchezza della civiltà greca, della sua forza e dell’esempio che se ne può trarre, meglio e in modo più interessante che tanti libri. Quarantadue tracce che focalizzano sulla tradizione strumentale greca, registrate tra il 1905 e il 1956 tra la Grecia, Istanbul, gli Stati Uniti e persino un campo di prigionia tedesco durante la prima Guerra Mondiale. La compilation accompagna un libro di 152 pagine compilato con foto e ottimamente scritto da Tony Klein, musicista e storico. La serietà della proposta allarga i confini di quello che viene chiamato rebetiko, con la particolarità della scelta che il genere viene spesso considerato dal punto di vista vocale. Nel tempo sono arrivato a considerare le field recordings come l’unica musica senza trucco e senza inganno, e in questo novero c’è, senza dubbio l’opera dei Lomax (formidabile il libro dal titolo “L'anno più felice della mia vita. Un viaggio in Italia”, Il Saggiatore), ma anche le registrazioni Robert Jonhson, così come l’American Folk Music edita da Harry Smith. Solo tra i solchi di quelle registrazioni si sente il soffio della vita, lontano dai miasmi petrolchimici del digitale, plasticosi e falsi. Dentro le storie, che troverete in questa bellissima antologia c’è la vita, potete vedere i campi cotti dal sole della Grecia, i tavoli delle osterie attorno ai quali i musicisti si sono tramandati il sapere, potete sentire ballare le vostre nonne e bisnonne su tempi dispari di provenienza ottomana, capire come mai il rebetiko è considerato il blues greco, e anche comprendere come mai sia stato in qualche modo vietato. Si tratta, infatti, di musica potente e destabilizzatrice come ogni musica vera. Bellissimo!


Antonio "Rigo" Righetti