Maurizio Urbani & Animali Urbani – No Hunting, Tribute To Massimo Urbani (VideoRadio/Rai Trade)

Raccontare in poche righe la genialità, il talento e il timbro inconfondibile del sax di Massimo Urbani è cosa difficile, anche a vent’anni esatti da quel 24 giugno del 1993, quando scomparve all’età di trentasei anni. Musicista di grande talento, aveva cominciato a suonare sin da piccolissimo grazie all’incoraggiamento del nonno, per poi arrivare ben presto a calcare i palchi dei principali locali di Roma come il Folkstudio, dove si teneva anche un festival jazz. Insieme a lui cresce anche il fratello Maurizio, che invece si dedica alla tromba per poi passare al sax soprano e al sax tenore. Sono gli anni Settanta e a Roma sbocciano pian piano quelli che sarebbero diventati gli storici jazz club della capitale, e su questi palchi spesso Massimo Urbani è il protagonista. Poi arrivò la morte improvvisa a spezzare la sua vita e quella che sarebbe stata un carriera artistica piena di successi. Così a vent’anni da questa così grande perdita per la scena jazz italiana, Maurizio Urbani insieme agli Animali Urbani Quartet che lo vede protagonista insieme a Federico Laterza (piano, diamonica, tastiera), Daniele Basirico (basso), Alessandro Marzi (batteria), ha chiamato a raccolta alcuni degli amici musicisti che furono vicini al fratello Massimo, e ha dato vita allo splendido tributo “No Hunting”. ltri). Arrangiato e prodotto da Federico Laterza e dallo stesso Maurizio Urbani, il disco raccoglie dodici composizioni tra originali e riproposizioni, che mettono bene in luce nono solo la lezione musicale di Massimo Urbani, facendone risaltare il grande talento e sottolineando, ma anche quella umana improntata all’umiltà e all’amore per la musica e per l’arte. “No Haunting” come scrive Maurizio Urbani è un baluardo di difesa "in questi tempi di tagli e tagliole alla cultura la 'razza' dei musicisti è a rischio di estinzione e crescono i territori di caccia dell'ignoranza. Il jazz è sempre stato per la razza Urbani un barrito che sorge da sfere profonde dell'anima e che salva il mondo dai predatori della musica e dell'arte". Passando all’ascolto, il disco offre diversi momenti di grande intensità a partire proprio da quei due gioielli presenti in scaletta e firmati da Massimo Urbani ovvero “I Got Rock” e “Trane From The East”, per arrivare ad altre piccole perle come le due composizioni di Laterza “Animali Urbani” e “Dudaflex”, in cui spicca la chitarra di Lutte Berg, la superba versione di “Resolution” di John Coltrane, e la conclusiva “As Vitrines” di Chico Buarque de Hollanda. Per chi ha amato Massimo Urbani questo disco sarà certamente una bella sorpresa, in quanto da ogni traccia emerge con forza la sua anima, il suo spirito, quasi ogni singola nota servisse ad evocarne il genio ed il talento. 


Salvatore Esposito