Italian Sounds Good: Benny Moschini, Pico Rama, Kingshouters, Steby, Sabù e La Vigilia, Marrone Quando Fugge, Portoflamingo, Vega’s, Peppe Giannuzzi, Francesco Del Prete & Laura Ingrosso

Benny Moschini – Sono Qui Ancora (San Luca Sound) 
“Sono Qui Ancora” è il nuovo disco di Benny Moschini, cantautore partenopeo di belle speranze con trascorsi come DJ e in area soul funky, il quale da qualche anno ha intrapreso la via del songwriting, grazie al supporto dell’etichetta San Luca Sound e alla collaborazione di Renato Droghetti. L’ascolto rivela una gradevole raccolta di dodici brani dai toni pop-rock, caratterizzati da arrangiamenti curati e sonorità che mescolano echi mainstream e qualche bella intuizione che ammicca all’elettronica. Nel complesso si apprezza la cura compositiva che caratterizza i singoli brani, nonostante qualche piccola caduta fisiologica, tuttavia vale la pena citare come alcuni episodi quali la title track, “Il Segreto del Tempo” e “Amaro” evidenzino molto bene tutte le potenzialità di Moschini. Certamente però ci sentiamo di consigliare una scelta di campo precisa, che lo porti ad individuare bene la direzione da dare al suo stile, ovvero se prediligere l’aspetto pop o quello cantautorale. Brani come “Insieme Lontani”, “Il Senso” e “Rabbia” sembrano propendere verso l’aspetto più mainstream, ma le qualità non mancano anche per puntare verso una dimensione più adulta della forma canzone proprio come nel caso de “L’Eleganza Dell’Ingenuità” incisa con Manuel Auteri che chiude il disco. 

Pico Rama – Il Secchio E Il Mare (Ice Records) 
Rapper milanese ventitreenne e figlio del cantautore Enrico Ruggeri, Pico Rama giunge al suo debutto artistico con “Il Secchio E Il Mare”, disco che raccoglie dieci composizioni autografe che spaziano da sonorità reggae e dub all’hip hop fino a toccare l’elettronica, il tutto caratterizzato da testi di ottima fattura. Prodotto da Marco Zangirolami, già al fianco di J-Ax, Fabri Fibra, e Dargen D’Amico tra gli altri, il disco esce completamente dagli stilemi del rap italico per aprirsi a soluzioni originali di grande effetto come nel caso del bel singolo “Cani Bionici” inciso con Dargen D’Amico e caratterizzato da sonorità futuristiche, o del gustoso e divertente medioeval rap “Alla Corte Del Pazzo”, o ancora del duetto con Danti dei Two Fingerz di “Rosa Quantica”. Sebbene i testi sembrino privi di una direzione concettuale, andando più a fondo si comprende come Pico Rama attraverso un puro flusso di coscienza riesca a dare ad ogni parola un significato simbolico, che apre ad interpretazioni diverse e sempre più intriganti. Animato da una febbrile urgenza creativa Pico Rama rappresenta la parte intelligente della grande ondata rap che sta caratterizzando la scena musicale italiana, nelle sue canzoni nulla è scontato, ma anzi tante sono le belle sorprese che ci portano a pensare a lui come una delle next big thing del rap in Italia. 

Kingshouters - YOUvsME (Fuel Records) 
Rock band bergamasca, i Kingshouters nascono nel 2010 dall’incontro tra i fratelli Roberto (chitarra e voce) e Leonardo De Franceschi (batteria) con il bassista Paolo Ceresoli, e ben presto si segnalano nell’ambito di diversi festival italiani con le vittorie all’Ambria Music Festival e a Nuovi Suoni Live. Proprio quest’ultimo successo ha consentito al gruppo di intraprendere una nuova fase sotto la guida artistica del musicista e produttore Michele Clivati che li ha condotti alla pubblicazione del loro primo disco “YOUvsMe”, alle cui registrazioni ha preso parte anche la new entry Giorgio Assi (chitarra e voce). Composto da nove brani il disco, si caratterizza per sonorità pop-rock dai toni dark, che spaziano da echi degli Smashing Pumpkins, alla new wave dei Duran Duran fino a toccare l’elctro funk degli Artic Monkeys. Nel complesso il disco si caratterizza per la cura con cui è stato registrato e per la qualità degli arrangiamenti, tuttavia ciò che non convince pienamente è la cifra stilistica di questo gruppo, che sembra incerto sulla strada da imboccare. Certamente si lasciano apprezzare gli episodi più sperimentali come la cupa e sofferta “The Last Emperor’s Day”, o il rock introspettivo di “Sometimes I Can’t Sleep”, mentre più fuori fuoco ci sembrano le più orecchiabili “Jane”, “Dance” , la ballata “Not Tomorrow” o la divagazione quasi dance di “Levels”, nelle quali il gruppo sembra perdersi un po’ alla ricerca della melodia. Per essere un disco di esordio “YOUvsMe” è certamente un buon primo passo, ma attendiamo il prosieguo per comprendere realmente le potenzialità della band bergamasca. 

Steby – Troppo Rumore (Advice Music/Edel) 
Cantante di buon talento e dall’intenso percorso di formazione cominciato all’età di tredici anni e caratterizzato da numerosi successi, Steby giunge al suo debutto con “Troppo Rumore”, disco che raccoglie dodici brani dalle sonorità pop mainstream. L’ascolto non offre grandi sorprese, ma piuttosto ci sembra penalizzare anche le qualità della cantante latinese, a causa della latente mancanza di spessore dei singoli brani, che suonano sovente banali, tanto negli arrangiamenti, quanto nei testi. E’ probabile che questa non sia la sede più adatta ad apprezzare la cifra stilistica di Steby, ma ci vuole molto poco a comprendere come brani “Sabato Sera E’ Qui”, “Troppo Rumore” o “Due Soldi Di Te”, anche solo nei titoli non le offrano grandi prospettive future. Senza voler andare troppo a fondo, questo disco per la cantante di Latina rappresenta un tentativo fallito di imporre la propria voce, in un panorama musicale italiano che abbonda di eroine pop. Meglio sarebbe stato dare ai singoli brani un profilo più credibile a livello di arrangiamenti, troppa enfasi, troppe chitarre distorte, che irrompono nelle linee melodiche e nelle strutture abusatissime di strofa, ritornello, strofa, assolo, ritornello. 

Sabù e La Vigilia – Logica Egoistica (Box Record) 
Cantautore siciliano dalla solida formazione artistica, Sabù e La Vigilia debutta con “Logica Egoistica”, una sorta di concept album composto da undici composizioni originali dai toni rock, che ruotano intorno al tema racchiuso in un verso della title track ovvero “l’uomo si uniforma bene a tutto questo progresso nella perfetta imperfezione”. Il cantautore siciliano racconta così con sorprendente originalità lo scontro tra il nostro mondo interiore e ciò che circonda, e lo fa con un songwriting tagliente e poetico, che sintetizza bene il disagio, la rabbia e la sofferenza di nostri tempi. Gli undici brani in scaletta sono così undici istantanee tratte da un viaggio nel nostro tempo, che ci consentono di spaziare da tematiche sociali come nel caso delle iniziali “Logica Egoistica” e “Deviato”) a spaccati introspettivi come "Ci deve essere", "Oltre Il Dolore" e “Lontano”. Non manca qualche divagazione in chiave pop come “E’ Un Attimo” o "L'Essenza", tuttavia il vertice del disco arriva con “Trinacria Revolution”, solido brano rock in cui ritornano le tematiche di attualità e in cui spicca il verso "avrei qualcosa da dire vuoi strumentalizzare, ma il mio malessere non ha una bandiera politica". Insomma “Logica Egoistica” è un ottimo lavoro che non mancherà di suscitare l’interesse di quanti vi si avvicineranno, magari superando il limite della copertina non proprio riuscita. 

Marrone Quando Fugge – Il Pre-Fagiolismo (Volume! Records) 
Fresco vincitore del Premio “L’Artista che Non C’era”, Massimo Lepre in arte Marrone Quando Fugge è un cantautore astigiano di talento che giunge al suo debutto discografico con “Il Pre-Fagiolismo”, disco prodotto da Zibba ed inciso con un ristretto gruppo di musicisti ovvero Simone Fratini al contrabbasso, Sauro Ferraris alla chitarra e Alberto Silengo alla batteria. Registrato da Stefano Cecchi l’album raccoglie nove canzoni che raccontano un mondo fatto di valori veri, di vibrazioni positive e di sostegno reciproco. Durante l’ascolto spiccano senza dubbio la pianistica “Miseria Stabile Ricchezza Mobile”, caratterizzata dall’atmosfera quasi onirica degli arrangiamenti di Sauro Ferraris, ma è con la successiva “Meno Di Te”, la catartica title track, ma soprattutto quel gioiello che è “Cenere e Wiskey” in cui spicca la slide di Andrea Anania. Il disco non conosce cadute ma anzi riserva ulteriori sorprese con brani come la personale “Modestino” che il cantautore astigiano ha voluto dedicare al nonno”, la canzone di non amore “Fango” in cui si sente maggiormente la mano di Zibba, e la confessione post-orgasmica di “Questione di Loquacità” con il sax-alto di Stefano Riggi in grande evidenza. Insomma “Il Pre-Fagiolismo” è un ottimo primo passo per la carriere di Marrone Quando Fugge, e siamo certi che anche in futuro saprà confermare tutte le ottime premesse fatte vedere sin ora.

Porto Flamingo – Lamoresiste (Mojto) 
Emersi nel corso dell’edizione del 2005 del noto “Rock Contest” della radio fiorentina Controradio, i Porto Flamingo sono una band di Prato composta da Andrea "Cippa" Paganelli (voce, chitarra), Simone "El grizzo" Michelacci (chitarra, cori), Alessandro "Shanghai" Mencancini (basso), Fabio "Carlos" Fiaschi (chitarra, cori), Leonardo "Oscar" Catani (tastiera, cori), Enrico "Rodrigo" Banci (batteria), Boris Cammilli (batteria, Fonico), Fabio "Tattabù" Bonaccolta (percussioni, cori), che propone una interessante commistione tra folk e rock, caratterizzata da testi impegnati e maturi. Nonostante la loro formula sia piuttosto inflazionata in Italia, la band pratese è riuscita a ritagliarsi un proprio profilo di originalità come dimostra molto bene anche il loro quarto lavoro in studio “Lamoresiste”, disco che suona come una sorta di invettiva contro la sofferenza, il dolore e il male in generale, a cui contrappongono la resistenza dell’amore. Il disco raccoglie dodici brani che mescolano folk e canzone d’autore in un concentrato sonoro di grande impatto come dimostrano brani come “Mi Basta Pensare”, e “Zanzare” che sembrano echeggiare ora la Bandabardò ora Daniele Silvestri. Rispetto al passato non mancano alcune sperimentazioni come l’incursione nell’elettrocnica di “Devo Sparire” e qualche bella intuizione ritmica come nella coinvolgente “Cellophane” che si preannuncia come uno dei brani cardine dei loro concerti. Nel complesso Lamoresiste è un disco piacevolissimo, che dimostra come il folk rock in Italia abbia ancora qualcosa da dire. 

Vega’s – Sotto La Pelle (Route 61) 
I Vega’s sono una rock band aquilana formata da Cristiana Colangelo (voce), Stefano Valeri (batteria), Francesco Scaricamazza (basso) e Marcello Prosperococco (chitarra), attiva a partire dalla fine degli anni novanta e con alle spalle una intensa attività live con partecipazioni a diversi festival, ma che nel suo percorso ha conosciuto diverse battute d’arresto. "Tenere in piedi una band per così tanto tempo, contro tutto e tutti, contro avversità, contro le debolezze e le incertezze tipiche dei musicisti é il vero lavoro duro ci vuole forza ma anche le fragilità aiutano ", racconta la Colangelo quasi a voler sintetizzare gli alti e bassi della loro vicenda artistica. Bassi come il terremoto che ha colpito la loro città e che gli ha impedito di pubblicare il loro disco di debutto già nel 2009. A riguardo la Colangelo ricorda: "Il disco in realtà era già pronto da diverso tempo, ma dopo il terremoto, abbiamo scelto di cambiare le nostre priorità e di pensare ad altro prima della musica. Siamo andati in giro per l'Italia ed abbiamo raccolto dei fondi con i quali siamo riusciti ad attrezzare una sala prove presso l'Asilo Occupato, destinata ai tanti gruppi aquilani che si sono ritrovati senza un luogo dove poter suonare la loro musica”. A cambiare la storia del gruppo è l’incontro con il produttore Pietro Fabrzi, che ha consentito di far nascere nuove canzoni riannodando i fili della loro vicenda artistica con la realizzazione di “Sotto La Pelle”, il loro disco di debutto. Si tratta di un Ep che raccoglie sei brani in cui spicca il bel singolo “Un Giorno In Più”, una rock love song molto orecchiabile che svela tutte le qualità vocali e compositive della Colangelo. L’ascolto consente però di scoprire anche altri brani di rilievo come la trascinante title track, il rock serrato di “Uccidimi” e la conclusiva “Oggi Ti Dirò”, che mette in evidenza molto bene tutte le potenzialità della band aquilana. Insomma questo Ep è un ottimo punto di partenza per i Vega’s e siamo certi che grazie anche alla guida sicura di Fabrizi sapranno proseguire il loro percorso nel migliore dei modi. 

Peppe Giannuzzi – Violinizer (Ma.Ra.Cash Recods) 
Definito “Il Satriani del Violino”, Peppe Giannuzzi è un talentuoso violinista con alle spalle una formazione atipica che lo ha visto abbandonare gli studi presso il conservatorio, per dedicarsi ad una "via alternativa di una proposta musicale non consueta" nella quale non ha esitato a spaziare tra il rock, la world music, e il folk della sua terra, il Salento, collaborando con diversi gruppi come Avleddha, Artetika e Fracmirè. Non è un caso che sia stato spesso protagonista sul palco de La Notte della Taranta al fianco prima di Stewart Copeland e successivamente con Vittorio Cosma e Mauro Pagani. “Violinizer” è il suo nuovo album in cui sono raccolti dieci brani strumentali autografi, che compongono un vero e proprio viaggio attraverso i tanti ambiti musicali toccati da Giannuzzi nel corso della sua carriera. Si spazia infatti dal rock al blues al country passando per la musica world e la ambient, il tutto sempre sulle note del violino del musicista salentino, a cui si affiancano Roberto Gemma (tastiera), Angelo Fumarola (chitarre) e Francesco “Fry” Moneti (chitarra elettrica). Durante l’ascolto spiccano senza dubbio i brani più lirici come “Wind Of Africa” o “Hotel Laguna” e in cui risalta maggiormente la poeticità del violino, tuttavia non mancano brani più energici come “Alien Spider Dance” che evoca certe sonorità tipiche del prog-rock o la torrida “21 Hot Blue”. Vertice del disco è la conclusiva “Endless Race” che riassume un po’ tutte le istanze sonore del disco e che evidenzia molto bene come l’appellativo di “Satriani del Violino” stia molto stretto a Peppe Giannuzzi non solo perché la sua musica non è solo virtuosismo ma anche per la sua tecnica che evidenzia tutta la passione e l’amore con la quale “tratta” il suo strumento d’elezione. 

Francesco Del Prete & Lara Ingrosso – Respiro (Autoprodotto) 
“Respiro” è l’Ep che documenta la collaborazione tra il violinista Francesco Del Prete, già noto per le sue frequenti partecipazioni a La Notte della Taranta e per il suo disco di debutto “Corpi D’Arco”, e la talentuosa vocalist salentina Lara Ingrosso. L’album raccoglie cinque brani, incisi dal duo con il solo ausilio di un violino francese a cinque corde, collegato ad una pedaliera multi effetto, e una loop machine che registra e sovraincide le varie tracce suonate e che in questo contesto assumono un sound orchestrale elegante e di grande effetto che impreziosisce e valorizza la voce della brava Lara Ingrosso. Se per certi versi dal punto di vista concettuale questo progetto sembra ricordare “Musica Nuda” di Ferruccio Spinetti e Petra Magoni, all’ascolto si svela in tutta la sua magnifica originalità che emerge non solo dalla qualità delle composizioni di Francesco Del Prete, ma anche dalla sua tecnica strumentale. Durante l’ascolto si spazia dall’eleganza di “Brigitte”, caratterizzata da una linea melodica scintillante, all’evocativa “Di Lei” fino a toccare la più trascinante “Luce D’Iris” e la conclusiva “E Poi Vienimi A Dire Che Questo Amore Non È Grande Come Tutto Il Cielo Sopra Di Noi”, in cui si apprezza il profilo più sperimentale del progetto, in cui spicca maggiormente l’utilizzo dell’elettronica che si sposa superbamente con il fraseggio vocale della Ingrosso. Sebbene caratterizzato da una durata limitata, “Respiro” è certamente un ottimo primo passo per questo interessantissimo progetto artistico, che valorizzato nel modo migliore darà grandi soddisfazioni a questi due musicisti salentini. 


Salvatore Esposito