Whisky Trail - Celtic Fragments (Materiali Sonori)

Attivi sin dal 1975, i Whisky Trail a buon diritto possono essere considerati i precursori dell’irish folk in Italia, e non solo per la loro importante opera di divulgazione ma anche per il loro rigoroso percorso di ricerca, che nell’arco di quasi quarant’anni di carriera li ha visti impegnati nella continua riscoperta di materiali tradizionali irlandesi. Sebbene della formazione originaria siano rimasti solamente la splendida ottantunenne Giulia Lorimer (voce e violino) e l’immancabile Stefano Corsi (arpa celtica, armonica, harmonium e voce), il gruppo non ha mai perso lo smalto e la sua anima originaria, e questo anche per la qualità dei musicisti che si sono succeduti nella line-up, che attualmente vede protagonisti altri tre eccellenti musicisti come Vieri Bugli (violino, mandola), Luca Busatti (chitarra) e Massimo Giuntini (uilleann pipes, whistles, bodhran). Dopo l’eccellente “Nana’s Lullabyes” accreditato a Giulia Lorimer & Whisky Trail, li ritroviamo alle prese “Celtic Fragments”, disco nuovo di zecca, che rappresenta il quattordicesimo capitolo della loro ormai nutrita discografia. Ispirato dalla bellezza delle liriche di W.B. Yeats, il disco si compone di sedici brani tra tradizionali, strumentali e composizioni originali, che rappresentano i tasselli di un più complesso mosaico in cui scopriamo la potenza evocativa dei ritmi e delle melodie della tradizione irlandese, che evocano spaccati naturali, cicli stagionali, ed atmosfere incantate. Ad aprire il disco è il tradizionale “The Small Leprechaun”, un brano di pregevole fattura nel quale incontriamo il canto di un piccolo folletto, che ci invita a seguirlo nel canto (Scél Lem Dùib) e nella danza (Leprechaun’s Dance), ma è solo un momento perché a seguire arrivano lo stumentale “The King Is Dancing” in cui viene omaggiato J.S. Bach e la splendida “The Lake Isle Of Innisfree” tratta da una poesia di W.B. Yeats. Tra gighe e reel, scopriamo danze travolgenti di un Irlanda incantata, avvolta quasi in un atmosfera sognante e da fiaba, ma anche spaccati densi di nostalgia (Hag Steps) o canti di denuncia sociale (The Praties) o di protesta come la struggente “Johnny I Hardly Knew You, canto irlandese contro la guerra, cantato in modo superbo dalla Lorimer. In conclusione troviamo altre due liriche di Y.B. Yeats ovvero “To Ireland” e “Irish Dream Of Wild Grace”, che suggellano un disco di pregevolissima fattura, del quale non possiamo non lodare la perfezione esecutiva e gli arrangiamenti, ma soprattutto la forza della grande Giulia Lorimer, cuore ed anima dei Whisky Trail. 


Salvatore Esposito