Orchestra Cocò - Hot Club (Felmay Records)

E’ passato appena un anno da “Passepartout – Canzoni D’Amore” e l’Ochestra Cocò torna con un nuovo album “Hot Club”, frutto di un intenso lavoro maturato tra il palco e lo studio, e caratterizzato anche da prestigiosi incontri, come quello con Giorgio Conte, che, tra l’altro, è ospite anche in un brano. Rispetto al precedente, questo nuovo disco si muove su diversi piani, infatti mira non solo a riscoprire quel repertorio dello swing, che consentì a questo genere di diffondersi e farsi apprezzare in Europa, ma anche ritornando al jazz manuche dell’Hot Club De France di Stephan Grappelli e Django Reinhardt. Si parte con un sorprendente omaggio a Natalino Otto con “Mamma Mi Piace Il Ritmo”, interpretata magistralmente da Lucio Villani, che ci schiude le porte per un viaggio attraverso il repertorio degli standard del crooning americano, come dimostrano le belle versioni di “Cheek To Cheek”, “It Never Entered My Mind”, e “Starway To The Stars”, ma è con “Voglio Scoprir L’America” di Fred Buscaglione, ce si tocca uno dei vertici del disco con l’Orchestra Cocò che rilegge il brano in modo originale e per nulla scontato. Piacciono ed intrigano le traduzioni in italiano di alcuni classici del jazz, a partire da quella “Nature Boy”, che Natalino Otto rilesse con il titolo “Ricordati Ragazzo”, per giungere ad alcuni esperimenti come l’originale versione di “Melodie Au Crepuscole” di Django Reinhardt tradotta da Andrea Belli, e la splendida “My Favorite Things”. Pregevoli sono poi anche il duetto con Giorgio Conte su “Gne Gné”, ormai da diverso tempo nel repertorio di Orchestra Cocò, e la sorprendente rilettura di “Porto Cabello”, ancora dal repertorio di Django Reinhardt, che riannoda il fili del tempo, facendoci ritrovare l’Orchestra Cocò di nuovo alle prese con il suo primo amore, ovvero il jazz manuche. Completano il disco due brani originali in italiano, provenienti dal repertorio dei loro esordi, un divertente omaggio a Macario con “Mercì Beaucoup” e una simpaticissima ghost track in chiave Disney, con la rilettura di Urca Urca Tirulero di Roger Miller. 


Salvatore Esposito