Ethan Johns - If Not Now Then When? (Three Crows Music)

“E va bene, sei un figlio d’arte però, sei bravo, dannatamente bravo!” Lui è figlio di Glyn Johns, produttore del gotha della musica rock, dai Clash ai Rolling Stones, ect. Ethan è polistrumentista, attivissimo produttore ed interessante autore, e se un disco suona bene, molto spesso c’è dietro lui, come dimostrano gli album di Laura Marling, Tom Jones, i Kings Of Leon, Ray La Montaigne e tantissimi altri. Qui è nei panni del songwriter a tutto tondo, dalla spinta e dai colori fondamentalmente acustici, con un bella voce barbuta e la calma che contraddistingue i grandissimi. Per noi confeziona un disco dal sapore magico, un fare musica che subito sembra non possedere alcuna caratteristica, per attaccarsi alle stanze della memoria e invece, magicamente, la seconda volta che lo metti su e lo lasci vivere, trova un modo di infilarsi sottopelle in modo unico. Ethan ricerca la sensazione forte e la magia dell’attimo che va colto quando arriva e così, come aveva raccolto la maggior parte del sound di “Spirit In The Room” di Tom Jones proprio dal suo vecchio microfono Rca e aveva fatto rivivere il gusto della performance di Sister Rosetta Tharpe e John Lee Hooker, nel suo fare musica, ricerca il mantra europeo, la ripetitività bella e ispirata, tempi che vanno vellutati al centro della musica, una voce che riporta a Tom Petty e al cantautorato più ispirato e vero, una qualche svisata di violino e un piano deliziosamente avant-garde. Il tutto condito da un saporaccio di blues con qualche occasionale staffilata rock chitarristica, che proprio fa respirare bene il disco. Invidia pura per chi si può permettere una produzione come quella di Ethan. Se avessi i soldi sarebbe una delle mie prime scelte! Grande Disco!


Antonio "Rigo" Righetti