Aulaga Folk – A Menos Cuarto (Armando Records)

Di base a Cáceres, Spagna, gli Aulaga Folk nascono nel 1999 dall’incontro tra alcuni musicisti accomunati dall’esigenza di recuperare e far conoscere la tradizione musicale dell’ Extremadura, rielaborandola attraverso sonorità che spaziassero dal folk celtico alla musica arabo-andalusa, fino a toccare il rock e il jazz. Formato da Juan Carlos Centeno (voce, flauto e percussioni tradizionali), Lourdes Sánchez (percussioni tradizionali e voce), Enrique García (liuto e mandolino), Thomas Debowski (basso), Javier Osuna (chitarre, bouzuki e voce), Liber de Torres (batteria e percussioni tradizionali), Josè Cerro (violino e accordeon), e Armando Sánchez (Tastiere), il gruppo spagnolo, dopo aver debuttato nel 2002 con “Desde El Ambrox A Nuestra Manera” e aver incrociato il jazz con “Y No Es Mala Leña” nel 2005, lo scorso anno ha dato alle stampe “A Menos Cuarto” disco che segna un punto di svolta importante nel loro percorso artistico, e questo non solo per la presenza di alcuni ospiti d’eccezione come Joaquín Díaz, Eliseo Parra, Javier Ruibal, Manuel Luna, Espliego e El Mariquelo, ma anche per la qualità dei vari brani. Rispetto ai due precedenti lavori, infatti, questo nuovo album nasce da un intenso percorso di ricerca sulle fonti della tradizione orale dell’Extremadura, a cui si è accompagnato una rigoroso lavoro di rielaborazione sulle sonorità, volto ad esaltare tutte le influenze che caratterizzano il corpus di canti popolari di quest’area. Non è casuale così che la maggior parte dei brani arrivino dall’area di Badajoz e di Cáceres, e che ben quattro brani in scaletta provengano dalla comarca di Las Hurdes, zona montuosa dell’area ben nota per essere stata per secoli una delle aree più povere della Spagna tanto da diventare oggetto nel 1933 del documentario “Terra Senza Pane” del regista surrealista Luis Buñuel. Durante l’ascolto riemergono così sonorità che rimandano ora a quelle del Portogallo, ora a quelle della Galizia e delle Asturie, ma anche ritmi che evocano il flamenco del Sud della Spagna e vocalità che ricordano da vicino quelle nordafricane. Gli Aulaga Folk raccontano, dunque, la storia di un popolo, di una regione, e di tutte le stratificazioni culturali che hanno caratterizzato la sua tradizione musicale. Colpisce così la cura riposta negli arrangiamenti, che mescolano sonorità e timbriche differenti come dimostrano brani come l’iniziale “Los Matiladores” con protagonista Javier Ruibal, la lunga suite in puro folk prog “Gerinaldo” e quel gioiellino che è la giga "Extremairlandura", in cui la Spagna incontra l’Irlanda. Durante l’ascolto a spiccare sono anche altri brani come l’energica divagazione in salsa jazz latin di “La Cautiva”, l’evocativa “Los Carnavales” e la frizzante “Reeguedoble” i cui ritmi in levare si sposano alla perfezione con certe sonorità che rimandano al bluegrass. Chiude il disco la title track, che raccoglie un po’ tutte le istanze musicali del disco, mescolando folk, world music e jazz. A rendere ancor più accattivante il tutto c’è anche un bonus disc, nel quale scopriamo quattro brani di pregevolissima fattura ovvero la splendida “Acaracolao”, che ci regala nove minuti di grande suggestione tra spaccati strumentali e parti cantante di grande intensità, la sinuosa “Morenita” caratterizzata da sonorità arabo-andaluse, la suite “Ruta De La Plata” e “Cayuco o Miseria”, in cui spiccano le partecipazioni di Juan Luis Ayuso e Javier Perez. In conclusione una menzione particolare va al dvd che accompagna i due dischi, nel quale è contenuto un making of del disco, con brani estratti dal vivo, e il documentario “Portezuelo”. Insomma “A Menos Cuarto” è un progetto interessantissimo, che si sviluppa su più livelli e lascia trasparire molto bene la competenza con il quale gli Aulaga Folk approcciano la tradizione musicale della loro terra, valorizzandola e non svendendola al miglior offerente. 


Salvatore Esposito