Vagus Animis – Vagus In Fabula (Autoprodotto)

Nato nel 2008 con l’obiettivo di riportare alla luce il repertorio musicale del Medioevo, abbracciando quante più possibili, il progetto Vagus Animis ha intrapreso un rigoroso percorso di ricerca musicale che abbraccia più ambiti spaziando dalla ricostruzione rigorosa degli strumenti antichi, all’abbigliamento, fino a toccare lo studio e la riproposizioni di estratti dai repertori che vanno dalla fine del XIII alla metà del XV secolo. Attivissimi dal vivo, e ben noti per essere tra i protagonisti musicali di numerose rievocazioni medioevali in tutta la penisola, il gruppo ha da poco dato alle stampe il loro disco di debutto, “Vagus In Fabula”, che raccoglie sei brani, che rappresentano uno spaccato di quello che è il loro ricco repertorio live. Nonostante i limiti immaginabili che può avere una autoproduzione, il disco all’ascolto risulta particolarmente coinvolgente, tanto per l’approccio artigianale nella costruzione del suono e degli arrangiamenti, quanto per la qualità intrinseca delle esecuzioni. In questo senso vale la pena sottolineare come determinante per la riuscita dei singoli brani, sia la loro scelta di affiancare l’utilizzo di strumenti tipici del medioevo che, come detto, in alcuni casi sono loro stessi a costruire, a quelli delle tradizione musicali italiana come la ghironda e la zampogna molisana e mediterranea come il cittern e il bouzouki. Ad aprire il disco è un recitativo in cui viene sottolineata l’importanza della favola, e che ci schiude le porte per un viaggio in cui si spazia dai suoni trascinanti della festa di “Bergera” in cui si intrecciano percussioni e strumenti a once, all’evocativa “Sansonette” fino a toccare dapprima la musica da ballo con un travolgente “Saltarello” guidato dalla cornamusa, e quel gioiello che è “Abbatissa”, un brano vibrante e potente nel quale si intrecciano i ritmi della nostra penisola con le sonorità celtiche del Nord Europa. I Vagus Animis sono dunque una bella scoperta, non solo per il loro approccio multidisciplinare alla riscoperta delle tradizioni del Medioevo, ma anche per la qualità della loro proposta musicale. 


Salvatore Esposito