Maïa Vidal – God Is My Bike (Crammed Discs)

Giovane cantautrice californiana, Maïa Vidal nonostante la giovane età vanta già un interessante percorso musicale cominciato per le strade di Los Angeles come busker e proseguito fino alla registrazione nel 2009 dell’Ep “Poison:5 Rancid Songs That I Love”, con lo pseudonimo di Your Kid Sister, e nel quale rivisitava in chiave folk pop cinque brani del gruppo punk Rancid. A tre anni di distanza da quest’ultimo, la ritroviamo con “God Is My Bike”, disco di debutto coprodotto da Giuliano Gius Cobelli (tromba e percussioni), che raccoglie dodici brani autografi incisi a Barcellona con l’aiuto di alcuni musicisti di prestigio come Marc Ribot e Alberto Perez al contrabbasso, mentre è lei stessa a suonare chitarra, fisarmonica, violino, xilofono, flauto dolce e pianoforte giocattolo. Significativa per comprendere anche le sonorità del disco è la copertina, che la ritrae vestita come una fata delle favole, ed è proprio ad un universo sonoro fantastico ed incantato che ammicca il suo sound. L’ascolto svela così un songwriting dai toni ethno folk, in cui sfumature pop vanno a braccetto, ora con i suoni tipici della valse-musette francese, ora con le fanfare balcaniche dei Beirut, il tutto caratterizzato da arrangiamenti semplici ed essenziali che puntano a valorizzare tanto la melodia dei singoli brani quanto la sua voce eterea ed evocativa. “God Is My Bike” è così un disco mai avaro di sorprese, caratterizzato da un estetica originalissima in cui suoni, colori ed atmosfere solari dipingono un affresco musicale di grande suggestione in cui spiccano brani come l’iniziale ed accattivante “The Waltz of the Tick Tock of Time”, la successiva ed originalissima “The Alphabet of My Phobias” o ancora le luccicanti “La Jaula Dorada” e “Follow Me”. Vertice del disco è però quel gioiellino che è “Le Tango De La Femme Abandonnée”, in cui spicca la chitarra di Marc Ribot e che fa il paio con “I’ll Sail All Night” dove più incisiva si fa la matrice world. Non manca qualche piccola sorpresa proveniente dal passato ovvero la rivisitazione in chiave folk di It’s Quite All Right dei Rancid o Poetry in cui la linea melodica tracciata dal violino rimanda atmosfere fiabesche che avvolgono un testo profondo e denso di malinconia. Insomma se cercate una cantautrice giovane che non risponda i classici canoni del songwriting al femminile la Vidal fa certamente il caso vostro, se poi avete voglia di scoprire anche tutte le sue influenze musicali e la sua passione per la world music, il viaggio può iniziare adesso. 


Salvatore Esposito