Kathryn Tickell: Voci Della Memoria Dal Nord-Est Inglese

Kathryn Tickell è un fenomeno raro. Le sue note sono imbevute dei patrimoni sonori collocati nel nord-est dell’Inghilterra, ma al tempo stesso riflettono quanto accade intorno a noi nel mondo della musica. Personalmente conosco la sua musica sin dagli esordi di On Kielderside – vinile che conservo gelosamente – inciso all’età di sedici anni. Nata nel 1967 in una famiglia legata alla tradizione rurale del Northumberland, Kathryn, che è ben conosciuta dai cultori del folk in Italia per essere venuta più volte a suonare nel nostro Paese, è la più autorevole suonatrice di Northumbrian smallpipes, la piccola cornamusa provvista di un chanter e quattro bordoni alimentati da un mantice. Uno strumento dal timbro caldo, nel quale è possibile modificare l’intonazione dei bordoni, consentendo di suonare in diverse tonalità. Inoltre, il fatto che il chanter sia tappato all’estremità inferiore permette, chiudendo tutti i fori di produrre lo staccato. Kathryn Tickell è anche un’ottima violinista di scuola soprattutto shetlandese, compositrice, nonché docente universitaria: al suo attivo ha una carriera quasi trentennale di dischi, vanta numerose collaborazioni, tra cui ricordiamo Penguin Café Orchestra, Chieftains, Sting, Andy Sheppard, John Surman, e tanti altri artisti tra folk, jazz e classica. Dotata di notevole presenza scenica, oltre ad essere interprete scrive nel solco tradizionale e per complessi orchestrali, è a suo agio con una vivace hornpipe e un riff rock, un agile jig e una ricercatezza barocca, un’elegante strathspey e l’arditezza di Ornette Coleman. È stata la prima artista proveniente dal mondo della musica tradizionale a salire sul palco dei Proms della BCC. 
Concepito come progetto a metà strada tra un concerto e un’opera teatrale, “Northumbrian Voices: Three Generations of Music, Song and Stories from Rural Northumberland” è diventato un disco doppio, registrato nella storica Cecil Sharp House di Londra nel novembre del 2011, e pubblicato dalla Park Records l’anno successivo. Pur avendo un’esperienza artistica e una cultura musicale molto ampia, Tickell non si è mai allontanata dalla musica dei suoi luoghi d’origine, la valle del Nord Tyne, ad ovest di Newcastle, non lontano dal confine scozzese, una prossimità geografica che si riflette nelle espressioni musicali locali. Queste sono Debatable Lands, titolo di un suo vecchio disco, luoghi che sono stati teatro di ostilità secolari tra Scozia e Inghilterra, ma che hanno condiviso musiche, storie, ballate, canzoni. Diamo la parola alla stessa Kathryn, la quale ci parla della creazione del progetto, ma anche del suo ruolo di accademica all’Università di Newcastle. “Avevo un sacco di registrazioni fatte nel corso degli anni a musicisti tradizionali del Northumberland, sono la generazione più anziana di musicisti tradizionali”, racconta Kathryn. “Oltre a registrare i loro brani, ho raccolto le chiacchierate sulla loro vita e la loro musica. Davvero non sapevo perché lo stavo facendo, o che cosa (semmai) ne avrei fatto di quelle registrazioni, ma sembrava importante fissare quel sapere prima che andasse perduto. Ho anche registrato diversi membri della mia famiglia che parlavano delle stesse cose. La qualità di registrazione era pessima (sono negata nel campo della tecnologia), l'unico modo di utilizzare le registrazioni era trascriverle. Una volta trascritto tutto, leggendo mi sono convinta che avrebbe potuto costituire la base per uno spettacolo teatrale o un concerto, o qualcosa del genere .... non ne ero abbastanza sicura!”
A dirigere il lavoro dal vivo, Kathryn ha coinvolto la regista Annie Rigby. “Ho scelto io Annie perché lei è un regista teatrale molto interessata ma soprattutto consapevole di quello spazio tra 'teatro' e 'concerto', che è esattamente dov’è collocato il progetto. Inoltre, conoscendola da quando era una bambina e suonava la fisarmonica, sapevo che aveva effettivamente incontrato alcuni dei musicisti più anziani di cui usiamo le parole. Quindi ero sicura che avrebbe compreso di cosa si trattava”. Kathryn (voe, violino, Northumbrina pipes) ha chiamato a collaborare una schiera dotati musicisti: Julian Sutton (melodeon), Kit Haigh (chitarra e voce), Patsy Reid (violino, voce), Amy Thatcher (fisarmonica), Hannah Rickard (voce e violino), David MacCracken (voce). Quanto è stato difficile assemblare musicisti per questo lavoro? “Non è stato affatto difficile, ho la fortuna di conoscere molti grandi musicisti. Però, nello sceglierli, ho tenuto conto che dovevano essere sensibili al materiale musicale da proporre. Questo non è uno spettacolo per grandi ego o per interpreti pieni di sé. I musicisti ci hanno creduto, ed impegnato il loro tempo e talento in un progetto che all’inizio non si sapeva che forma che avrebbe preso ...”. Il padre di Kathryn, Mike, è una delle principali voci narranti dell’opera. “Ho dovuto ammettere che il mio papà era l'uomo adatto per questo lavoro”, rimarca Kathryn. “Suonare questo tipo di musica è stata sicuramente una mia decisione ma di certo lui ha fatto in modo che facessi molta pratica. Cerco di fare la stessa cosa ora con mia figlia!”. Di tempo ne è passato da quando nelle storiche Radio Ballads trasmesse dalla BBC Charles Parker, Ewan McColl e Peggy Seeger, con prassi inusitata, portarono in primo piano l’alterità delle voci delle differenze sociali ed etniche all’interno della nazione britannica. Ma qualcosa di quello spirito trapela nel viaggio emozionale intrapreso da Tickell, dove narrazione e musica vanno di pari passo per raccordare i fili della memoria popolare, restituendoci uno spaccato delle trasformazioni sociali, economiche e culturali del Northumberland, ancora terra di scenari entusiasmanti, di brughiere e di alture scolpite. 
“Non si tratta di un progetto unicamente commemorativo”, spiega ancora la musicista, “piuttosto volevo dare uno spaccato contemporaneo di queste comunità locali, ma al contempo rappresentare come le vecchie generazioni ricordano quelle stesse comunità nel passato”. Quanto sono cambiati i luoghi e la società in cui sei cresciuta? “Ci sono alcuni cambiamenti molto significativi: la terra in sé è ancora lì, ma le comunità e il modo di vita sono molto diversi – oggi la pastorizia è un mestiere molto diverso rispetto a 70 anni fa. Detto questo, anche la terra è cambiata in qualche misura: Kielder Water (il più vasto lago artificiale d’Europa, ndr) ha inghiottito una intera vallata, ad esempio ... Comunque c'è una sezione dello spettacolo, dove mia mamma parla della sua infanzia e di quando andava a scuola oltre Goatstones Crags. Ci sono andata in auto qualche settimana fa e il paesaggio è esattamente lo stesso, probabilmente lo stesso da centinaia di anni”. Kathryn Tickell ha appreso a suonare smallpipes e violino da personaggi orami leggendari come Will Atkinson e Willy Taylor. “Sono stata molto fortunata ad avere queste relazioni: è stato attraverso parenti dal lato di mia madre che vivono nell’area della valle del North Tyne da secoli. La musica tradizionale sembra essersi conservata più a lungo in quelle aree agricole e di allevamento ovino, molto tradizionali, geograficamente isolate, e i miei nonni mi hanno fatto conoscere molti dei musicisti più anziani. In ogni caso, avevo delle relazioni con alcuni di loro. Quindi li incontravo nelle riunioni di famiglia. Tale incredibile legame tra persone, luogo e la musica mi ha sempre influenzato ed ispirato. Ho dei ricordi meravigliosi del tempo trascorso con i musicisti più anziani. Spesso andavo a trovarli e mi portavo sempre i miei strumenti. Ci piaceva sederci e suonare musica per ore!”.
Difficile dire quale è stata la cosa più importante appresa dalle voci popolari che hai incontrato… “Queste persone erano tutti amici o miei parenti. Sono tutti molto importanti per me: le loro storie sono parte della mia storia”. Come sono state scelte le musiche dello spettacolo e del disco? “Molte musiche si accompagnano al parlato. Per esempio, usando parole di Willie Taylor, ho cercato di accoppiarle ad un suo brano. Quando abbiamo usato le parole di mia zia Stella, ho usato una canzone tra le sue preferite, una canzone che era stata scritta da un musicista che lavorava con mio nonno. Poi, naturalmente, abbiamo aggiunto un po' di nuovo materiale che si è evoluto in relazione ai testi”. Il disco si compone di trentuno tracce, una combinazione di materiale eterogeno: tradizionale, d’autore e contemporaneo che si fonde con le testimonianze di depositari della tradizione locale, come Willie Taylor, Frank Mosscrop, Will Atkinson. Un lavoro da ascoltare senza soluzione di continuità per entrare pienamente nel mondo popolare del Northumberland, ma nel quale, in ogni modo, svettano la sequenza di aneddoti e musica contenuta nei sette minuti di “Learning to play”, le canzoni “Canny Shepherd Laddies of the Hill”, "The Company Makes The Feast” o ancora “Will Atkinson”, scritta da Martin Simpson. Tra gli strumentali, si fanno notare soprattutto “The Shining Pool/Tumblers”, “Grey Bull Hornpipe/Wark Football Team” e “Small Coals”. Che dire poi dell’evocativa lunga narrazione di “Hard Times” e del classico di Hank Williams “Your Cheating Heart”? Qual è stata finora la risposta del pubblico? “C'è stata una risposta molto forte. Una risposta piuttosto emotiva. Ho ricevuto di gran lunga più lettere ed e-mail su questo spettacolo che per qualsiasi altra cosa io abbia mai fatto. Anche se lo spettacolo è sul Northumberland, credo che faccia sì che le persone pensino al luogo da cui loro provengono, alle loro famiglie, ai luoghi e le persone che hanno le hanno influenzate”
Kathryn Tickell è una compositrice che ha aperto nuovi scenari alla piccola cornamusa del Northumberland, affiancando jazzisti e maestri di formazione classica. “Suono una vasta gamma di materiali. Mi piace sfidare me stessa suonando brani di compositori contemporanei classici come Sir Peter Maxwell Davies, ma suono tante melodie molto tradizionali. Penso che sia uno strumento meraviglioso, e che le persone dovrebbero avere più opportunità di impararlo, e di sentirlo suonare!”. Da anni Kathryn divide il suo ruolo di artista con quello di accademica dell’Università di Newcastle upon Tyne, una dei più prestigiosi atenei dell’Inghilterra settentrionale. “Sono una delle docenti del corso di laurea in Folk and Traditional Music. Sono lì da quando il corso di laurea è stato attivato. È stato il primo del suo genere in Inghilterra”
Creato nel 2001, soprattutto grazie all’autorevole suonatore di concertina e di Northumbrian pipes Alistair Anderson, già direttore artistico dell’organizzazione Folkworks (da qualche anno diretta proprio a Kathryn Tickell), ma non secondaria l’influenza esercitata da accademici come Richard Middleton, il pioniere dei popular studies, all’epoca docente di Musica nell’università di Newcastle e oggi professore emerito, nel piano di studi il corso di laurea in Folk and Traditional Music offre la possibilità di studiare le musiche tradizionali di Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda, ma non solo, perché consente allo studente di specializzarsi in altre tradizioni musicali. “Insegno strumento musicale individualmente”, spiega Kathryn, “ma tengo anche dei corsi. Inoltre lavoro con diversi ensemble musicali. Nel corso di laurea, correntemente, ci sono circa 65 studenti. Si tratta di un corso basato sulla performance, ma ovviamente c'è parecchia enfasi anche sulla ricerca accademica. Ci sono molti moduli a disposizione degli studenti, alcuni sono obbligatori, ma molti altri opzionali. Quindi, negli ultimi due anni ogni studente può personalizzare il corso per soddisfare i propri interessi”. Tra gli altri docenti che insegnano a Newcastle troviamo la cantante inglese Sandra Kerr e la violinista scozzese Catriona Macdonald. Né mancano strutture e attrezzature al servizio del fare musica. “L’Università di Newcastle ha un nuovo studio di registrazione musicale, costruito appositamente per gli studenti, con apparecchiature di registrazione, sale prova, ecc. Abbiamo anche legami molto stretti con le meravigliose sale da concerto e le strutture del Sage Gateshead, dove si tengono tutti i nostri recital finali”


Ciro De Rosa 
Un ringraziamento a Genevieve Martin