Giuliano Gabriele – Melodeonìa (World Tarantella)

Forte di un solido percorso di formazione maturato sul campo, dapprima imparando a suonare l’organetto da piccolissimo, seguendo l’esempio del bisnonno e successivamente seguendo gli stages di organettisti di prestigio come Ambrogio Sparanga, Riccardo Tesi, Norbert Pignol, Kepa Junkera, e Sharon Shannon, Giuliano Gabriele vanta un curriculum artistico di tutto rispetto che lo ha visto negli anni collaborare con alcune formazioni tra Isernia, Frosinone e L’Aquila nonché con lo storico gruppo molisano Il Tratturo. Più recenti sono invece il progetto Jacaranda, così come le tante collaborazioni con gruppi come i Voria, Musicisti del Basso Lazio, e L’Orchestra Popolare Italiana, così come la sua attività di direttore artistico del Festival Boville Etnica. A coronamento di un così intenso cammino artistico arriva oggi “Melodeonìa” il suo primo album come solista, nel quale attraverso tredici brani, tra inediti e tradizionali, traccia un personale percorso attraverso la musica tradizionale del Centro-Sud Italia, che parte dalla natia Ciociaria e raggiunge la Calabria. A accompagnare Giuliano Gabriele (voce, organetto, zampogna a chiave e percussioni) in questa nuova avventura sono un gruppo di ottimi musicisti come Diego Micheli (basso e contrabbasso), Lucia Cremonesi (viola, violino e voci), Eduardo Vessella (tamburelli e percussioni), Gianmarco Gabriele (batteria e programmazioni), Michele Bucciarelli (chitarra acustica, chitarra classica e chitarra battente), e Giuliano Campoli (ciaramella e zampogna a chiave) a cui si aggiungono diversi ospiti di prestigio come Massimo Giuntini (ulleann pipes), Roberto Cervi (chitarra elettrica), Valentina Ferraiuolo (tamburi a cornice e voce), Tonino Ospedale (voce in Gaelico), Alessandro Tombesi (arpa tirolese), Redi Hasa (violoncello), Giuseppe Grassi (mandoloncello e mandolino), Luca Turechet (ghironda), Walter Santoro (tamburello e irish spoon) e Federica Santoro (lira calabrese). Ad aprire le danze è lo strumentale autografo “Utrieculus”, in cui Gabriele duetta alla zampogna con Massimo Giuntini alle ullean pipes dando vita ad un suggestivo affresco sonoro nel quale si confondono i cieli dell’Irlanda e quelli della dorsale appenninica. Si passa poi dapprima alle storie di briganti di “Glie Brigante”, scritta e cantata dal musicista laziale, e successivamente allo strumentale “Ballata del Sole” in cui violino traccia una elegante linea melodica supportato dal trascinante ritmo del tamburello. Il canto d’amore “Serenata Senza Tempo” ci introduce poi al vertice del disco “Tammù”, brano in crescendo in cui brilla il dialogo a tre voci con la brava Valentina Ferraiuolo e Tonino Ospedale che vi aggiunge un pizzico di lirismo gaelico. La suggestiva ed immaginifica title track funge da perfetta introduzione per un altro brano cardine del disco “Lassatila Ballare”, in cui spicca il mandolino di Giuseppe Grassi e che ci conduce dritto in Sicilia con “Vitti Na Crozza”, per far ritorno poi all’Appenino con “Tarantella Nova”, storico brano del repertorio del gruppo molisano Il Tratturo. Nel disco trovano posto poi i suoni world con l’ibridazione tra balcani e tradizione klezmer di “Klenz-Rom”, e il tradizionale natalizio “La Leggenda del Lupino”. Chiudono il disco lo strumentale “Scatola del Diavolo” e il canto degli emigranti calabresi “Chiantu De L’Emigranti”. Melodeonìa è dunque un disco ricco di suoni, colori e suggestioni, nel quale Giuliano Gabriele ha cercato di condensare e compendiare tutto il percorso musicale, dando vita in parallelo ad un percorso di grande interesse musicale nella tradizione musicale del Centro-Sud Italia. 



Salvatore Esposito