Elsa Martin – vERsO (Autoprodotto)

La storia di Elsa Martin, cantante e autrice friulana al suo esordio dicografico, parte da lontano: dalla tradizione della sua terra e dai canti popolari che vengono studiati, analizzati e trapiantati su un impianto musicale assai più moderno e originale. Una terra particolare il Fiuli Venezia Giulia, terra di confine che mescola lingue, influenze, culture e stati d'animo che convergono, ognuno a suo modo, nella musica di Elsa Martin, la quale, lega i vari elementi con venature jazz che le derivano dagli studi fatti nel corso degli anni, arrangiamenti articolati, e con una voce delicata e potente al tempo stesso che lasciano immediatamente il segno in chi la ascolta. La tradizione popolare da una parte e l'innovazione jazzistica dall'altra, gli strumenti classici (violino e clarinetto, ma anche chitarre e bassi) e i programmatori elettronici, l'italiano e il dialetto friulano, la voce che scava dentro l'anima e accarezza il cuore: nella musica di Elsa Martin sembra esserci tutto e il contrario di tutto. O meglio, più che il contrario, il compendio di tutto. Sì perché ogni singolo elemento è la logica conseguenza del precedente e si mescola perfettamente con tutti gli altri in una magica alchimia di suoni e parole. I contrasti che caratterizzano l'intero disco non fanno altro che arricchire ulteriormente un insieme già di per sé molto interessante. Tredici i pezzi contenuti in vERsO, che attingono non soltanto alla tradizione popolare, ma che fanno anche parte del repertorio originale della Martin. Sono sei i brani composti dalla giovane artista che si è avvalsa della collaborazione di Stefano Montello per i testi e di quella di Marco Bianchi per gli arrangiamenti. Nell'album suonano anche Lucia Clonfero (violino), Luigi Vitale (vibrafono), Marco Privato (contrabbasso) ed Emanuel Donadelli (batteria). Per quel che riguarda invece i brani tradizionali, Elsa si è avvalsa della collaborazione di un trio tutto al femminile di cosdiddetto canto spontaneo, il Trio Vocale di Givigliana. Da sempre attenta allo studio dei canti popolari e di come questi si sono evoluti nel corso dei secoli, Elsa Martin conduce in questo album d'esordio un percorso personalissimo che la porta alla rivalutazione e alla rielaborazione di varie componenti tradizionali per creare un corpo nuovo e particolarissimo. E anche l'uso del dialetto è finalizzato alla resa perfetta di determinati stati d'animo e sentimenti che si possono esprimere meglio nella lingua del proprio territorio, perché diventano più immediati e più diretti, come se non avessero alcun filtro, alcuna mediazione linguistica. E anche la scelta del titolo non è casuale ma ha un suo specifico significato evidenziato anche nella grafica: vERsO, sottolinea da una parte il passato (il verbo ERO) dall'altra la direzione presa da Elsa Martin che con questo suo disco d'esordio si presenta come meglio – forse – non avrebbe potuto fare. 


Patrizia De Rossi