Pierluigi Balducci – Blue From Heaven (Dodicilune)

Apprezzato bassista e compositore jazz pugliese, Pierluigi Balducci vanta un prestigioso percorso artistico che si snoda attraverso i Conservatori di Cosenza e Potenza dove insegna, passa per le tante collaborazioni a progetti collettivi e colonne sonore e giunge ai dischi come solista, tra cui spicca lo splendido Stupor Mundi del 2008. A distanza di quattro anni da quest’ultimo e quasi in parallelo rispetto al tributo in chiave jazz a Tom Waits della brava Serena Spedicato, del quale ha curato gli arrangiamenti, Pierluigi Balducci ha dato alle stampe, Blue From Heaven, disco nato dalla collaborazione con Paul McCandless (oboe e sax soprano), John Taylor (piano) e Michele Rabbia (batteria) e che raccoglie otto brani tra composizioni originali e reinterpretazioni. L’ascolto, particolarmente ricco di suggestioni, ci regala un viaggio immaginifico attraverso i colori del cielo, tra visioni eteree e sognanti e sfumature di luce. Ogni brano è così un lasciapassare verso un mondo altro, fatto di suoni rarefatti e silenzi che riflettono il grande lavoro in studio volto essenzialmente ad evidenziare l’aspetto poetico del suono. Brilla così l’interplay tra il piano dalle originali timbriche di Taylor, l’oboe suonato magistralmente da McCandless, e la tessitura ritmica messa in piedi dal basso di Balducci e la batteria di Rabbia. Aperto da “Introduction”, che suona come un overture ed un invito ad abbandonarsi alla musica, il disco ci regala momenti di grande intensità come in “The Light Of Seville”, le cui sonorità world e le allusioni ritmico-armoniche alla sevilana, incorniciano gli assoli di Taylor al piano e McCandless al sax soprano, o “Fin De Siècle”, che mette insieme tutte le passioni di Balducci da Bach al tango passando per le colonne sonore hollywoodiano, tuttavia il vertice del disco arriva nella title track, caratterizzata da una elegantissima tessitura armonica del basso su cui si stende la linea melodica del sax soprano. Di ottima fattura tuttavia sono anche le belle versioni di “Unrequited” di Brad Mehldau, in cui Balducci al basso si divide tra la linea ritmica e quella melodica in sostegno al sax, e “Ourspanish Love Song” di Charlie Haden. Completano il disco la particolare “Life in Threesketches” in cui ampio spazio è lasciato all’improvvisazioni, la romantica ed evocativa “The Sky Over Skye”, ispirata da una delle isole Hebridi e l’onirica “L’Equilibrista”, dedicata al violoncellista olandese Ernst Reijseger. Ma non è tutto, perché c’è ancora il tempo per una versione alternativa di “The Light of Seville”, forse più informale dal punto di vista estetico ma non meno bella rispetto a quella precedente. Blue From Heaven è così un esempio di quello che potremmo definire il miglior jazz made in Italy, dove cuore, passione e poesia vanno a braccetto un rigoroso lavoro compositivo. 


Salvatore Esposito