Frankie Chavez – Family Tree (The Search Records)

Considerato uno dei talenti più promettenti della nuova scena musicale portoghese, Frankie Chavez è stata una delle rivelazioni dell’ultima edizione del Medimex. Poco prima di assistere al suo showcase in diretta su RadioRai 3, ci incuriosì vederlo riscaldarsi suonando alla chitarra portoghese una sorprendente Confortably Numb dei Pink Floyd, poi la conferma della bontà della sua proposta musicale è arrivata puntuale dal live act in coppia con João Correia alla batteria. Destreggiandosi tra chitarra acustica ed elettrica, weissenborn, chitarra portoghese e varie percussioni, Frankie Chavez sul palco da vita a set incendiari dove grazie ad una loop station riesce a dar vita a suggestive trame sonore in cui si combinano in una travolgente alchimia blues, rock, folk e le suggestioni delle melodie tradizionali portoghesi. Servendosi di innovative accordature, e di ammiccamenti ora a Ben Harper ora più in generale alla roots musica americana, è riuscito a dar vita ad un suono molto riconoscibile e personale come dimostrano il buon successo del suo disco di debutto, e gli apprezzamenti ricevuti per le colonne sonore di “Pare, Escute, Olhe” del regista portoghese Jorge Pelicano e “The North Canyon Show”, sulla figura del leggendario surfista hawaiano Garrett McNamara. Tuttavia per ancor più illuminante è l’ascolto del suo disco più recente “The Family Tree”, nel quale assistito dal produttore Nelson Carvalho è riuscito a cristallizzare tutto il vasto caleidoscopio musicale che caratterizza il suo stile. Al suo fianco troviamo alcuni ottimi musicisti come António Fontes (Hùhammond), Emmy Curl (voci), Filipe Rocha (batteria), Kaú (batteria), Nuno Quartin (armonica blues), Sérgie Nascimento (batteria e percussioni) e Zé Maria Goncalves (sassofono e piano Rhodes), tuttavia la struttura dei vari brani si regge quasi esclusivamente sulle sue chitarre. Durante l’ascolto a brillare in modo particolare sono i brani in cui a farla da padrone è il blues ovvero l’iniziale “Airport Blues”, il Delta Blues “I Believe I'll Dust My Broom” e la luciferina “The Devil Song”, tuttavia non deludono anche le divagazioni nel pop della riuscitissima “Another Day” e nel folk come la conclusiva Hey in duetto con Emmy Curl. Ben lungi dall’essere semplicemente una curiosità esotica, Frankie Chavez è un artista dalle grandi potenzialità, probabilmente sin ora espresse solo parzialmente, e siamo certi che potrà misurarsi con disinvoltura anche con palcoscenici internazionali. 



Salvatore Esposito