Elias Nardi Quartet - The Tarot Album (Zone di Musica)

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Poco fuori Capalbio, a Pescia Fiorentina, sul versante meridionale della collina di Garaviccio, c’è il Giardino dei Tarocchi, un posto magico, ricco di fascino, popolato dalle enormi sculture realizzate da Niki de Saint Phalle con il marito Jean Tinguely, ispirate alle principali alle figure ritratte sulle carte da gioco degli Arcani Maggiori. Complice una visita in questo posto meraviglioso ed affascinato dalla visione sbalorditiva di queste opere, il musicista toscano Elias Nardi ha voluto approfondire lo studio dei Tarocchi, cercando di comprenderne non solo l’aspetto ludico, ma anche il più profondo significato simbolico ed esoterico di queste antichissime carte da gioco. E’ nata così l’idea di dare vita ad un disco che in qualche modo riflettesse in musica gli Arcani Maggiori dei Tarocchi, ma a finalizzare l’idea è stato un volontario esilio in Corsica insieme al bassista Carlo La Manna, dove hanno dato vita all’ossatura del disco. Grazie anche all’apporto di Roberto Segato al piano e alle tastiere, hanno cominciato a prendere vita le diciotto canzoni che compongono “The Tarot Album”, nelle quali ognuna si rifà al nome e alla figura simbolica rappresentata da una carta dei Tarocchi. A differenza del precedente i cui brani racchiudevano un percorso musicale durato dieci anni, questo nuovo disco è un vero e proprio concept album che segna un importante punto di svolta nella carriera di Nardi, infatti oltre ad aver ridisegnato il suo quartetto con l’ingresso appunto di Segato alle tastiere e Zachary James Baker alla batteria, anche dal punto di vista musicale si avverte chiaramente come ci sia stata uno sviluppo sensibile della ricerca armonica rispetto ad “OrangeTree”. Il musicista toscano e il suo quartetto hanno così imboccato una via differente che dalle sonorità più marcatamente folk e world li ha condotto verso un approccio più sperimentale e moderno, lasciando invariato però l’apporto dell’oud che caratterizza ogni brano con le sue sonorità mediterranee. Oscillando così tra trame acustiche e spaccati quasi psichedelici, emergono timbriche e linee melodiche originali, che consente all’ascoltatore di viaggiare quasi senza confini nell’universo immaginifico della loro musica. Ad aprire il disco è “The Lovers” nella quale l’oud di Nardi dialoga con il pianoforte dando vita ad una tessuto sonoro di grande potenza evocativa, e che funge da perfetto antipasto per la superba mini suite “The Magician, The High Priestess & The Wheel of Fortune”, dove assistiamo ad un interplay intensissimo tra i vari musicisti. Durante l’ascolto brillano così l’enigmatica “The Emperor” in cui Andrea Vezzoli al sax baritono entra in modo eccellente nella linea melodica, la sinuosa “The Moon”, ma il vero vertice del disco arriva con “The Strenght” in cui fa capolino la voce del soprano Dania Tosi. Non manca qualche sorpresa sonora come il liuto che caratterizza “The Empress and the Judgment”, l’intreccio tra viola e oud in “The Sun” e la conclusiva “The World”, che racchiude un po’ tutte le sonorità del disco. Insomma se avete apprezzato “The OrangeTree”, questo nuovo album dell’Elias Nardi Quartet vi sorprenderà e sorprenderà ancor di più chi conosce l’antica sapienza dei Tarocchi, dove si intrecciano simboli, magia, archetipi e suggestioni e che ritroverà tradotte in musica in questo disco. 


Salvatore Esposito