Premio Tenco 2012, Teatro Coccia, Novara, 8 Dicembre 2012

L'ultimo appuntamento per l'edizione 2012. La consegna delle Targhe e ospiti a sorpresa per una serata difficile a dimenticare. 

Si chiude con il teatro Coccia gremito l'edizione 2012 del Premio Tenco, e lo fa con una serata che per qualità e duetti fa ricordare le storiche edizioni di cui sentiamo spesso parlare ( Vecchioni e De Andrè o Vecchioni e Guccini che cantano insieme). Per esigenze di budget quest'anno non è stato possibile realizzare la tradizionale “tre giorni” a Sanremo ed allora si è deciso di suddividere la rassegna in più appuntamenti. A farsi avanti è stato il Comune di Novara, nella persona di Stefano Senardi, appoggiato dal sindaco e dalla giunta, proponendo di assegnare le Targhe Tenco nella cittadina piemontese. Detto fatto, e quando il Tenco si mette al lavoro c'è da scommetterci che dal cilindro estrae un qualche cosa che lascia a bocca aperta ed orecchie spalancate. Si alza il sipario, ore 21:15, e nella penombra un uomo suona il sax e abbandona il palcoscenico; quest'uomo è Enzo Avitabile. A fare da mattatore è Antonio Silva, assistito da Massimo Cirri in veste di badante dell'anziano presentatore. Duetto riuscito!. Il primo a salire sul placo è Colapesce che ritira la Targa Tenco Opera Prima. 
Il ragazzo è giovane e ha tante idee, ma forse complice l'emozione, la performance non è delle migliori. Tocca poi a Zibba, che con gli Afterhours, a pari merito, si aggiudica la Targa album dell'anno. Voce profonda e anima blues, arrangiamenti puliti, forse troppo, regala una bella esibizione; passione e mestiere da vendere, seguendo la scia dei cantautori tradizionali senza però risultare retrò. Il suo disco “Come il suono dei passi sulla neve” credo si sia meritato questo riconoscimento e sarà di grande stimolo per il futuro di questo cantautore di talento. E' poi la volta di Baccini, vincitore nella sezione interprete con “Baccini canta Tenco”. Se avete in mente il Baccini delle “donne di Modena” sareste rimasti piacevolmente sorpresi di quanta umanità ed emotività c'è in questo lavoro. Accompagnato dal M° Armando Corsi alla chitarra fa emozionare una platea molto attenta ed esigente, sopratutto quando si parla, anzi si canta, di mostri sacri come Luigi Tenco. Applausi scroscianti lo accompagnano giù dal placo. Si comincia ad avvertire la voglia di un po' di rock, di chitarre elettriche e batteria. La serata, per quanto molto intensa, fino ad ora è stata soft, ed il caldo del teatro potrebbe indurre a qualche sbadiglio, ma quelli del Tenco lo sanno, e guadagna il palco Enzo Avitabile, targa per il disco in dialetto. 
Ad accompagnarlo i bottari e a sorpresa alla chitarra Pino Daniele. Esibizione sanguigna che scalda l'anima e travolge la platea con la sua Black-tarantella. Sicuramente uno dei migliori della serata, secondo solo agli Afterhours. Ad intermezzare i targati ci son alcuni ospiti, volti noti al Club Tenco. Parliamo di Samuele Bersani, che voce e piano ci regala quattro delle sue più belle canzoni, e Lella Costa, in veste di tappabuchi femminista. Propone un breve monologo sulle donne nella canzone d'autore e ci traghetta verso un gruppo storico che finalmente approda al Tenco e vince la Targa album dell'anno. Stiamo parlando degli Afterhours, capitanati da Manuel Agnelli. La migliore esibizione della serata, una ventata di rock di qualità e che sembra voglia dire “ci siamo anche noi nella canzone d'autore, ed a pieno titolo”. I migliori della serata senza alcun dubbio: mancavano all'appello del Premio Tenco e francamente mi sono sempre chiesto il perchè, ma se in sala ci fosse stato qualche scettico ha sicuramente cambiato idea. “Era ora” ho pensato quando Silva e Cirri gli hanno consegnato la Targa per il disco “Padania”. 
Gli ospiti in scaletta sono finiti, ma i fonici preparano il pianoforte... la gente mormora e sul placo sale, a sorpresa, Eugenio Finardi. E' in questo momento che ho ripensato alle serate storiche del Premio, quelle che mi hanno raccontato, dove da un momento all'altro poteva accadere che salissero sul placo Conte, Fossati, Benigni e De Gregori. Dopo le quattro canzoni di rito arriva il gran finale. Guadagnano il palco con Finardi: Zibba, Enzo Avitabile, Lella Costa, Baccini, Manuele Agnelli, Colapesce e Samuele bersani per cantare tutti insieme “Lontanto lontano”...e chi non c'era ora è libero di mangiarsi le mani. Cala poi il sipario sul Tenco, tra applausi scroscianti ed un po' di commozione. La festa però continua nello storico dopo-serata, e a fare da mattatore sarà Mirco Menna accompagnato da Armando Corsi. Appuntamento al prossimo anno quindi, consapevoli che il ricordo di questa serata ci scalderà l'inverno. 


Davide Vedovelli