Giandomenico Curi, Il Tempo Del Bambino E Della Stella, Kurumuny 2012, pp.186, Euro 10,00 Libro con cd

Le politiche commerciali delle major discografiche hanno dettato negli ultimi anni la moda, diciamo pure, scellerata dei dischi natalizi, alla quale hanno aderito quasi tutte le star del pop internazionale. A fronte della miriade di riproposizioni in tutte le salse di “Jingle Bells”, “Rudolph The Red Nosed” e “Happy Christmas”, la tradizione musicale italiana conserva un vero e proprio patrimonio di canti del Natale e a fare luce su questo incredibile corpus musicale, Giandomenico Curi ha realizzato per Kurumuny l’interessantissimo booklet con cd “Il Tempo Del Bambino E Della Stella”. Si tratta di un lavoro rigoroso quanto essenziale volto a riscoprire il Natale come festa popolare, con i suoi rituali e i suoi canti, partendo dalle sacre rappresentazioni in cui veniva raccontata la nascita di Gesù, per passare poi ad una indagine lungo tutta la nostra penisola attraverso le varie regioni, da Nord a Sud, dal Trentino al Salento. Incontriamo così i canti della Campania spaziando da Sant’Alfonso Maria De Liguori alla Cantata dei Pastori, la Novena in Sicilia, nel Veneto e nel Basso Lazio, ma anche i canti di questua, senza dimenticare le strine e le ‘nferte del Sud Italia, il tutto raccontato con linguaggio semplice e diretto, che fa di quest’opera un ottimo strumento divulgativo. A completamento del booklet c’è anche una ricca antologia di canti natalizi e un ottimo disco antologico nel quale sono stati raccolti quindici brani tradizionali riproposti da artisti come Nando Citarella, Ambrogio Sparagna, Elena Ledda, Mauro Gioielli e Silvio Trotta e tanti altri, a cui si affiancano cinque registrazioni d’archivio effettuate durante la ricerca sul campo. Nel complesso “Il Tempo Del Bambino E Della Stella” è un ottimo lavoro che apre un interessante spaccato sulle tradizioni natalizie in Italia, avendo il pregio di compendiare in modo veloce ed immediato un immenso patrimonio di canti, che troppo spesso sono stati dimenticati a favore di quelli più popolari in lingua inglese veicolati con più facilità dai media e dalle mode. Insomma quest’opera ha tutte le potenzialità per essere un gradito ed insolito regalo di Natale, da fare magari a quanti hanno perso il senso e la profondità di questa festività. 


Salvatore Esposito