Zita Swoon Group - Wait For Me (CrammedDiscs / Materiali Sonori)

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Artista in continuo movimento e dotato di una brillante vena creativa, Stef Kamil Carlens, conclusa la sua esperienza con i dEUS con cui incise lo splendido Worst Case Scenario, diede vita al progetto Moondog Jr., era quello il primo passo verso un più complesso percorso di ricerca, che poco tempo dopo si trasformò nel collettivo di “nomadi della cultura” Zita Swoon. La loro musica, su disco come sul palco, si presentava come un viaggio attraverso la tradizione e le radici e spaziava dal folk al blues, fino a toccare la musica degli anni ottanta, in un continuo dialogo tra spassato e futuro. Stef Kamil Carlens ne era lo sciamano e nelle sue canzoni evocava il funk di Frank Zappa mentre strizzava l’occhio a Bob Dylan e Tom Waits, il tutto senza perdere di vista la sperimentazione estrema di Aphex Twin e Einstürzende Neubauten. La curiosità e l’amore per la ricerca per un musicista illuminato, però non hanno confini. Così complice un viaggio in Burkina Faso, al Zita Soown Group si uniscono anche la cantante Awa Démé e al belafonista Momadou Diabaté Kibié. E’ l’inizio di una nuova fase del gruppo, l’inizio di qualcosa che va oltre il dialogo interculturale ma piuttosto verso la fusione armonica di stili musicali differenti. Il risultato è Wait For Me, disco che raccoglie tredici brani sorprendenti in cui il blues e il folk dialogano con le radici della musica africana, in un fluire continuo di suggestioni sonore, dettate dalle spettacolari timbriche strumentali dove brillano strumenti come balafon, banjo, chitarra resofonica, cocktail drums, organo, percussioni e glockenspiel. Ogni nota è il frutto di un lavoro meticoloso sulle linee melodiche e sull’armonia, e non è un caso che le sonorità world siano solo sullo sfondo, mentre fortemente esaltate sono le strutture tradizionali folk come dimostrano brani come "A Sera, A Waasa" o “Sababu”, impreziosite dall’intreccio tra le lingue more e bamanankan, parlate rispettivamente dall'etnia mossi e dell'etnia dioula. Stef Kamil Carlens, a differenza di tanti suoi colleghi che vedono l’Africa come terra di conquista alla ricerca di ispirazione, si è tenuto ben lontano dall’intrufolarsi in una tradizione non sua, ma piuttosto ha cercato una via di dialogo diversa, come dimostra la splendida "Ala Lon Man Di", in cui congas, m'bira, agogo e balafon, diventano il crocevia dell’incontro tra antico e moderno, tra ancestralità e futuro. Complice anche lo zampino di Vincent Kenis, mentore di Zailo Langa Langa e Konono N°1, Wait For Me, si caratterizza per sorprendenti intuizioni come nel caso dello ska di "Tasuma/Ji" o del funk di "KoBènnaWaati" o ancora della splendida “A Ni Baara" in cui nella linea melodica si fanno largo il banjo e la concertina. Il vertice del disco è racchiuso però in "Nisòmdiva", un brano per soli chitarra elettrica e voce, che evidenzia molto bene lo spirito di tutto il progetto, un viaggio sonoro tra Europa ed Africa, nel quale improvvisazione, sperimentazione e contaminazione sonora superano le barriere della ricerca per trasformarsi una cifra stilistica originale, che è già marchio di fabbrica. 



Salvatore Esposito