Cristina Ghirardini, Noi siamo le canterine antifasciste. I canti delle mondine di Lavezzola, Nota Geos CD Book 2012, pp. 112, € 18,00

Ancora un bel volume dell’editore friulano sulla memoria del canto polivocale di tradizione orale, realizzato in collaborazione con il Centro per il dialetto romagnolo della Fondazione Casa Oriani. Ghirardini ricompone la vicenda sociale, politica e musicale del Coro della Bassa Romagna, così come il gruppo di mondariso di Lavezzola, nel ravennate, si faceva chiamare nei due 33 giri (“Unità e lotta”, “Lotta e unità”) prodotti con la Federbraccianti e realizzati negli anni Settanta del secolo scorso. La nascita del gruppo è inquadrata dall’autrice nel contesto del folk revival e dell’affermarsi degli studi di oral history nella seconda metà del XX secolo. La ricerca si sviluppa attraverso l’intervista alla custode della memoria Ilva Calderoni, ex componente del coro, di cui è stata voce solista, e detentrice della documentazione relativa all’attività di un ensemble che riportò al centro dell’attenzione la pratica del canto, seppure svincolato dal contesto lavorativo delle risaie. È un lavoro da leggere insieme a quell’altro significativo contributo alla storia del canto sociale dedicato alle mondine di Medicina, bassa bolognese, curato per Nota dalla stessa autrice con Susanna Venturi, e già recensito da blogfoolk. Le canterine di Lavezzola esordiscono pubblicamente nel 1968, svolgendo un’attività concertistica tra occasioni festive, festival dell’Unità, manifestazioni politiche, né mancarono trasferte estere per cantare in Jugoslavia, Unione Sovietica, Berlino Ovest. La loro consapevolezza militante si esprime anche nella scelta di indossare in scena abiti da operaia, non aderendo allo stile di abbigliamento tipico delle mondariso (cappello, fazzoletto, ecc.). Dopo una prima sezione volta a riscostruire storia e attività pubblica del Coro, il lavoro si rivolge all’analisi dei canti contenuti nei due microsolchi, pubblicati nel bel CD che accompagna il libro; Ghirardini fornisce informazioni sulla tipologia, trascrizioni di testi e di musiche. Sotto il profilo esecutivo, si tratta di un repertorio corale che utilizza il parallelismo per terze, e prevede un incipit solistico e il successivo ingresso del coro in prevalenza in battere. Molto diffuso è anche il canto all’unisono, sempre preceduto da un inizio solistico, preponderante nelle composizioni d’autore e nel canzoniere. Ciò che caratterizza il repertorio del coro di Lavezzola, ben più vasto di quello fissato nei due dischi pubblicati, è che solo cinque canzoni sono da ricondurre al consueto canzoniere delle mondine, né mancano canti acquisiti dai cori romagnoli per l’azione di rinnovamento del canto corale prodotta da alcuni studiosi ai primi del XX secolo. Tuttavia, la maggior parte dei canti ha una connotazione militante, in sintonia con il ruolo pubblico e politico delle canterine di Lavezzola. 

Ciro De Rosa