Copenhagen Irish Festival 2012, Festival Cafè, Copenhagen, 1-4 Novembre 2012

Davy Maguire, Colin "Hammy" Hamilton
Da qualche anno il Copenhagen Irish Festival si svolge nella zona ovest della capitale danese, in un luogo storico, a due passi dalla Stazione Centrale. È qui al Festival Café che giovedì 1 novembre 2012 ci si incontra, si fa jam session, e s’inaugura il festival con un doppio concerto. Quest’anno si realizza la 34- esima edizione del festival che nacque come “The Irish-Scottish weekend” un fine settimana di musica irlandese e scozzese. Come ogni anno il festival presenta nomi di statura internazionale, ma anche musicisti meno conosciuti e un mix di eventi che contraddistingue molti festival di musica folk: le sempre presenti jam sessions, dove musicisti di vario livello e provenienti da molti paesi europei si incontrano e fanno musica insieme, inoltre l’Open Mic, le mostre di pittura, i laboratori culturali. Quest’anno si sono svolti workshops per strumenti musicali di tutti i tipi: uilleann pipes, violino, bangio, mandola, chitarra, tin whistle, canto e flauto. Importante il workshop dei leggendari flautisti di musica tradizionale irlandese Davy Maguire e Colin Hamilton. 
Martin O’Hare, Marcus Tullberg, Marianne Green, Sonnich Lydom
Due professionisti con grande esperienza di insegnamento, costruzione e manutenzioni dei flauti. Giovedì 1 novembre 2012 ho assistito al doppio concerto che ha inaugurato Il Copenhagen Irish Festival 2012. Il festival si è aperto con una sequenza di reels, jiigs e hornpipes per flauti eseguiti dai due straordinari flautisti Colin "Hammy" Hamilton and Davy Maguire. Dopo una breve pausa Marianne Green e la sua band hanno colpito la scena con una forza incisiva e una performance profondamente elettrizzante che ci ha sollevato lo spirito. Accompagnata da tre musicisti provenienti da tre paesi diversi, ma legati da una grande esperienza musicale e la passione per la musica irlandese: Martin O’Hare al Bodhrán, Sonnich Lydom all’armonica e Marcus Tullberg al bouzouki. Assente invece a causa di un impegno il dobro e guitar player Magnus Wiik. 
Martin O’Hare, Marcus Tullberg, Julie Mørk,
Marianne Green, Sonnich Lydom
La voce di Marianne Green ha un timbro originale, dolce ma allo stesso tempo autorevole. Ci sono momenti durante il concerto in cui si rimane incantati. Canzoni bellissime, sì, ma non è solo questo, neanche la bravura dei musicisti e l’atmosfera che si crea nella sala, bastano a spiegare l’intensità con cui viviamo questa musicalità. Ci lasciamo coinvolgere dall’originalità dell’interpretazione dei pezzi che segue la tradizione della canzone irlandese senza mai essere stereotipa. Forse è anche la personalità coinvolgente della cantante che ci appassiona, così raffinata nell’interpretazione, ma semplice e informale con il pubblico. Come quando chiama sul palco per un ballo improvvisato l’amica e collega ballerina di Irish Step Dance, Julie Mørk che si trova tra gli spettatori. Gran parte del repertorio proviene dal Cd “Dear Irish Boy”, ma Marianne Green ci regala anche pezzi nuovi. Una presentazione originale, la disposizione è illuminata: "Carrickmannon Lake", "Siubhán Níg Uidhir", "The Doffin Mistress", "Reels", "Bonny Portmore", "The Banks of the Bann", "Ar a Ghabháil Go Baile Átha Cliath Damh", poi "Jigs", "The Blackbird of Mullaghmor", "My Father’s Serving Boy", poi "Reels", un bodhrán solo di Martin O’Hare, la canzone scozzese "The Road To Dundee", e ancora "Hornpipes" e "Reels". 
Martin O'Hare
Alla fine del concerto, richiamati dal pubblico, Marianne Gren e i suoi musicisti ritornano sul palco. Con la bellissima “Brídín Vesey” cantata a cappella in gaelico, Marianne Green riesce ancora una volta a trasmettere forti emozioni che scorrono sui volti dei presenti. Per l’ultimo ci regalano il trascinante Reel “The Jolly Tinker”. C’è stata molta attesa per i concerti del venerdì e sabato, in particolare per i grandi muscisti Sharon Shannon e Paul Brady. Il doppio concerto di venerdì sera inizia con Gráinne Holland accompagnata da flauto, bodhran, keyboard e chitarra. Canta in gaelico irlandese e scozzese e anche alcune canzoni in inglese con una voce forte e affascinante. Una Sharon Shannon in ottima forma – accompagnata da un musicista al pianoforte elettrico e chitarra. Suona le sue melodie con la padronanza dello stile per il quale è conosciuta, uno stile che si basa sulla musica tradizionale ma con un mix di intonazioni di altri stili musicali. Sabato doppio concerto con Paul Brady e poi Perfect Friction una band di giovani musicisti. Purtroppo Paul Brady non era in gran forma a causa di un mal di gola, ma ha comunque realizzato il concerto coinvolgendo il pubblico in sala con la grande professionalità che lo contraddistingue, il suo calore, l’umorismo e fascino. 
Marianne Green
Paul Brady ha un’acclamata carriera musicale alle spalle che incomincia con la partecipazione alla leggendaria band Planxty. Si è affermato negli anni come cantante, cantautore e multi-instrumensta. Il Copenhagen Irish Festival è il primo concerto internazionale per i Perfect Friction un gruppo di giovani musicisti che si sono incontrati tramite le jam sessions a WicklowTrad in Wicklow. La musica spazia dai set strumentali tradizionali ad alta energia, eseguiti con una gamma completa di strumenti: violino, flauto, uilleann pipes, concertina, fisarmonica, tin whistle, bodhran, chitarra, e pianoforte elettrico a pezzi perlopiù di origine americana e di genere più pop che folk cantati dalla bravissima vocalista Rebecca Winckworth. Il festival si è chiuso domenica 4 novembre 2012 con il Céilí, Irish dancing for everyone. Ci si incontra per il ballo irlandese di gruppo, aperto a tutti e guidato dai ballerini delle scuole Dark Green School of Irish Dancing e Copenhagen Irish Set Dansers. 

Nadia Borgato