Rua Della Musica – Nonna Letizia Senié Lu Cembera (Autoprodotto)

Nato negli anni settanta sulla scia dei tanti progetti musicali nati con la musica di riproposta italiana, il Canzoniere Piceno, ha attraversato oltre trent’anni di musica nei quali, a partire dallo storico ed ormai introvabile Pecorale Maledetto, ha compiuto un percorso musicale di tutto rispetto che per certi versi li ha portati ad allontanarsi lentamente dalla canzone popolare per abbracciare sonorità di più ampio respiro. A riportare in dietro l’orologio del tempo ai primi anni della loro esperienza, sono oggi tre dei fondatori del gruppo ovvero Adele Scalella (voce, percussioni), Argeo Polloni (voce, chitarra, chitarra battente, ghironda, flauti e ciaramella) e Pier Filippo Melchiorre (voce, organetti, chitarra battente, flauto armonico di corteccia), che hanno dato vita al progetto Rua della Musica, il cui intento è quello di ricreare e proporre un repertorio di canzoni popolari della zona del Piceno. Forti di una ormai consolidata esperienza maturata individualmente negli anni, Rua della Musica propone oggi un viaggio nel tempo in cui riscoprire la bellezza e il fascino del repertorio popolare del Piceno, il tutto partendo da quel fatidico 1973, anno in cui cominciarono le loro ricerche sulla tradizione orale e le prime registrazioni sul campo. Il fatto di aver guardato indietro alle loro origini non significa affatto un approccio nostalgico con la riproposta ma piuttosto un riappropriarsi delle proprie radici per guardare al futuro. Tra canti a braccio, a dispetto e a rispetto, stornelli, ballate, canti a ballo e canti di questua, emerge in tutta la sua complessità e ricchezza l’affresco musicale della tradizione picena. A guidare i canti è spesso la voce antica e piena di fascino di Adele Scalella, mentre a farsi carico dell’ossatura musicale sono Argeo Polloni e Pier Filippo Melchiorre, il cui approccio agli arrangiamenti riflette un lavoro per sottrazione nel quale si è puntata all’esaltazione delle strutture musicali, senza appesantire le trame sonore con strumentazione aggiunta. Piace la scelta di introdurre strumenti atipici rispetto alla locale tradizione musicale come la ghironda, il cui uso si configura come un arricchimento e una base di confronto fra realtà musicali differenti, a dimostrazione di come il linguaggio del popolo resti sia assolutamente universale. A cristallizzare questa esperienza, arriva adesso il loro primo disco, Nonna Letizia Senié Lu Cembera, il cui sottotitolo “Lu Beve e Lu Magnà Non è Vreogna Nemmeno Lu Parlà Quanne Abbesonga (e Feguramece Lu Cantà)” è assolutamente significativo per comprendere i quindici brani incisi per l’occasione. Durante l’ascolto brillano così brani come l’iniziale “’Nu Sbringh”, la trascinante ballata “La Festa De Sant’Emiddie”, gli “Stornelli di Maltigliano” ma soprattutto “La Cinqueciente”, il cui testo e la melodia rimandano a “La Balilla” della tradizione milanese. Non mancano musiche da ballo come “La Fija Miè”, o canti religiosi come “Diasilla” e “A Cesare”, o ancora il canto d’amore “Domeneca Te Porte” ma il vertice del disco arriva con “La Mamma Ingrata”, cantato magistralmente da Adele Scalella. Insomma nel complesso Nonna Letizia Senié Lu Cembera è un ottimo disco, che ci schiude un modo ricchissimo come quello della tradizione popolare picena, tuttavia la qualità non altissima della registrazione non rende giustizia alla bellezza tanto delle esecuzioni quanto dei singoli brani. Attendiamo, dunque, Rua Della Musica ad una prova musicale più compiuta che possa valorizzare al meglio l’importanza del loro percorso musicale ormai ultratrentennale. 


Salvatore Esposito