La Rigo Records a Londra

La Rigo Records è andata a registrare a Londra, in uno studio che si chiama Reservoir Studio, la zona quella vicina a Finsbury Park, sommariamente vicino a Stoke Newington. L'occasione era fornita dalle registrazioni di alcune tracce per il nuovo lavoro in italiano della Rigo Records dopo Solo, l'Ep uscito nell'estate del 2012. C'era bisogno di andare a Londra? Non c'erano studi italiani che offrissero i servizi del Reservoir Studio. In Italia ce ne sono tanti ma dieci minuti dopo essere entrati in studio, io e Tommy stavamo stendendo la traccia ritmica del primo pezzo, sotto lo sguardo attento di un'immagine di Jimi Hendrix, che ci guardava fornendoci aiuto spirituale. In due giorni di lavoro siamo stati in grado di registrare tre basi complete di basso batteria, chitarra acustica e voci. E' un ottimo risultato che arriva anche grazie agli stimoli che la capitale inglese offre continuamente. Nel frattempo, la sera ci siamo esibiti in tre locali diversi. Da marzo 2012 è in vigore una legge voluta da tutto il parlamento che garantisce i diritti di quelli come me, quelli che suonano. 
Questa semplice legge consente ai gestori dei locali sotto i trecento posti di capienza (a Londra ci sono oltre diecimila locali così), di poter far suonare un gruppo senza necessità di alcun permesso o documentazione. Semplice. Basico. Come qui non succederà mai. Certo, non è tutto rose e fiori, la crisi sta mordendo forte anche nella culla del capitalismo selvaggio, per certi beni (affitti e altro), i prezzi sono proibitivi e scarsamente dotati di senso. E' una città che è banale ricordarlo, contiene, regolarmente censiti, undici milioni di abitanti, e in maniera ufficiosa si stima che la popolazione raggiunga i quindici milioni. Sono cifre che spaventano. Da cronista , ecco alcuni appunti che ho preso. Al supermercato vicino allo studio, carino e molto ricco di cibi biologici, su una parete campeggiavano le stampe in formato A4 di alcuni "ladri" beccati dal cctv interno. Uhm. La musica è ancora centrale nella vita delle persone, le cuffie sulle orecchie delle persone svolgono anche una funzione di isolamento e creazione di una zona di decompressione dal contatto con gli altri. C'è comunque curiosità e, anche se non lo diresti, apertura. 
A detta del sottoscritto, un italiano ha comunque una sua appetibilità musicale, anche solo per l'esotismo che rappresentiamo. Nel corso della terza serata, quella svoltasi a Dalston, al Jazz Servant, abbiamo suonato in un cartellone ricco di proposte, dal duo voce e chitarra vagamente Morcheeba, passando per gli italiani Guruflex, che hanno pubblicato il loro esordio con la Rigo Records, fino a proposte vicine alla musica roots di stampo pienamente americano. Io, con Tommy Graziani alla batteria e il supporto del bravo Michele da Rimini, alla chitarra, che abita a Londra da due anni, ho suonato davanti a un pubblico attento, con un fonico molto presente e preparato. Finito il mio set, come capita, ci si è attardati in chiacchiere. Ad un certo punto vengo raggiunto da un mio coetaneo che, con vigore, mi informa che, prima di arrivare a vedere il mio show, aveva visto il concerto di Hugh Masekela, bandiera dell'afro. Il tipo mi informa che è un bassista e poi, dopo aver comprato tutta la mia discografia mi dice:" ..comunque, mi è piaciuto di più il tuo concerto!". Ora, lasciate perdere che il cast serviva a raccogliere fondi per l'assistenza ai malati di mente, e smettetela di ridacchiare, il mio coetaneo non era un utente. In ogni caso mi ha fatto davvero piacere!

Antonio "Rigo"Righetti