World Music Da Premio, Elena Ledda e Valentina Casalena parlano del “Premio Andrea Parodi”

World music, termine classificatorio di carattere prettamente commerciale per alcuni studiosi, utile categoria interpretativa per altri, disprezzato da taluni artisti, punto di arrivo per altri: discutibile ma efficace, forse proprio per la sua indeterminatezza. È indubbio che da quando si è imposto all’attenzione mediatica sul finire degli anni ‘80 del Novecento (ma era stato già usato da alcuni musicologi in precedenza) è servito a far conoscere ed avvicinare un sostanziosa fetta di pubblico alla grande varietà delle musiche del mondo. Arriva dalla Sardegna, da alcuni anni, la proposta del “Premio Andrea Parodi”, rivolto proprio agli artisti riconducibili all’alveo della world music, intesa come proposta artistica in qualche misura ispirata alle espressioni musicali di tradizione orale. Dal 22 al 24 novembre 2012, Cagliari ospiterà la fase finale della quinta edizione. Ne parliamo con Valentina Casalena, moglie di Andrea e presidente della Fondazione Parodi, e con la cantante Elena Ledda, direttore artistico della manifestazione. 

Come nasce l’idea di intitolare un Premio alla memoria di Andrea? 
Valentina Casalena: La nascita del premio e’ stata una idea del tutto naturale, nata dalla famiglia di Andrea. Nel 2007 abbiamo realizzato, insieme a Jazz in Sardegna, un bellissimo ed emozionante tributo ad Andrea ad un anno esatto dalla sua scomparsa, all’anfiteatro Romano di Cagliari (tributo che ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Elena Ledda, Mauro Pagani, Piero Pelù, Tazenda, Rita Marcotulli, Balentes, e che è diventato un CD/DVD Cantano Andrea Parodi). Dopo questo evento emozionante e unico, io, Luca Parodi (primogenito di Andrea) e il nostro collaboratore Ottavio Nieddu abbiamo pensato che la miglior maniera di rendere omaggio ad Andrea nel tempo, in maniera costante e innovativa, fosse dar voce non solo alle sue canzoni attraverso altri artisti, ma anche alle sue idee, alle sue filosofie artistiche e musicali, attraverso altre voci, altri suoni, altre lingue. Di qui la naturale idea di istituire un concorso di world music – il primo in Italia nel settore – per dar voce a tutte le espressioni popolari esistenti non solo in Italia, ma in tutto il mondo. Abbiamo avuto fin dal primo anno la gioia di avere concorrenti provenienti da tutto il mondo, e di constatare che molti artisti, più o meno giovani, si esprimono musicalmente attingendo dalla propria cultura popolare (attraverso la lingua, i suoni, le ritmiche, le storie cantante. 

A chi si rivolge il Premio? 
Elena Ledda: Si rivolge a tutti gli artisti, senza limiti di età (purché maggiorenni) che si esprimono dando voce e luce alla propria cultura popolare. I concorrenti devono essere autori o coautori del testo e della musica del brano in gara. Il premio incentra l’attenzione non solo sull’aspetto cantautorale di un brano, ma anche sulla sua forma in tutte le accezioni: esibizione live, arrangiamento, attinenza al concorso. 

Ci sono steccati musicali ed estetici che devono essere soddisfatti? 
Elena Ledda: In verità la bellezza di questo concorso è che non ha steccati musicali, ma al contrario si prefigge di abbatterli. Vuole dare dignità a tutti i figli di un ‘Dio minore’ che non trovano normalmente ascolto perché non rientrano nelle categorie standardizzate delle case discografiche e del mercato. Quindi le uniche caratteristiche richieste per le canzoni in gara sono: essere costituite da testo e musica, essere interpretate in qualsiasi lingua (italiana, sarda, o altre), appartenere alla categoria della world music o musica dei popoli. 

In cosa consiste il Premio? 
Elena Ledda: È un appuntamento che ha come fine la presentazione e relativa promozione al pubblico ed agli addetti ai lavori delle nuove tendenze nell`ambito della world music, intesa quale categoria musicale che attinge alle tradizioni culturali, ma che tende a travalicare le classificazioni tradizionali. Il festival “Premio Andrea Parodi” dura tre giorni, si svolge a Cagliari nel mese di novembre. Le date di quest’anno sono dal 22 al 24. Le esibizioni dei concorrenti sono assolutamente live. Nel corso della prima serata c’è l’esibizione dei dieci finalisti con il brano in concorso e un altro brano del loro repertorio (non in gara). La seconda serata prevede esibizione dei dieci finalisti con il brano in concorso e un altro brano del repertorio di Andrea Parodi assegnato dalla Commissione Artistica (brano non in gara). La terza serata vede l’esibizione dei dieci finalisti con il brano in gara. Il vincitore verrà proclamato l’ultimo giorno del Festival, della Giuria Tecnica. Il Premio consiste in una somma in denaro erogato a copertura di tutti i costi di masterclass, eventuale acquisto o noleggio di strumenti musicali, corsi e quant’altro il vincitore sceglierà per la propria crescita artistica e musicale. Il premio erogato nella misura massima di 2.5000 euro, e potrà essere speso entro e non oltre un anno dalla data finale del concorso. Inoltre, verrà offerta al vincitore del concorso, l'opportunità di esibirsi alla successiva edizione del Premio Andrea Parodi in qualità di ospite, al festival musicale European Jazz Expo di Cagliari, a cura di Jazz In Sardegna, e al Negro Festival alle Grotte di Pertosa (SA) Il Premio della Critica, sarà decretato dalla Giuria Critica, e consiste nella realizzazione professionale del Videoclip del brano a spese della Fondazione Andrea Parodi. Saranno proclamate infine, tra i dieci finalisti, quattro menzioni per: miglior testo, migliore musica, migliore arrangiamento, migliore esibizione live. Ai dieci finalisti sarà offerta anche la consulenza gratuita di un legale per un anno sul tema del diritto d’autore. 

Chi sono i partner? 
Elena Ledda: Il Premio ha numerosi partner: European Jazz Expo / Jazz in Sardegna (www.jazzinsardegna.it), Premio Bianca d’Aponte (www.biancadaponte.it), Negro Festival (www.unotvweb.it/negro), Folkest (www.folkest.com), Museo Andrea Parodi (www.fondazioneandreaparodi.it/museo), Federazione degli Autori (www.federazioneautori.com). 

Chi sono i garanti della qualità artistica? 
Elena Ledda: I garanti sono tutti i giurati coordinati dal direttore artistico e dal presidente della Fondazione. Nella prima fase la Commissione Artistica istituita dalla Fondazione, seleziona in maniera anonima 10 concorrenti (finalisti) che si esibiranno al festival. La Commissione è divisa in giuria tecnica (autori, musicisti, poeti, scrittori, cantautori) e giuria critica (giornalisti) le quali in sede di festival decreteranno, rispettivamente, il vincitore del Premio Andrea Parodi le varie Menzioni e il Premio della Critica. 

Come valuti le proposte musicali delle edizioni precedenti? 
Elena Ledda: Ho partecipato a tutte le edizioni, in qualità di spettatrice, ospite, giurata e direttore artistico(dallo scorso anno). Ho sempre sentito sin dalla prima edizione proposte molto interessanti, certamente il 2011 è stato fantastico, un’altissima concentrazione di gruppi di grande qualità. 

Per la quinta edizione i comunicati stampa, parlano di un boom di iscrizioni. In termini di provenienza geografica, c’è stata un’ampia distribuzione? O una prevalenza regionale? 
Valentina Casalena: Per questa quinta edizione sono arrivate tante decine di iscrizioni. Dal punto di vista geografico, la maggiore concentrazione è nel sud Italia (Sicilia, Sardegna, Puglia, Campania). Ma già da quest’anno sono aumentate molto anche le iscrizioni provenienti dalle regioni del nord (Friuli, Piemonte, Liguria, Lombardia, Trentino). Inoltre abbiamo diverse iscrizioni che provengono dall’estero: da Francia, Tunisia, Spagna, perfino Giappone. 

Sei stata l’ultima artista a lavorare con Andrea per un disco Rosa Rezolsa, che ha vinto numerosi riconoscimenti (Targa Tenco per il disco in dialetto, Premio Città di Loano per la musica tradizionale italiana). Un tuo ricordo… 
Elena Ledda: L’ultimo anno con Andrea è stato meraviglioso, insieme abbiamo gioito e sofferto, abbiamo composto e cantato, abbiamo realizzato una lunga serie di trasmissioni radiofoniche per la Rai, ma soprattutto e abbiamo parlato. Andrea era un grandissimo chiacchierone ( quasi più di me), riusciva a parlare per ora di tutto: musica, cucina, politica, famiglia…. Progetti, progettava sempre. Mi ha dato indicazioni per Rosa Resolza sino a pochi giorni prima che ci lasciasse. Una forza che ha cambiato che mai avevo visto, che ha cambiato totalmente il mio rapporto con la morte e quindi con la vita la vita. Unico dispiacere non aver potuto condividere i successi del disco con lui. Andrea ci teneva moltissimo, sapeva di meritarli. Volevamo realizzare questo disco da almeno quindici anni prima….avremmo dovuto farlo! 



Ciro De Rosa