Letizia Lamartire, Pretexto Andaluso, Terrae e Unika Produzione

Pretexto Andaluso è il secondo cortometraggio della regista barese, Letizia Lamartire, la cui personalità eclettica, negli anni, l’ha portata a dividersi tra la sua passione per la fotografia, la musica con gli Studi al Conservatorio “Piccinni” di Bari portati a termine con il massimo dei voti, la recitazione e il canto. Liberamente tratto da “Nozze di Sangue” di Federico García Lorca ed ispirato allo spettacolo teatrale omonimo di Rocco Capri Chiumarulo, il cortometraggio della regista barese ha il pregio di condensare in soli nove minuti, l’essenza di questa grande opera letteraria, esaltandone i nodi cruciali della trama e del messaggio. La dolorosa tragedia del poeta dell’Alhambra viene così ricreata ed ambientata in una Puglia degli anni Cinquanta, e questa terra dipinta con tessiture quasi teatrali diventano il pretexto per raccontare un destino di sangue, deciso da quelle forze soprannaturali, che regolano l’universo di Federico Garcìa Lorca. A proiettarci nell’azione scenica è la suggestiva voce fuoricampo di Arnoldo Foà, che recitando: “Piccolo coltello che lo contiene una mano, ma che penetra sottile fra le carni stupite e si ferma nel punto dove impigliata trema l’oscura radice del grido", alza il sipario su un Andalucía trasformatasi in Puglia e su un matrimonio macchiato del sangue dello Sposo e di Leonardo, rispettivamente interpretati da Roberto Faguso eWilliam Volpicella, che si contendono fino alla morte reciproca, l’amore per la Sposa, magistralmente impersonata da Maria Stella Cassano. Utilizzando la tecnica del flashback, la regista barese ripercorre in modo vibrante il dramma di un amore contrastato, mentre sullo sfondo aleggia la Morte, ieraticamente interpretata da Antonio Boezio, la cui figura rimanda al destino ineluttabile comune a tutti gli uomini. A spiccare tra gli attori è senza dubbio la brava Teresa Vallarella, nota per essere una delle componenti di Faraualla, e che interpreta in modo superbo la Madre dello Sposo, facendone emergere il dramma personale ed emotivo. Nel complesso determinanti per la riuscita del corso è stato tanto il contributo di Anna Garofalo, che ha curato la scenografia, così come quello di Diego Magrone che lavorando egregiamente alla fotografia è riuscito a far emergere uno spaccato di quella Puglia di altri tempi, stando al riparo da ogni retorica e sottolineandone i tratti più poetici e suggestivi. A sottolineare le immagini c’è la bella colonna sonora di Pippo Ark D’Ambrosio e del Tarantula Rubra Ensemble e la bella versione de “Lu Bene Mio" di Matteo Salvatore interpretata da Maria Moramarco e Rocco Capri Chiumarulo. Già finalista in diversi premi Pretexto Andaluso, apre una traccia stilistica importante nello stile della regista barese, e siamo certi che nel prossimo futuro riuscirà a mettere a frutto l’esperienza sin ora maturata. 


Salvatore Esposito