L’Estate Salentina oltre la Notte della Taranta

Conclusa ormai anche l’estate 2012, è tempo di fare un bilancio, che può dirsi assolutamente positivo, grazie anche all’ottimo cartellone del Festival Itinerante de La Notte della Taranta, che con i suoi concerti e i vari ospiti ha caratterizzato l’intero mese di agosto. Il meglio di queste serate estive, però, arriva spesso alla fine, quando terminata la musica sul palco, cominciano a formarsi le ronde spontanee, che suonano nelle piazze fino a tarda notte. Spesso accade che ci sia da combattere con alcune bancarelle un po’ capricciose che alzano il volume della musica, ma l’importanza di questi momenti è tale da non fermarsi di fronte a questi inconvenienti, con cui pure bisogna in qualche modo combattere. Le ronde sono un fenomeno spontaneo, assolutamente da non snobbare, ne trascurare, ne tantomeno denigrare, perché è lì che si sono nati e formati tanti artisti, e tanti altri ne nasceranno ancora. Molti di coloro che suonavano nelle ronde, ora suonano sui palchi più prestigiosi e pubblicano dischi. Anche dopo il concertone di Melpignano, le ronde hanno suonato per tutta la notte, facendo da cornice al lavoro sul palco dell’Orchestra guidata da Goran Bregovic.
A rendere ancor più piacevole l’atmosfera delle serate estive c’è stato anche il tempo, che ha permesso ai turisti di andare al mare o a visitare i luoghi più suggestivi del Salento, per poi la sera divertirsi in uno dei tanti concerti che caratterizzavano le nostre piazze. Sarebbe un po’ un utopia, ma sarebbe necessario non far accavallare i vari eventi che caratterizzano quei giorni di agosto. Quest’anno, infatti, è accaduto che la Notte della Taranta sia coincisa con la festa dei Santi Oronzo, Giusto e Fortunato a Lecce. Tra i vari concerti visti, una citazione la meritano anche coloro che parlando del Salento non facendo musica tradizionale come i Crifiu, un gruppo ormai consolidato da qualche anno e che quest’anno hanno presentato il loro ottimo disco Cuori e Confini, un lavoro molto apprezzato e ben strutturato, che è stato trainato dal singolo Rock & Rai, cantato in duetto con Nandu Popu. Anche il cantautore di Tuglie (Le), Mino De Santis ha pubblicato un nuovo disco, Camminante, che come il precedente si caratterizza per i testi riflessivi e allo stesso tempo divertenti in cui fanno capolino personaggi del popolo, gente di cui si parla ma che non si vede mai come “Lu Sacristanu” o “Unnu Pici”. Proprio De Santis è stato tra i protagonisti, della bella serata di Torre Sant’Andrea, organizzata da Piero Rapanà e Maurizio Nocera, per la rassegna Luoghi D’Allerta e dedicato a Rina Durante, che proprio da quei luoghi traeva ispirazione per le sue opere.
Nel corso della serata, sono stati presentati il libro “Piccoli Profughi” (Oistros ed.), di Alessandro Santoro ed Edison Duraj, piccolo profugo albanese, sbarcato sulle coste del Salento a nove anni, ma soprattutto si sono esibiti il giovane cantautore Luca Colella e Mino De Santis, quest’ultimo ospite quasi fisso delle passeggiate domenicali del Fondo Verri. Nel corso del suo set il cantautore di Tuglie ha passato in rassegna in lungo e in largo il suo repertorio spaziando da “Salentu” a “Lu Cane” fino a toccare “Lu Cavaddhu Malecarne” e “La Zoccola”, quest’ultima caratterizzata da un testo sarcastico e allo stesso tempo riflessivo. Ultimo acuto dell’estate salentina è la Festa te Lu Mieru, a Carpignano Salentino (Le), storica sagra dedicata al vino, giunta quest’anno alla sua trentasettesima edizione.
L’edizione di quest’anno si è caratterizzata per tre intensi giorni di musica durante i quali sul palco si sono avvicendati, Venerdì 31 agosto, Antonio Castrignanò e i Calanti, il primo settembre i Cunservamara, i Fonarà e i Briganti di Terra d’Otranto, e in conclusione domenica due, Dario Muci, Giancarlo Paglialunga e Massimiliano Morabito. Tre giorni, insomma, in cui la musica è stata la vera protagonista insieme al vino, che ha accompagnato le lunghe notti, tra ronde spontanee e danzatori. L’estate salentina con le sue feste, le sue sagre e i suoi concerti, potrebbe però proseguire ancora a lungo, visto il clima ancora caldo, per durare sino all’inizio della raccolta delle olive, ma forse manca la volontà politica ed imprenditoriale, per poter investire anche in questo periodo dell’anno. La politica, l’imprenditoria dovrebbero valorizzare davvero il territorio non impoverirlo lentamente, come tristemente sta emergendo da quello che si legge sui giornali, ovvero di consiglieri regionali, che sperperano il denaro pubblico in festini ispirati all’Impero Romano.


Raffaele Cristian Palano