Chris Robinson Brotherhood - Big Moon Ritual (Relativity Entertainment/Silver Arrow Records)

Chris Robinson è un freakkettone segaligno nato a Marietta nel sud degli Stati Uniti, da sempre ossessionato dal sound dei seventies e dalla controcultura del rock americano. Il disco che ci propone è nua raffinata proposta fuori da ogni convenienza e moda, legata a qualcosa che sta a metà tra gli Allman Brothers più country, i Grateful Dead meno psichedelici e i Flyng Burrito Brothers...insomma, il disco, dominato dalle svisate lascive di Neal Casal, che firma anche un paio di pezzi, chitarrista già in luce nei Cardinals e Ryan Adams, è caratterizzato da una certa morbidezza sonora e atmosfere elegiache, sopra le quali la bella voce ispirata di Chris trova il suo spazio senza diventare mai un disco per voce e gruppo che suona piano dietro, come spesso capita. Ci sono interessanti giochi di tastiere, scelte coraggiosamente in un ambito non del tutto vintage, anzi, qualche volta fa capolino qualche suono elettronico che comunque serve a rendere la musica meno datata. Strano come nella storia dei fratelli che fanno musica ci sia sempre una sorta di incazzatura, a volte latente, altre manifesta, basta pensare ai fratelli Gallagher, anche in questo caso, un gruppo che viene chiamato fratellanza dopo che hai fatto musica nei Black Crowes con tuo fratello pare essere un messaggio non troppo velato no? Ricordo bei pomeriggi passati a comprare dischi forati di importazione americana a 2500 lire al Peecker Sound di Formigine, spesso in quegli scaffali, appositamente dedicati a quei dischi, ti poteva capitare di comprare un bel disco di David Bromberg come spesso, nel corso di quei sabati col budget limitato a 5000 lire, cioè due ellepì, ti poteva capitare di mettere le mani su un disco di un oscuro gruppo che compravi perchè aveva una bella copertina e magari era della Capricorn Records, l’etichetta degli Allman Brothers...ecco l’effetto che mi fa questo Big Moon Ritual, non un disco sconvolgente ma un bell’ascolto, qualcosa di raro in un mondo dominato dall’effetto grandguignolesco. Non è poco, soprattutto per le nuove generazioni. Se hai voglia di sapere come si crea una grande atmosfera puoi ascoltare a ripetizione questo bel disco amico mio. Sperando di vedere la Brotherhood di Chis Robinson presto live in Italia, anche se, tenuto conto delle difficili, se non esiziali condizioni del nostro povero mercato live, ho i miei dubbi...




Antonio "Rigo"Righetti