I Musicanti del Vento – Al Circo Del Poeta Matto (Sud Factory/Sud Studio)

Qualche tempo fa nella rubrica dedicata al folk-rock in Italia, recensimmo L’Isola Dei Burattini de I Musicanti Del Vento, gruppo calabrese di belle speranze il cui sound si rifaceva molto a quello dei conterranei Il Parto Delle Nuvole Pesanti. Quel disco datato 2010, evidenziava ancora una certa acerbità del sound, ma era in dubbio un certo talento che emergeva dal loro approccio molto teatrale con la musica. A distanza di due anni e dopo una improvvisa pausa di riflessione durante lo scorso tour estivo, i Musicanti del Vento ritornano con Al Circo Del Poeta Matto, disco che raccoglie nove brani inediti, che evidenziano molto bene come il loro processo di maturazione sia ormai sulla via del pieno completamento. Innanzitutto il loro approccio alla scrittura evidenzia un vero e proprio balzo in avanti, ma ciò che colpisce sono gli arrangiamenti misurati ed allo stesso tempo originali e divertenti con sonorità che spaziano da atmosfere riflessive ed intimiste a momenti più trascinanti che mescolano contaminazione ethno-rock, ska e reggae fino a toccare anche la musica irish. Nel complesso i vari brani compongono una sorta di concept album in cui ogni personaggio mette alla berlina abitudini, verità e maniere etichettate come alternative. Si parte con la trascinante Folle Folla, in cui viene cantata la pericolosità delle masse senza controllo, ma è con la toccante title track, che si tocca il primo vertice del disco. Si prosegue con Bucaniere che sembra la caricatura di uno dei tanti politici nazionali e che introduce alla splendida Giù Dai Monti Del Pollino, in cui i ritmi e le sonorità della tradizione calabrese si sposano ad un testo di grande intensità. Le sonorità balkan di L’Ultimo Folle Gesto introducono prima alla sommessa e riflessiva Il Vuoto e La Cenere e poi a quel gioiellino che è Al Tempo Del Tamburo un brano in crescendo che sfocia quasi in una sinfonia bandistica, che mette alla berlina la situazione politica in Italia. Chiudono il disco la storia di emarginazione di Orazio, e “Zappo La Terra” in cui i Musicanti cantano della riconciliazione dell’uomo con la natura, che pacifica i suoi sensi e lo riavvicina al senso della sua esistenza. Al Circo Del Poeta Matto è insomma un ottimo disco che segna una tappa importante di crescita per il gruppo calabrese e rappresenta una buona base su cui lavorare per il prossimo futuro.



Salvatore Esposito