Pierfrancesco Pacoda, Salento, Amore Mio, Kowalsky 2011, pp.192, Euro 13,00

Salento Amore Mio di Pierfrancesco Pacoda si inserisce nella ormai copiosa produzione editoriale di libri dedicati al Salento, a differenza però de Il Ritorno della Taranta uscito qualche anno fa per SquiLibri e curato da Vincenzo Santoro, questo libro prende in esame tutta la scena musicale del Tacco D’Italia analizzandola nella sua quasi totale complessità. Ciò che però rende questo libro davvero da leggere, è la capacità affabulatoria di Pierfrancesco Pacoda che spaziando dalla musica tradizionale alla dancehall dei Sud Sound System fino a toccare i documentari di Fluid Video Crew e il movimento Coppula Tisa, racconta il Salento in musica come fosse un romanzo, una storia collettiva, piena di momenti affascinanti. Il critico e giornalista musicale salentino compie così un vero e proprio atto d’amore nei confronti della sua terra di origine, riuscendo a cogliere il desiderio vibrante di crescita culturale e riscoperta delle proprie radici che permea le tante realtà locali, che sempre di più si vanno affermando anche a livello nazionale. A rendere ancora più accattivante il tutto ci sono le varie interviste effettuate con i protagonisti della scena artistica, e così ascoltiamo dalla viva voce di personaggi come Luigi Chiriatti, Claudio “Cavallo” Giagnotti, Edoardo Winspeare, Mauro Marino e Sergio Torsello, la ricostruzione di un vero e proprio percorso di rinascita che parte dagli anni sessanta con le prime ricerche sul campo ad opera di Ernesto De Martino e arriva fino agli anni più recenti con La Notte della Taranta e realtà preziose come Kurumuny. Salento Amore Mio è così un viaggio attraverso una galassia di realtà culturali eterogenee, legate da un forte amore per il territorio, del quale è necessario preservare la sua anima più profonda. Si tratta, insomma, di un libro agile, scorrevole e piacevole che fungerà da perfetta guida per quanti andranno giù nel Salento a trascorrere le vacanze, perché mentre sul palcoscenico prende vita la musica, sullo sfondo scorrono le immagini quasi poetiche di alcune descrizioni paesaggistiche. Da non perdere è anche l’appendice con alcuni dei locali tipici consigliati, ovvero le “putee” dove ancora oggi è possibile ritrovarsi per mangiare e ascoltare musica, delle principali feste e celebrazioni del Salento e da ultimo la guida per i dischi, i libri e i film più rappresentativi. 


Salvatore Esposito